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domenica 7 giugno 2015

LA LUNA DEI TAROCCHI



La Luna è la diciottesima carta degli arcani maggiori dei tarocchi.

Iconograficamente è rappresentata da due lupi (o cani) che ululano alla luna fra due torri, e da un gambero che emerge dall'acqua. I due cani fanno guardia all'unico passaggio a volte rappresentato da un sentiero che passa fra le due torri, mentre la luna, vista piena o in primo quarto, irradia con la sua luce il paesaggio.

Il gambero rappresenta l'inconscio o l'immaginazione che emerge verso percorsi difficili e pericolosi (il passaggio tra i due cani e tra le torri verso luoghi minacciosi).

Il principio creativo femminile (la parte sinistra). L'infanzia, la femminilità, la donna, la madre, il sonno e il sogno.

Tale carta indica un viaggio lungo e tormentato o una difficile conquista della verità, comunque invita l'uomo a ricercare il significato reale delle cose affrontando difficoltà e pericoli.

La Luna è uno dei simboli più antichi dell'umanità, rappresenta l'archetipo femminile materno per eccellenza, la Madre cosmica. La sua qualità fondamentale è la ricettività: la luna, pianeta satellite, riflette la luce del sole. Ci troviamo nel cuore della notte: il mondo dei sogni, dell’immaginario e dell'inconscio. I Tarocchi rappresentano la Luna, come il Sole, con una faccia. Ma la Luna non ci guarda negli occhi: è una luna crescente che si presenta di profilo, è in formazione e una parte di essa rimane invisibile. In questo aspