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mercoledì 13 aprile 2016

LA RELIGIONE DI THELEMA

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La legge di Thélema è stata sviluppata da Aleister Crowley, scrittore ed esperto di magia cerimoniale, durante un periodo trascorso in Egitto.

Lo scrittore britannico credeva di essere il profeta di una nuova era, quella dell'"Eone di Horus": questo sulla base di un'intensa esperienza spirituale che lui e la sua moglie, Rose Edith, avevano avuto durante un viaggio in Egitto nel 1904. Per suo conto, affermò inoltre che un'essenza incorporea o "preterumana" che si chiamava Aiwass lo contattò e gli dettò un testo conosciuto come The Book of the Law ("Il Libro della Legge") o vel Legis Liber AL, che ha delineato i principi di Thélema.

Il pantheon thélemico comprende una serie di divinità, in primo luogo una triade adattato dall'antica religione egizia, che sono tra 'altro i tre relatori del "Libro della Legge" ovvero: Nuit (da Nut), Hadit (da Horus) e Ra-Hoor-Khuit (dal binomio composto da Ra e Arpocrate). Crowley ha descritto queste divinità come una "convenzione letteraria". La religione si fonda sull'idea che il XX secolo sia contrassegnato dall'inizio dell'Era o Eone di Horus, in cui un nuovo codice etico sarebbe seguito, quello del "Fa ciò che vuoi sarà tutta la Legge". Questa dichiarazione indica che gli aderenti, noti come thélemiti, dovrebbero cercare e seguire il proprio percorso nella vita vera, conosciuta come realizzazione della loro più autentica volontà (il destino individuale di una persona durante l'esistenza), piuttosto che i propri piccoli desideri egoistici. La filosofia sottolinea anche la pratica rituale denominata Magick.

Una delle prime menzioni di questa filosofia comparve nel "Gargantua e Pantagruele" di Francois Rabelais e scritto nel 1532. Un episodio di questa avventura epica racconta della fondazione dell'"Abbazia di Thelema" come un istituto per la coltivazione delle virtù umane, che Rabelais identificava come diametralmente opposte alle prevalenti qualità Cristiane del tempo.
Nel 1904, durante un viaggio in Egitto con sua moglie Rose, Crowley fu coinvolto in una serie inestricabile di eventi per i quali egli affermò di essere l'annunciatore ed il profeta  di un nuovo eone di evoluzione umana. Tali esperienze culminarono nel mese di Aprile del 1904, quando Crowley, in stato di trance, scrisse sotto dettatura di Aiwass, suo Santo Angelo-Demone Custode, i tre capitoli di 220 versi che costituirono quello che fu poi chiamato Liber AL vel Legis.
All'interno del sacro testo si dichiarava che "La Parola della Legge è Thelema" e "Fa ciò che vuoi, e sarà tutta la Legge".
Crowley trascorse il resto della sua vita per sviluppare la filosofia di Thelema come rivelata dal Libro della Legge. Il risultato fu una voluminosa produzione di commentari e lavori relazionati alla Magia, al Misticismo, allo Yoga, alla Qabalah e ad altri soggetti occulti. Virtualmente tutti questi scritti portano l'influenza di Thelema come interpretata e compresa da Crowley nella sua capacità, come profeta del Nuovo Eone.

Ogni capitolo del Libro della Legge è espressione di una particolare divinità. Il Capitolo Uno è l'espressione di Nuit, in alcuni aspetti simboleggiata dalla dea Iside, il supremo archetipo della divinità femminile, essa rappresenta lo spazio infinito, la Coscienza assoluta e viene rappresentata con il simbolo del cerchio. E' collegato inoltre all'Eone di Iside, tempo dei culti e delle civiltà matriarcali.
Il Capitolo Due è l'espressione di Hadit, che rappresenta macrocosmicamente il nucleo di ogni stella e microcosmicamente il centro di ogni uomo e di ogni donna. E' simboleggiato dal punto infinitamente piccolo eppure onnipresente. E' collegato all'Eone di Osiride, archetipo del dio ucciso, tempo in cui furono stabilite le religioni autoritarie e patriarcali.
Il Capitolo Tre esprime l'unione appassionata di Nuit ed Hadit, Ra-Hoor-Khuit, il figlio Horus, simboleggiato dal punto dentro il cerchio, segno caratteristico del Sole di Tipereth, della Coscienza pienamente manifesta. E' collegato all'alba di un nuovo eone, l'Eone di Horus. E' in questo nuovo eone che la filosofia di Thelema sarà pienamente rivelata all'umanità, e sarà stabilita come il paradigma primario per l'evoluzione spirituale delle specie viventi.

Gli essenziali elementi della filosofia di Thelema sono:
Ogni individuo è unico ed il suo sentiero è all'interno di un universo spazioso in cui potersi muovere liberamente senza collisione.

La maggioranza dei Thelemiti sostiene che ogni persona possiede una Vera Volontà, una singola e globale motivazione per la propria esistenza. La Legge di Thelema comanda che ogni persona segua la propria Vera Volontà per ottenere in vita la liberazione dalle restrizioni della propria natura. Dal momento che due Vere Volontà non possono essere in reale conflitto (secondo il principio "Ogni uomo e ogni donna è una stella") questa Legge proibisce di interferire con la Vera Volontà di qualsiasi altra persona.
La nozione di assoluta libertà individuale di seguire la propria Vera Volontà, sta molto a cuore ai Thelemiti.
Questa filosofia riconosce anche che il principale fine di un individuo che percorre il sentiero di Thelema è dall'inizio scoprire la propria Vera Volontà, offrendo a questo fine importanti metodi di auto-esplorazione. Essendo la Vera Volontà differente per ciascun individuo ed essendo ogni persona in possesso di un punto di vista dell'universo assolutamente unico, nessuno può determinare la Vera Volontà di altre persone e ognuno deve arrivare a scoprire la Vera Volontà per sé stesso.



L'essenziale natura della Legge di Thelema è quella dell'Amore. Ogni individuo si unisce con il proprio Vero Sé nell'Amore, e così potenziato, l'intero universo di esseri coscienti si unisce con ogni altro essere nell'Amore.
Inevitabilmente, grazie all'enfasi sulla libertà e l'individualità inerente alla filosofia di Thelema, il credo di ogni Thelemita differisce da quello di ogni altro. Nel Commento in appendice al Libro della Legge è stabilito che: "Tutte le questioni riguardanti la Legge devono essere decise solo appellandosi alle mie scritture, ognuna per sé."
La cosa importante è che ogni persona ha il diritto di realizzare sé stessa attraverso il credo e le azioni che preferisce (senza interferire con la volontà di altri), secondo il proprio personale diritto e qualificazione nel determinare quali esse devono essere.

La raccolta dei Sacri Libri di Thelema include la maggior parte dei libri che i Thelemiti considerano essere testi ispirati di Crowley, e che formano il canone della Sacra Scrittura Thelemica. Il maggiore di essi è il Liber AL vel Legis, sub figura CCXX, comunemente chiamato il Libro della Legge. I contenuti di questo libro sono piuttosto criptici, e Crowley ha preparato un numero di commentari per una sua chiarificazione. Un altro libro che forma una parte importante del canone Thelemico, che non è incluso nei Sacri Libri di Thelema per ragioni tecniche, è il Liber XXX Aerum vel Saeculi, sub figura CDXVIII, comunemente chiamato La Visione e la Voce.

Le seguenti note sulla teologia Thelemica sono primariamente basate sugli scritti di Aleister Crowley. Queste note non sono intese come interpretazione o commentario sul Libro della Legge esterni ai limiti degli scritti del Profeta, neppure rappresentano una dichiarazione definitiva di fede Thelemica.
La teologia di Thelema postula tutta l'esistenza manifesta sorgente dall'interazione di due principi cosmici: l'infinitamente esteso, il Continuum Spazio-Tempo onnipervadente; ed il principio atomico, espresso individualmente, di Vita e Saggezza. L'azione reciproca di questi Principi fa sorgere il Principio di Consapevolezza che governa l'esistenza. Nel Libro della Legge, i Principi Divini sono personificati da una trinità di antiche Divinità Egiziane: Nuit, la Dea dello Spazio Infinito; Hadit, il Serpente Alato di Luce; e Ra-Hoor-Khuit (Horus), il Solare Signore del Cosmo dalla Testa di Falco. Il sistema teologico Thelemico utilizza le divinità di varie culture e religioni come personificazioni delle specifiche forze divine, archetipe e cosmiche. La dottrina Thelemica sostiene che tutte le diverse religioni dell'Umanità sono fondate su verità universali; e lo studio comparato delle religioni è una disciplina importante per molti Thelemiti.
Rispetto ai concetti di anima individuale, Thelema segue l'Ermetismo nella dottrina che ogni persona possiede un'anima o "Corpo di Luce" che è predisposta in "strati" o "guaine" che circondano il corpo fisico. Ogni individuo si ritiene dotato da un proprio "Augoeides" o "Santo Angelo Guardiano"; che può essere considerato sia come il "più alto sé" e come un essere separato, senziente e divino. Rispetto al concetto di vita dopo la morte, la stessa vita è considerata come un continuum, con la morte come una parte integrale dell'insieme. La vita mortale termina affinché possa continuare. L'Augoeides, comunque, è immortale e non soggetto a vita e a morte.
Parallelamente alla Dottrina Buddhista, il Corpo di Luce è considerato essere soggetto a metempsicosi, o reincarnazione, dopo la morte del corpo. Il Corpo di Luce è generalmente considerato evolvere in saggezza, consapevolezza e potere spirituale attraverso cicli di metempsicosi per quegli individui che dedicano le loro vite all'avanzamento spirituale; al punto che il destino dopo la morte può essere determinato dalla Volontà dell'individuo.
Thelema incorpora l'idea del ciclo di evoluzione della Consapevolezza Culturale come anche della Consapevolezza Personale. La Storia è considerata essere divisa in una serie di "Eoni", ciascuno con il suo proprio dominante concetto di divinità e la propria "formula" di redenzione ed avanzamento. L'attuale Eone è definito l'Eone di Horus. Il precedente Eone fu quello di Osiride, e precedentemente a questo fu l'Eone di Iside. L'Eone neolitico di Iside è considerato essere stato dominato dall'idea Materna di Divinità, e la sua formula implicava la devozione alla Madre Terra in cambio del nutrimento e della rifugio che Ella forniva. Il classico/medievale Eone di Osiride è considerato essere stato dominato dal Principio Paterno, e la sua formula fu quella dell'auto-sacrificio e dalla sottomissione a il Dio Padre. Il moderno Eone di Horus è considerato essere dominato dal Principio del Figlio, il sovrano individuale; e la sua formula è quella della crescita, in consapevolezza e amore, verso l'auto-realizzazione.
Secondo la dottrina Thelemica, l'espressione di Legge Divina nell'Eone di Horus è "Fa ciò che vuoi". Questa "Legge di Thelema", come è chiamata, non deve essere interpretata come la licenza ad indulgere ad ogni effimero capriccio, ma piuttosto come il divino mandato di scoprire la propria Volontà Vera o vero scopo di vita, e compierlo; lasciando che gli altri facciano lo stesso nelle loro uniche vie. L'"accettazione" della Legge di Thelema è ciò che definisce un Thelemita; e la scoperta ed il compimento della Vera Volontà è l'interesse fondamentale di tutti i Thelemiti. L'ottenimento della "Conoscenza e Conversazione del Santo Angelo Guardiano" è considerato una parte integrale di questo processo. I metodi e le pratiche da utilizzare in questo processo sono numerose e varie; essere sono fondate insieme sotto il termine generalizzato di "Magick".
Non tutti i Thelemiti utilizzano tutte le pratiche disponibili, c'è il modo per ogni praticante di scegliere le pratiche che sono adatte alle proprie necessità individuali. Alcune di queste pratiche sono le stesse, o simili, alle pratiche utilizzate da molte delle grandi religioni del passato e del presente; tali come preghiere, meditazione, studio dei testi religiosi (quelli di Thelema come di altre religioni), canto, rituali simboli ed iniziatori, esercizi devozionali, auto-disciplina, etc. Comunque, alcune delle nostre pratiche, tradizionalmente associate con ciò che è stato generalmente conosciuto come "occultismo", ovvero astrologia, divinazione, numerologia, yoga, alchimia tantrica, e dialoghi con "angeli" o "spiriti", sono tutte prese dai Thelemici come strumenti potenzialmente efficaci per ottenere intuizioni spirituali nella natura del proprio essere e del proprio posto nell'universo; e per l'adempimento di tali intuizioni attraverso l'opera armoniosa ed evolutiva.
Thelema considera ogni azione che non è diretta verso la scoperta ed il compimento della Volontà Vera come "magia nera". Questo include azioni di interferenza con il legittimo esercizio di ogni altro individuo di scoprire e compiere la propria Volontà Vera. La dottrina Thelemica sostiene che la disarmonia e lo squilibrio creato da tali azioni risultano in una risposta compensativa ed equilibrante da parte dell'universo; una dottrina simile alla concezione orientale di Karma. Thelema non ha paralleli diretti con il concetto Giudeo-Cristiano di diavolo o Satana; comunque, una pseudo-personificazione di confusione, distrazione, illusione ed ignoranza egoistica è riferita con il nome di "Choronzon".

Il calendario Thelemico conta gli anni dal 1904 EV (l'anno di ricezione del Liber AL). Ogni anno Thelemico inizia il 20 Marzo del calendario civile, approssimativamente all'Equinozio Invernale dell'emisfero settentrionale.
Invece di contare gli anni semplicemente dal 1904, il calendario Thelemico utilizza un sistema a due livelli. Il "superiore" conta un periodo di ventudue anni dal 1904; il livello "inferiore" conta gli anni dall'inizio dell'attuale periodo di ventidue anni. Entrambi sono basati sullo zero, con numeri rappresentati sia nel livello inferiore che quello superiore dalla numerazione Romana, rispettivamente maiuscola e minuscola.. Così per esempio, l'anno civile 1996 è (dopo il 20 Marzo) l'anno Thelemico IViv, in quanto 1904 + (4x22) + 4 = 1996. Alcuni Thelemiti fanno corrispondere i ventidue anni di ogni ciclo alla posizione dei ventidue Arcani dei Tarocchi. I numeri del periodo di 22 anni sono assegnati anche in questo modo. QUindi, il 1996 è doppiamente collegato all'Arcano dei Tarocchi IV, l'Imperatore.
All'interno dell'anno, date e tempi sono spesso espressi dalla posizione del Sole e della Luna nello zodiaco Tropicale. Per esempio, le ore 18 del 12 Maggio 1996 EV sarà espresso come "IViv, Sol 22° Toro, Luna 29° Pesci".
Questo specifica la precisa data ed il tempo entro due ore.Quando indicano le date del calendario civile, i Thelemiti spesso aggiungeranno "e.v.". Si tratta di un'abbreviazione della frase Latina "era vulgaris", o "era comune".

I giorni sacri ufficiali di Thelema sono stabiliti nel Libro della Legge, capitolo II, versi 36-41. Le date specifiche attribuite ad essi sono indicate nei commentari di Crowley.
I Rituali degli Elementi e le Feste dei Tempi sono osservate agli Equinozi ed ai Solstizi.
La Festa della Prima Notte del Profeta e della sua Sposa è osservata il 12 Agosto.
La Festa dei Tre Giorni della Scrittura del Libro della Legge è osservata nei giorni 8,9 e 10 Aprile, partendo dal mezzogiorno di ciascun giorno.
La Festa del Rituale SUpremo (l'Invocazione di Horus) è osservata il 20 Marzo, e rappresenta l'apertura del nuovo anno Thelemico.
La Festa dell'Equinozio degli Dei è tenuta nell'Equinozio Invernale di ogni anno per commemorare la fondazione di Thelema nel 1904.
La vita di ogni Thelemita è celebrata in tre punti di passaggio.
La Nascita è celebrata in una Festa per la Vita.
La Pubertà è celebrata in una Festa per il Fuoco (per i maschi), o una Festa per l'Acqua (per le femmine).
La Morte è commemorata in una Grande Festa per la Morte.Vari anniversari di commemorazione dei maggiori eventi e figure nella storia di Thelema e dell'O.T.O. sono anche celebrate in modo informale da alcuni gruppi Thelemici.

Quasi tutti i Thelemiti annotano le loro pratiche personali ed i loro progressi in un "Diario Magico". La maggioranza dei Thelemiti pratica anche una particolare forma di preghiera quattro volte al giorno, che è specificata in un libro chiamato Liber Resh vel Helios. I Thelemiti spesso assumono nomi mistici o "motti magici" come un segno di dedizione ed abitualmente si salutano con la frase "Fai ciò che vuoi sarà tutta la Legge"; alla quale la risposta abituale è "Amore è la Legge, Amore sotto la Volontà". Qualche volta queste frasi sono abbreviate dalla semplice indicazione del numero "93", numero che significa sia "Volontà" che "Amore" attraverso una particolare forma di numerologia significativa all'interno.



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sabato 19 marzo 2016

NEW AGE

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Il termine "New Age" (letteralmente "nuova era") iniziò a essere diffuso dai mass media statunitensi nei tardi anni sessanta, per descrivere le forme di controcultura spirituale interessate a pratiche e concetti come la meditazione, il channeling, la reincarnazione, la cristalloterapia, la medicina olistica, l'ambientalismo e numerosi "misteri" di difficile interpretazione come gli UFO o i cerchi nel grano, o anche i bambini indaco.

Questa corrente di pensiero esiste certamente già dagli anni settanta, e probabilmente deriva almeno in parte dalla controcultura degli anni sessanta. Le generazioni precedenti erano già arrivate a interessarsi ad alcuni (ma non a tutti) degli elementi principali del "sistema di sistemi di credenze" (o paradigma) della New Age, per esempio a pratiche come lo spiritualismo, la teosofia, l'antroposofia o la medicina alternativa. A loro volta, queste dottrine hanno radici nel trascendentalismo, nel mesmerismo, nello swedenborgianismo, nella tradizione rosacrociana e in altre tradizioni esoteriche occidentali (per esempio astrologia, magia, alchimia e cabala).

Ricordiamo che proprio la generazione dei tardi anni sessanta volse lo sguardo verso l'oriente e abbracciò tecniche, riti, usi religiosi e pensieri della filosofia orientale, sospinta anche dal desiderio di rompere gli schemi politico-sociali-culturali-religiosi contemporanei.

Nel mondo di lingua inglese, una delle origini della New Age si può certamente trovare nel lavoro del sensitivo Edgar Cayce, da cui trae origine il termine stesso di channeling (o channelling, considerato comunemente nella New Age come uno dei mezzi più significativi per mettersi in contatto con esseri di altre dimensioni). L'espressione New Age (o l'analoga locuzione Nuova Era) potrebbe derivare dagli scritti della neo teosofista britannica Alice Bailey. La Findhorn Foundation, fondata nella Scozia del Nord nel 1962, fu una delle prime comunità esplicitamente New Age. Alcuni studiosi, tra i quali Cecilia Gatto Trocchi hanno individuato nel santuario di Esalen, situato a metà strada fra San Francisco e Los Angeles, il primo centro New Age fondato negli anni settanta.

In Russia il movimento è stato molto influenzato dall'eredità dei teosofi Nicholas Roerich e Helena Roerich. Un altro ex teosofo, Rudolf Steiner (poi fondatore del movimento antroposofico), è un punto di riferimento della New Age. In Brasile fonti analoghe si possono rintracciare nel pedagogista francese Allan Kardec che codificò lo spiritismo, o nelle tradizioni folcloristiche africane di Candomblé e Umbanda.

Fra gli eventi che maggiormente hanno contribuito a fornire visibilità al fenomeno della New Age, si devono certamente citare la manifestazione Harmonic Convergence ("convergenza armonica", a volte indicata brevemente col riferimento alle sincronicità delle ricorrenze numeriche dell' "11:11"), organizzata da José Argüelles a Sedona (Arizona) nel 1987 e la miniserie televisiva Out on a Limb di Shirley MacLaine (ancora 1987) che, tratta dall'omonimo bestseller che la MacLaine aveva scritto, è un racconto autobiografico delle esplorazioni spirituali dell'autrice. Curiosamente, in quell'anno si dice che si sia avverata una profezia dei nativi americani Hopi, cioè la nascita di un bisonte bianco che avrebbe dovuto portare, secondo la leggenda, un aumento del livello di consapevolezza dell'umanità. Come alcuni hanno fatto notare, quello stesso anno fu firmato un trattato fra USA e URSS per l'eliminazione di missili nucleari a media gittata, e iniziò il processo che avrebbe portato, due anni più tardi, al crollo del Muro di Berlino.

Altri eventi che ebbero vasta eco furono le dichiarazioni sorprendenti dei primi channeler, come Jane Roberts (che parlava in nome di una entità chiamata Seth) e J.Z. Knight (per Ramtha). Fra i libri che più hanno influenzato la nascita e lo sviluppo del movimento New Age vanno infine ricordati Un corso in miracoli (A Course in Miracles) di Helen Schucman, La profezia di Celestino (The Celestine Prophecy) di James Redfield, E venne chiamata Due Cuori (Mutant Down Under) di Marlo Morgan, la serie di scritti Conversazioni con Dio (Conversations with God) di Neale Donald Walsch e i messaggi di Kryon. Correlata alla New Age è anche l'opera di Carlos Castaneda, da A scuola dallo stregone (The teachings of don Juan) in poi.

Le numerose e diverse concezioni riconducibili a questa denominazione sono accomunate dall'ideale dell'avvento di un "mondo nuovo" o di una "nuova era", spesso indicata astrologicamente come età dell'Acquario (l'età attuale è detta dei Pesci). Sotto la definizione di New Age vengono fatte ricadere molte realtà di diversa natura - semplici stili di vita, filosofie, religioni, medicine alternative, organizzazioni, aziende e via dicendo, caratterizzate da un approccio eclettico e individuale all'esplorazione della spiritualità. Il termine New Age è anche ampiamente e ufficialmente utilizzato per riferirsi al vasto segmento di mercato in cui si vendono libri, beni e servizi connessi a tali visioni del mondo.

Secondo alcuni new ager, i cristalli di quarzo (e i cristalli in generale) hanno proprietà mistiche.

Il New Age può essere anzitutto descritto in chiave psicologica come uno stato d’animo: come la sensazione, prima ancora della convinzione, condivisa da un numero socialmente significativo di persone di essere entrati o di stare per entrare in un’epoca nuova, che è contrassegnata da cambiamenti radicali e qualitativi non in uno solo, ma in tutti i settori della vita dell’uomo. I cambiamenti scientifici – reali o mitici – dovrebbero, per una sorta di effetto domino, provocare una catena inarrestabile di cambiamenti globali cui nessun campo di attività dell’uomo dovrebbe sfuggire: cambiamenti politici, artistici, culturali, filosofici e religiosi.

Facendo astrazione dalle tesi di Marilyn Ferguson (1938-2008), autrice di una delle opere che ha maggiormente contribuito a diffondere le idee del New Age nel mondo – secondo cui questa sensazione socialmente diffusa trarrebbe origine dai progressi della scienza e dalla teoria delle “rivoluzioni scientifiche” del filosofo della scienza Thomas Kuhn (1923-1996), il quale sosteneva che quando nella scienza non sono soltanto singole “teorie”, ma interi “paradigmi” a cambiare, si determina una “rivoluzione” –, possiamo rintracciare le origini del New Age come stato d’animo in correnti di pensiero che annunciavano o promettevano cambiamenti radicali e globali nell’ambito di speculazioni astrologiche e delle politiche alternative. In tal senso il New Age non è solo l’attesa profetica di un’”età nuova” – al contrario, il futuro è già cominciato da tempo – né si riduce a un rinnovato interesse per il mondo occulto, esoterico o inconscio, perché ne fanno parte allo stesso titolo movimenti di rovesciamento dei “paradigmi” in campo politico, economico e morale.

Dal punto di vista storico, le analisi culturalmente più sofisticate riconducono il New Age alla categoria del revival, del “movimento di risveglio”, nonostante il fatto che gli storici delle religioni, soprattutto in ambito anglo-americano, abbiano applicato questa categoria particolarmente al fenomeno del pentecostalismo, presentatosi a partire dai primi anni del secolo XX – appunto – come movimento di risveglio del mondo protestante. Il New Age si pone come movimento di risveglio, nell’area culturale di lingua inglese, non più del mondo cristiano ma del mondo laico se non laicista. Anche questo ambiente, la cui organizzazione culturale era largamente affidata alle logge massoniche e alla più discreta – ma non meno importante – influenza della Società Teosofica, si trovava a partire dagli anni intorno alla Seconda guerra mondiale, in uno di quegli stati di freddezza e di aridità che producono così spesso nella storia i fenomeni di revival. Gli ambienti massonici e teosofici, in particolare, denunciavano una preoccupante incapacità d’interpretare i tempi e di svolgere il consueto ruolo di organizzazione culturale. Nel mondo teosofico il disagio si era tradotto in una serie di scismi, il più rilevante dei quali era stato promosso da Alice Bailey, che del resto aveva soggiornato ad Ascona (Svizzera), presso il Monte Verità, santuario di una nuova religiosità che rappresenta la preistoria del New Age.

Proprio la Bailey aveva cominciato negli anni 1920 a utilizzare l’espressione “New Age” nel senso attuale. Pochi anni dopo la morte di Alice Bailey, alcuni fra i suoi più brillanti allievi inglesi – Sheena Govan (1912-1967), figlia di John George Govan (1861-1927, il fondatore del gruppo fondamentalista Faith Mission, di cui ci siamo già occupati) e all’epoca guida di un gruppo indipendente di “cristiani esoterici”; Dorothy Maclean, che apparteneva all’Ordine Sufi Occidentale fondato da Pir Hazrat Inayat Khan; Peter Caddy (1917-1994), marito della Govan; e Eileen Combe (1917-2006), che diventerà la seconda moglie di Caddy – iniziano un’avventura che conduce le figure più rappresentative di questo gruppo originario in un pellegrinaggio che li porta da Glastonbuy, collegato alle leggende del passato celtico e arturiano della Gran Bretagna, a Forres, in Scozia – dove riescono a farsi assumere come animatori del centro turistico Cluny Hill Hotel, che trasformano in centro teosofico – e infine in una landa desolata del Nord della Scozia, Findhorn, dove nel 1962 fondano una comunità-giardino.

Una terza, necessaria “descrizione” del New Age ha carattere sociologico. Anche nell’ambito sociologico questa nuova realtà della galassia neo-religiosa pone diversi problemi, anzitutto perché non si presta a essere inquadrata facilmente in nessuna della categorie interpretative normalmente utilizzate per i fenomeni della nuova religiosità contemporanea e abitualmente prese in considerazione anche nelle enciclopedie delle religioni. Per facilitare la comprensione del fenomeno si è fatto dunque riferimento a una categoria – il cui studio è stato sviluppato dai sociologi della religione proprio in riferimento al New Age – indicata con il termine network.

Dal punto di vista dottrinale offrire una descrizione del New Age sembra particolarmente difficile, tanto più che i suoi promotori si fanno premura normalmente di spiegare che il New Age non è né ha una “dottrina”. Volendo perseguire una descrizione di tipo dottrinale, si dovrebbe piuttosto insistere su un principio di carattere epistemologico, cioè su una forma particolare e particolarmente radicale di relativismo. L’idea secondo cui non esiste la verità – oppure esiste, ma l’uomo comunque non può conoscerla – è antica quanto l’uomo. Tuttavia, nessuna forma di relativismo è uguale alle altre. Il relativismo del New Age sostiene non soltanto che ognuno di noi ha la sua verità, ma che ognuno di noi può letteralmente creare la sua realtà, di cui quindi sarà autorizzato a porre i criteri di verità e le leggi. Effettivamente, nel parlare di una “visione del mondo” del New Age vi è qualcosa di paradossale, forse di provocatorio, visto che i portavoce dello stesso affermano tenacemente che lo specifico del fenomeno è l’assenza di una visione del mondo e di qualsivoglia dottrina. Comunque sia, poiché non si darebbe unità – nemmeno quell’unità fluida e instabile che caratterizza il New Age – senza un minimo comune denominatore, è possibile ricondurre a sei temi principali quella trama di fondo costitutiva della “dottrina” del New Age:
la premessa necessaria per qualunque “visione del mondo” del New Age è, come abbiamo detto, di carattere epistemologico: non esistono verità assolute;
un secondo elemento comune è una diffidenza nei confronti dell’idea di “religione”, sostituita dalla più vaga “spiritualità”;
per quanto riguarda il concetto di Dio, di cui il New Age parla volentieri, non si tratta di un Dio personale, ma piuttosto di un sottofondo cosmico, di un’energia cosmica immanente;
la visione dell’uomo si riassume nel noto slogan dell’attrice Shirley MacLaine, che per anni ha svolto il ruolo di missionaria internazionale del New Age: “Noi siamo Dio”;
relativamente a Gesù Cristo, il New Age preferisce riferirsi a “il Cristo”, quella scintilla divina che è in ciascuno di noi e che può essere risvegliata attraverso la molteplicità di tecniche che il New Age insegna;
infine, il sesto tema unificante è il rifiuto della nozione di peccato, sostituita da quella di malattia, che può essere superata con un generale cambiamento di coscienza che risolverà i problemi del mondo.

Il New Age si può definire come una rete vagamente connessa di ricercatori e gruppi spirituali (o scuole), di maestri e terapeuti (a volte chiamati guru, guaritori o semplicemente "facilitatori") e altre figure analoghe (talvolta detti new agers).

Caratteristica distintiva dell'odierna New Age è che ogni individuo, essendo di origine divina, è chiamato a costruirsi un proprio cammino spirituale di risveglio (o di "ritorno a Casa"), riferendosi eventualmente al patrimonio universale proveniente da ogni tradizione mistica e religiosa, inclusi lo sciamanesimo, il neopaganesimo, la cabala e l'occultismo, ma soprattutto basandosi sulla propria esperienza interiore e sul proprio discernimento e sentire intuitivo. Anche l'aiuto che può essere fornito al proposito da guide, angeli o guru è soggetto a questa restrizione, che quindi è diventata nel tempo una vera e propria regola d'oro per vagliare messaggi e messaggeri di qualsivoglia provenienza.

La principale convinzione che accomuna tutti o quasi i new ager (pur nello sconfinato panorama che rende arduo e fuorviante ogni schematismo) è che il nostro pianeta e l'umanità nel suo insieme (attraverso un cammino di trasformazione che però è individuale) si trovino alla soglia di un progresso spirituale che, se raggiunto, consentirà l'accesso a nuove dimensioni dell'esistenza, ovvero a una nuova forma di consapevolezza. Da più parti, per esempio, si fa riferimento all'anno 2012 (tratto da diverse antiche profezie) come termine indicativo di una transizione maggiore e di un "salto quantico" nel tessuto temporale dovuti anche all'attraversamento da parte dell'intero sistema solare di un campo energetico ad altissima frequenza indicato come cintura fotonica. Certo, per la loro stessa natura, questi concetti, peraltro sconosciuti alle religioni tradizionali, non sono riscontrabili nel pensiero Scientifico accademico e neanche sono in alcun modo citati nella Bibbia. Essi, per la visione New Age, non vanno intesi come la classica attesa della fine del mondo o del Giudizio Universale, ma come un termine temporale legato ai grandi cicli cosmici, entro il quale ogni essere umano (e la società nel suo insieme) dovrà prepararsi e ristrutturarsi, se vuole evitare di stagnare nell'inarrestabile cammino evolutivo. Ciò sembrerebbe ricordare da lontano il millenarismo cristiano di cui si parla nell'Apocalisse, ma senza avere la corretta collocazione logica e storica che invece si apprende attraverso la lettura della Bibbia.



Questi progressi, pur di natura spirituale, riguardano necessariamente anche i piani materiali dell'esistenza e toccano i codici stessi della struttura fisica. Le "nuove abilità" legate al risveglio interiore possono condurre ad un accrescimento sostanziale del sentire intuitivo e a trasformazioni percettive legate alla possibilità di vedere cose ora invisibili, di viaggiare nello spazio istantaneamente, di cogliere significati e correlazioni prima nascosti negli oggetti e gli eventi dell'Universo, nonché di agire su tali oggetti ed eventi in una moltitudine di nuovi modi "metafisici". La New Age quindi abbraccia volentieri, per esempio, la pratica della meditazione, o concetti di provenienza orientale come quello del risveglio in senso buddhista o quello dell'apertura del terzo occhio.

Si organizzano inoltre seminari di yoga, corsi di occultismo e pratiche tantriche per attivare, o per meglio dire a sbloccare, energie latenti al fine di migliorare l'efficienza di tutti i partecipanti; gli iscritti appartengono a qualunque fascia socio-economica e, tra essi sono sempre più numerosi i manager, gli imprenditori, gli uomini di grande responsabilità politica e finanziaria.

Sempre in generale, i new ager affermano che queste nuove dimensioni di esistenza che attendono l'umanità sono già abitate da entità "interdimensionali" (e/o extraterrestri) e anche da alcuni pionieri umani (i cosiddetti Maestri Ascesi), e che questi esseri sono disposti a mettersi in contatto con chi è pronto a ricevere il messaggio o con chi comunque ne solleciti l'aiuto. Mentre per il modo corrente di vedere le cose qualunque tentativo di contatto da parte di esseri provenienti da un diverso piano di esistenza non può che risultare sconvolgente, incredibile o fantascientifico, il paradigma New Age prende in seria e attenta considerazione fenomeni che restano ancora difficilmente spiegabili nei termini del metodo scientifico galileiano o comunque controversi, come ad esempio i cerchi nel grano, gli UFO, il channeling o le varie forme di contatto medianico, ma anche le innumerevoli descrizioni di esseri elementali, fate e spiriti della natura (Deva), e i racconti di continenti scomparsi in seguito a cataclismi come Atlantide e Lemuria (Mu). Gli angeli poi e le varie schiere di esseri celesti (a cui d'altra parte si riferiscono, anche se con nomi diversi, tutte le più antiche tradizioni religiose) hanno un ruolo chiave nella visione New Age.

Se da quanto detto prima emerge una figura di new ager (un po' caricaturale) pronto a credere a tutto ciò che va oltre la visione comune del mondo (dove per "comune" intendiamo originata dalla scienza attuale o dalle religioni della tradizione giudaico-cristiana), in realtà è altrettanto fondamentale capire come nella filosofia della New Age che questa "apertura" nei confronti dell'incredibile sia regolata da ciascun individuo secondo le proprie inclinazioni spirituali personali. La frase più ricorrente nei forum e nelle altre comunità virtuali New Age è "for your discernment". Questa indicazione, "per il vostro discernimento" (come dire: "sottoposto al vostro giudizio") precede la maggior parte dei messaggi che contengono verità discutibili, come per esempio un messaggio ricevuto da un medium, in channeling, da una civiltà aliena (ad esempio delle Pleiadi). Ogni new ager, quindi, è chiamato a scegliere in cosa credere, con discernimento. La frase for your discernment, inoltre, implica che lo scrivente non si ritenga, per principio, detentore di verità assolute o ultime. Talvolta questo implicito rispetto per le convinzioni e il cammino spirituale del prossimo, a prescindere dalle sue peculiarità (o forse proprio in virtù di queste), è espresso anche da un altro uso verbale, questa volta di derivazione esplicitamente orientale, Namaste (un saluto che intende significare grosso modo "mi inchino al divino che c'è in te").

Tutta l'umanità – in effetti tutta la vita, tutto nell'universo – è spiritualmente interconnessa, e partecipa della stessa energia. Dio è uno dei nomi di questa energia.
Esistono esseri spirituali (angeli, arcangeli, maestri ascesi, creature elementali, guide e/o esseri extraterrestri) disposti a consigliare e orientare chi è pronto e ricettivo nei confronti dei loro insegnamenti.
La mente umana ha poteri profondi e vasti, che possono persino modificare la realtà: you create your own reality ("tu crei la tua realtà");
Tuttavia, alcune regole (spirituali) valgono comunque, per esempio, la legge di causa ed effetto del karma, anche se mitigata secondo alcuni dal perdono e dal superiore principio della Grazia divina.
Ogni individuo ha uno scopo sulla Terra e una lezione da imparare. La lezione più importante è l'amore.
La morte non è la fine di tutto, conduce solo a una diversa dimensione. La vita dopo la morte non prevede punizioni, al massimo una forma di intensa autovalutazione, o un periodo di insegnamenti avanzati, eventualmente impartiti attraverso la reincarnazione, il servizio agli esseri viventi in qualità di guida, o il ritorno alla vita dopo una delle esperienze di quasi-morte.
La scienza e la spiritualità possono e devono ritrovare l'armonia che le lega. Teorie scientifiche come l'evoluzione e la meccanica quantistica, se correttamente interpretate, sono traducibili in principi spirituali.
L'intuizione (o la "guida divina") può essere uno strumento di conoscenza alternativo, in un certo senso anche più efficace da quella razionalità che è guidata dallo scetticismo e dal dubbio sistematico. Il sapere intuitivo o interiore non mira a sostituirsi al tradizionale metodo scientifico, ma può invece cooperare con esso e contribuire ad ampliare i confini asfittici del vecchio scientismo. L'attuale paradigma dominante nella scienza occidentale ha il grande limite di non considerare con sufficiente serietà e apertura temi come quelli della parapsicologia, della meditazione e della medicina olistica.
C'è un nucleo mistico comune in tutte le religioni, orientali e occidentali. I dogmi, l'identità religiosa, l'intolleranza verso altre religioni sono tutti ostacoli fondamentali al progresso dell'individuo.
La Bibbia è sì un libro saggio e sacro, ma non del tutto integro, e comunque ognuno può avere in ogni momento un più vivo e diretto contatto col divino nella propria interiorità. Molte importanti verità non vi sono menzionate, o lo sono solo in modo molto obliquo e velato. Certe indicazioni poi sono chiaramente datate e non vanno prese alla lettera, senza contare che il testo può contenere diversi piani di lettura e di approccio, in modo che ognuno possa accedervi secondo il suo personale livello di coscienza. Alcuni sostengono che Gesù fosse inizialmente un Esseno, o che abbia viaggiato in India in gioventù per studiare le religioni orientali; altri sostengono che fosse un avatar come il Buddha.
Le forme femminili di spiritualità, e le immagini divine femminili (come Aeon o la Sophia dello gnosticismo), sono state dimenticate dalla nostra società patriarcale, e vanno recuperate.
Antiche civiltà estremamente avanzate, come Atlantide e Lemuria, potrebbero essere realmente esistite; potremmo non conoscere ancora il vero significato (o il vero potere) di vestigia del passato come le Piramidi egizie o Maya o Stonehenge o nuraghi.
Le coincidenze non esistono. Tutto ciò che accade ha un significato spirituale e uno scopo (una lezione da insegnare). Esiste un progetto per cui ogni individuo si trova in ogni momento nel posto giusto per imparare la propria lezione.
La mente ha poteri nascosti, attivi anche al di là della nostra consapevolezza, e cerca di comunicare con noi attraverso sogni, visioni (durante la meditazione) e così via.
La meditazione, lo yoga, il t'ai chi, il reiki e altre pratiche tradizionali orientali derivano da una profonda conoscenza di verità dimenticate, e sono uno strumento importante per comprendere l'Universo.
Ogni tipo di relazione ha il potenziale di far crescere l'individuo. Dalle relazioni con gli altri impariamo chi siamo, quali sono i nostri punti deboli e i nostri punti di forza (che ci consentono di aiutare il prossimo). Tutte le nostre relazioni saranno ripetute (reincarnazione) fino a quando non saranno "guarite", ovvero fino a che non supereremo la prova che rappresentano.
Esiste però una "via breve", un cammino individuale che può permettere ad ognuno di uscire dalla ruota interminabile delle reincarnazioni sul piano materiale.
La reincarnazione è un concetto fortemente semplificato di un fenomeno interdimensionale estremamente complesso che la mente lineare attuale non è capace di inquadrare in modo coerente e completo. Si trovano così diverse forme di interpretazione di questo concetto di base. Per alcuni la reincarnazione è all'origine una forma di servizio reso volontariamente al pianeta per aiutarlo a trasmutare un carico karmico globale che gli impedirebbe di ascendere alle dimensioni (o densità) superiori.
Le anime cercano il tutto; il nostro obiettivo ultimo è imparare ad amare tutto ciò con cui entriamo in contatto, a scoprire il divino in ogni cosa e a riscoprire infine noi stessi Uno col Tutto.

L'era dell'Aquario è l'era astrologica che segue a quella attuale dei Pesci, in base al ciclo astronomico della precessione degli equinozi, che dura in tutto circa 25800 anni. Poiché i dodici segni, da un punto di vista astrologico, sono di eguale estensione, ogni era durerebbe un dodicesimo di 25800 anni e cioè 2150 anni. Secondo calcoli di volta in volta diversi, ma grossolanamente sovrapponibili, l'era dei Pesci sarebbe iniziata intorno all'anno 1, cioè con la nascita di Gesù Cristo, il cui simbolo è appunto il pesce.

Sull'esatta venuta dell'era dell'Aquario esistono pareri discordanti. A seconda dei diversi autori, l'età dell'Aquario è, o appena iniziata (anni '60 del secolo scorso), secondo alcuni nel 21 dicembre 2012, o inizierà, secondo altri, intorno al 2140-2150. Secondo Rudolf Steiner occorrerà invece aspettare il 3573, ma gli effetti (derivanti soprattutto dall'attesa) di questo prossimo cambiamento sono già iniziati negli anni venti-trenta del XX secolo. L'Unione Astronomica Internazionale, avendo definito i confini delle varie costellazioni in modo diverso da quello adottato in astrologia, per cui le estensioni dei diversi segni sono disuguali, ha calcolato che questo avvenimento cadrà all'inizio del XVII secolo.

Il problema di quali elementi culturali contemporanei debbano essere inclusi nella New Age è controverso. Il channeling ha evidentemente molti punti in comune con le pratiche medianiche spiritualiste. Movimenti magici come il neopaganesimo e spirituali come la psicologia transpersonale sono parzialmente sovrapposti con la New Age. Alcuni gruppi preferiscono prendere le distanze dalle possibili connotazioni negative dell'etichetta "New Age", come ad esempio la commercializzazione di prodotti e servizi.

Il movimento del Nuovo Pensiero ha origini proprie e indipendenti che risalgono alla metà del XIX secolo, tuttavia alcuni suoi insegnamenti presentano analogie con quelli della New Age e la vita indipendente di cui gode oggi la parte della dottrina del Nuovo Pensiero che va sotto la denominazione di pensiero positivo e l'ampio uso che viene fatto nelle chiese New Thought (sia cristiane che non) di materiali New Age come Un corso in miracoli, fanno sì che tale movimento religioso sia oggi spesso considerato come in parte sovrapposto o comunque collegato alla New Age.

Anche scienziati e pensatori come Fritjof Capra hanno cercato di creare i presupposti culturali per un cambiamento di paradigma della scienza con l'assimilazione di concetti come la medicina olistica, l'ecologia della mente di Gregory Bateson, o i rapporti fra taoismo e meccanica quantistica, evitando però accuratamente di essere in qualche modo assimilati alla New Age vera e propria.

Vi sono stati anche tentativi di presentare la New Age come movimento sociopolitico; si può citare, per esempio, la "New Age Politics" di Mark Satin (seconda metà degli anni settanta), il pensiero di Theodore Roszak e la "Cospirazione dell'Aquario" di Marilyn Ferguson.

Le critiche delle credenze New Age prendono generalmente tre forme: critiche sulla mancanza di un'adeguata base o prova scientifica, critiche di violazione e abuso della sacralità di varie tradizioni religiose, di filosofie o di culture, e critiche basate sul fatto che questa dottrina, nonostante si identifichi come movimento culturale controcorrente, goda di grande copertura mediatica.

Inoltre molti di coloro che credono nella teoria del complotto pensano possa essere ricollegato alla teoria del complotto del nuovo ordine mondiale anche a causa di molte pratiche ispirate o copiate da rituali eseguiti all'interno di sette di varia natura, quali massoneria e simili, quindi ricadenti nel campo dell'occulto e dell'esoterismo.

Molte religioni costituite hanno tacciato il pensiero New Age di essere eretico, immorale, deviante, o comunque privo di una chiara guida data da un libro sacro oppure da una tradizione antica; inoltre contestano il rapporto diretto, immediato e personale con la divinità, privo dell'intermediazione di una classe sacerdotale, per di più gerarchica. Sul New Age si è anche espressa la Chiesa Cattolica con un apposito documento del Pontificio Consiglio della Cultura e del Pontificio consiglio per il Dialogo Interreligioso. Alcuni studiosi di area cattolica hanno avvicinato il new age al satanismo, ravvisando quali punti di contatto la pretesa di essere o sostituirsi a Dio, la visione relativistica dell'esistenza e della verità e le pratiche rituali di tipo sincretista.

Alcuni adepti di discipline tradizionali di paesi quali ad esempio l'India e la Cina, un vasto numero di scuole ortodosse di Yoga, Tantra, Qigong, medicina cinese, Ayurveda e arti marziali (le tradizionali famiglie Taijiquan, ad esempio), nonché gruppi con una storia antica di secoli hanno tutti affermato che il movimento New Age (di matrice occidentale) è una comprensione parziale o nulla, o addirittura una deliberata distorsione delle loro proprie discipline.

Alcune delle critiche più dure all'eclettismo New Age sono venute da scrittori e comunità degli Indiani d'America. La Dichiarazione di guerra contro gli sfruttatori della spiritualità Lakota è una delle più forti affermazioni di avversionevalla New Age da parte dei capi tribù nordamericani.

Alcuni scrittori hanno ravvisato tracce di razzismo nelle fonti della teosofia, in particolare negli scritti di Alice Bailey riguardo agli Ebrei e alcuni commenti di Rudolf Steiner riguardo specifici gruppi etnici, africani inclusi, sebbene Steiner perlomeno avesse poi enfatizzato l'eguaglianza razziale come principio della sua antroposofia.


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martedì 5 gennaio 2016

PARACELSO

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Figlio di un medico, Paracelso nasce nel 1493 a Einsiedeln, nel cantone svizzero di  Schwyz. In realtà, il suo vero nome è Philipp Theophrast Bombast von Hohenheim; tuttavia, egli stesso lo muta in Philippus Aureolus Paracelsus Theophrastus Bombastus: l'appellativo  "Paracelsus" costituisce un probabile riferimento al grande medico romano Aulo Cornelio  Celso, vissuto nel I secolo, considerato uno dei padri della medicina antica, e noto  anche per la sua notevole cultura in ogni ambito del sapere. La scelta di tale appellativo da parte dello scienziato svizzero sembra indicare la sua volontà di incarnare completamente la figura del "medico perfetto", esperto in ogni ramo dello scibile in   quanto iniziato al segreto ultimo dell'intera  realtà.

Egli è anche noto per aver battezzato lo zinco, chiamandolo zincum, ed è considerato come il primo botanico sistematico. Si laureò all'Università di Ferrara, più o meno negli stessi anni in cui si laureò Niccolò Copernico.

Fino al 1500 la composizione e i mutamenti della materia erano spiegati sulla base della dottrina dei quattro elementi di Aristotele: acqua, aria, terra e fuoco. Paracelso, per la prima volta, aggiunse ad essa una teoria che contemplava tre nuovi principi della materia (sale, zolfo e mercurio), contrassegnata dalla presenza di spiriti della natura responsabili delle sue trasformazioni e cambiamenti. Egli inoltre rifiutò l'insegnamento tradizionale della medicina, dando vita a una nuova disciplina, la iatrochimica, basata sulla cura delle malattie attraverso l'uso di sostanze minerali.

Non aveva un carattere facile, anzi era piuttosto superbo e orgoglioso, tanto che dal suo nome Bombastus è derivato in inglese l'aggettivo bombastic, che indica una persona piena di sé ed arrogante. "Alcuni mi accusano di superbia, altri di pazzia, altri ancora di stoltezza". Ricevette molte accuse, tra cui quella di alcolismo o di non prendere parte alle cerimonie religiose. In realtà egli si considerava un dottore delle Sacre Scritture, una sorta di teologo laico, convinto, però, che la fede andasse vissuta dentro di sé, a livello intimo più che collettivo.

Paracelso era figlio di Wilhelm von Hohenheim e di una serva ecclesiastica. Nacque ad Einsiedeln, in una delle case vicine al monastero di Unsere Liebe Frau, una delle stazioni di sosta per i pellegrini diretti a Santiago de Compostela. La figura di sua madre è avvolta dal mistero; secondo alcune voci del tempo sarebbe stata un'isterica, idea forse diffusasi a partire dall'esperienza di Paracelso riguardo a questa malattia nelle donne. Pare, inoltre, che da lei il figlio avrebbe ereditato la bruttezza fisica e le maniere rozze. Nel 1502 si stabilì con il padre in Carinzia, a Villaco. Fu da suo padre, laureato in medicina presso l'Università di Tubinga, che egli ricevette i primi insegnamenti in medicina e in chimica. In seguito, sotto l'abate ed alchimista Giovanni Tritemio, studiò chimica e occultismo. Per quanto riguarda la sua formazione universitaria, che avvenne tra il 1509 e il 1515, lui stesso dice di aver frequentato varie università. A quanto pare, non subì alcun fascino da parte della Sorbona di Parigi, che pure era all'avanguardia dal punto di vista del sapere anatomico. La sua fortuna fu quella di venire a contatto con la medicina innovativa dell'Italia settentrionale. Si laureò in medicina presso l'Università di Ferrara, alla quale però non sarebbe rimasto molto fedele, poiché essa si opponeva a un cambiamento del sistema medico.

La sua vita fu estremamente movimentata, ma difficile da ricostruire perché notoriamente Paracelso abbellì la sua biografia di particolari inventati e avventurosi. Secondo quanto lui dice dopo aver lavorato nelle miniere in Germania e in Ungheria, dove apprese i segreti dei metalli, intraprese lunghi vagabondaggi che lo portarono in Italia, soggiornando a Torino e poi in Spagna, in Germania, in Inghilterra, in Svezia, in Polonia, in Transilvania; mete plausibili, mentre è molto meno probabile che, come egli stesso dice, sia stato in India e in Cina. Pare che si recò anche in Russia, alla ricerca delle miniere dei Tartari, dove sarebbe stato fatto prigioniero dal Khan, che gli avrebbe svelato dei segreti.

Molto importante fu per lui l'esperienza di medico militare, prima durante la guerra veneziana, più tardi in Danimarca e in Svezia. Tornato in Germania, la sua fama aumentò rapidamente e nel 1527 gli fu offerta la cattedra di medicina all'Università di Basilea. Paracelso, nello stesso anno, fece bruciare pubblicamente dai suoi studenti i testi di Galeno ed Avicenna, bollandoli come ignoranti in materia medica, e sostenendo che ognuno possiede dentro di sé le doti necessarie per esplorare il mondo.

Poco dopo iniziò a perdere anche quella stima e fiducia da parte degli studenti che fino ad allora lo avevano salvato dal rischio di allontanamento dall'ambiente universitario. La sua opposizione aperta sia alla medicina tradizionale sia alla nuova medicina nata tra Italia e Francia e la sua indole polemica lo portarono a perdere il lavoro fisso di insegnante presso l'Università di Basilea. Lasciò infatti la città nel gennaio del 1528. Negli stessi anni tra le università francesi e quelle italiane si andavano riscoprendo i classici di Galeno e Avicenna, purificati filologicamente dalle glosse medioevali e integrati da trattati di anatomia "scientifici", oltre a ricerche empiristiche che andavano ad attaccare direttamente la tradizione popolare (come per esempio le opere di Laurent Joubert della facoltà di medicina di Montpellier) e quelle platoniche.

A San Gallo, cittadina dell'est della Svizzera, visse un secondo breve periodo positivo della sua vita. Qui, nel 1531, gli vennero affidate le cure del borgomastro del paese Christian Studer per ventisette settimane. Tuttavia, Paracelso non era tenuto in gran considerazione dai medici teorici di allora. Durante questi anni, infatti, la sua figura si contrappone a quella di Joachim Vadiano, medico e luminare più in vista a San Gallo, del quale è anche sindaco, umanista che però prediligeva la teoria alla pratica e al contatto diretto con il malato. Le fonti fanno sembrare che Paracelso fosse spesso consultato per problemi allo stomaco e all'intestino, probabilmente perché la sua fama era maggiore in questo campo che nella chirurgia.

Durante il soggiorno a San Gallo si verificò un evento a partire dal quale si può intuire l'inclinazione profetica della personalità di Paracelso: come questi scrive nella sua opera Paramirum, il 28 ottobre del 1531 avvistò un gigantesco arcobaleno. Egli notò che questo indicava la stessa direzione da cui, due mesi prima, era venuta la cometa di Halley. Secondo Paracelso, l'arcobaleno, da lui chiamato arco della pace, avrebbe portato un messaggio salvifico dopo la discordia annunciata dalla cometa.

Dopo aver passato i restanti anni della sua vita a vagare di città in città, morì a Salisburgo il 24 settembre 1541. È sepolto nella chiesa di S. Sebastiano. Le scene più commoventi presso la sua tomba si sono verificate nel 1831 quando, durante le terribili settimane del colera indiano, gli abitanti delle Alpi Salisburghesi si recarono in pellegrinaggio a Salisburgo per implorare non il Santo patrono, ma il medico Paracelso, di risparmiarli dall'epidemia.

Secondo questo singolare personaggio, i migliori insegnamenti per un medico non provenivano affatto dai veneratissimi medici del passato, come Ippocrate, Galeno o Avicenna, bensì dall'esperienza, quella stessa che lui aveva raccolto nei suoi numerosi viaggi e che voleva trasmettere ai suoi alunni. Allo sguardo rivolto al passato, agli antichi, egli voleva contrapporre il progresso, uno slancio verso uno studio più approfondito della natura, in cui lui era convinto ci fosse la cura per ogni sorta di malattia (riprende la concezione ippocratica della "vis medicatrix naturae"). In particolare, come egli spiega nei dieci libri degli Archidoxa, nella natura ci sono delle forze guaritrici chiamate Arcana che vengono portate alla luce dall'arte alchemica. I quattro arcana principali sono la prima materia, il lapis philosophorum, il mercurium vitae e la tintura.

Nella visione paracelsiana tutti i corpi, organici e inorganici, l'uomo compreso, sono costituiti da tre elementi basilari: il sale, lo zolfo e il mercurio. Lo stato di salute è quello in cui queste tre sostanze formano una perfetta unità e non sono riconoscibili singolarmente, mentre nella malattia si separano. Il medico si getta quindi alle spalle la teoria degli umori da tutti condivisa. Nella prima metà del XVI secolo sostenne infatti:

« come infatti attraverso uno specchio ci si può osservare con cura punto per punto, lo stesso modo il medico deve conoscere l'uomo con precisione, ricavando la propria scienza dallo specchio dei quattro elementi e rappresentandosi il microcosmo nella sua interezza l'uomo è dunque un'immagine in uno specchio, un riflesso dei quattro elementi e la scomparsa dei quattro elementi comporta la scomparsa dell'uomo. Ora, il riflesso di ciò che è esterno si fissa nello specchio e permette l'esistenza dell'immagine interiore: la filosofia quindi non è che scienza e sapere totale circa le cose che conferiscono allo specchio la sua luce. Come in uno specchio nessuno può conoscere la propria natura e penetrare ciò che egli è (poiché egli è nello specchio nient'altro che una morta immagine), così l'uomo non è nulla in sé stesso e non contiene in sé nient'altro che ciò che gli deriva dalla conoscenza esteriore e di cui egli è l'immagine nello specchio. »
Inoltre alla teoria dei contrari egli opponeva la teoria dei simili, già presente presso i primitivi e gli egiziani, secondo la quale una malattia può essere curata con la stessa sostanza da cui è stata causata.

Paracelso rifiuta l'interpretazione metallurgica del sapere alchemico e la sua ricerca della produzione di metalli preziosi da quelli più vili. L'alchimia paracelsiana si concentra invece sulle sue ricadute medicinali, collegate ai concetti di elixir, sviluppando le premesse di Raimondo Lullo.

Da un punto di vista più intimo, Paracelso dava molta importanza, non meno di Ippocrate, all'integrità personale del medico, al suo agire secondo coscienza. Inoltre, vedeva nel celibato un mezzo che permetteva al medico di dedicarsi totalmente alla cura dei pazienti, anche in caso di malattie contagiose e quindi per lui pericolose. Pare, infatti, che egli fosse casto. Secondo Paracelso le malattie, come la salute, provenivano da Dio, dunque il medico non era altro che colui che faceva avvenire quella guarigione che altrimenti sarebbe venuta direttamente da Dio, se il paziente avesse avuto abbastanza fede.



Interessante è la dottrina, anch'essa originale, costruita da Paracelso intorno alla donna. Innanzitutto, egli riconosce che anche alcune figure femminili, nella sua vita, hanno contribuito a formare il suo sapere di medico. Distingue nettamente l'anatomia e lo spirito della donna rispetto a quelli dell'uomo. Per lui la donna è matrix (matrice), termine con cui non si intendono solo gli organi riproduttivi, ma la totalità di essa. Quello della donna è un piccolo mondo a parte in cui però è racchiuso il grande mistero della vita, che la mette a stretto contatto con il grande mondo della natura. Mentre secondo la tradizione, a partire da Ippocrate, la donna è solo il recipiente che raccoglie il seme, per Paracelso la capacità immaginativa della donna incinta è decisiva per la formazione spirituale del figlio. Si hanno sue descrizioni dell'anatomia femminile, anche se molto meno dettagliate rispetto a quelle di Vesalio, in quanto basate principalmente sull'osservazione esterna.

Quella di Paracelso è una medicina che pone al centro l'uomo vivo. Egli dava molta importanza a un'attenta osservazione del paziente ed era molto capace nell'immedesimarsi nei suoi disturbi. L'anatomia di Paracelso, infatti, non si basa sulla dissezione come quella di Vesalio, bensì sull'esteriorità, sulla capacità del medico di ricollegare i segni sul corpo all'agente interno causa della malattia. Si può dire dunque che pone le basi della semeiotica. Nei suoi scritti, nel descrivere le parti anatomiche, inserisce contemporaneamente le sue interpretazioni di esse, non distingue ciò che vede da ciò che pensa. Nel Volumen Paramirum elenca i cinque possibili principi delle malattie: ens astrale, ens venale, ens naturale, ens spirituale ed ens dei. Un buon medico, per capire la causa della malattia, deve basarsi su tutti e cinque gli enti.

Per quanto riguarda la chirurgia, il fondamento è conservativo e non aggressivo: bisogna solo stimolare la natura ed essa provvederà da sé. Tuttavia, l'uso di anestesie molto blande faceva sì che egli non praticasse vivisezioni e che le sue operazioni fossero dolorose. Si dedicò particolarmente a studi sulla sifilide; secondo la sua teoria la malattia era generata da due fattori connessi: l'influsso astrale, di per sé innocuo, e l'atto impuro, che sorge dalla libido. La sua importanza in campo farmacologico è dovuta al fatto di essere stato il primo a raccomandare l'uso di sostanze minerali e di prodotti chimici per la cura delle malattie dell'uomo, diversamente da quanto esposto nelle precedenti dottrine dove ci si limitava all'uso di piante ed estratti vegetali.

Leggere Paracelso presenta una serie di problematiche non facilmente risolvibili. «Egli era medico, astrologo, mago e alchimista e al contempo nemico della medicina, dell'astrologia, della magia e dell'alchimia tradizionali». Tutto ciò che scrisse è influenzato da queste discipline e nello stesso tempo è utilizzato polemicamente contro di esse. In Paracelso, la visione scientifica delle cose si mescola sempre con una più spiritualistica e astrologica. «Il profano che si avvicina a Paracelso non può che rimanere stordito dal miscuglio di scienza e superstizione, filosofia e banalità, genio e follia». Quando tratta di medicina, tratta anche di magia, di alchimia, di astrologia. «Non c'è medicina senza alchimia, non c'è medicina senza astrologia, non c'è medicina senza magia».

Egli afferma: «Sulla Terra c'è ogni tipo di medicina ma non coloro che sanno applicarla». Non a caso egli stesso, nel Paragranum, afferma che i quattro pilastri della medicina sono la filosofia, l'astronomia, l'alchimia e le virtù. Inoltre il suo Corpus scriptorum è davvero immenso, e pare che egli dettasse le sue pagine a scrittori occasionali. In particolare, la maggior parte delle opere fu dettata al suo pupillo prediletto, Johannes Oporinus, il quale si occupò di pubblicarle dopo la morte dell'autore. Egli è stato definito il Lutero della medicina per il suo spirito di ribellione. In un periodo in cui uscire dai sentieri battuti, in qualsiasi campo, era un'eresia da condannare, Paracelso si gettò in una concezione del tutto indipendente della scienza medica e non esitò a scagliarsi contro le concezioni tradizionali ereditate dal passato e ancora fermamente condivise.


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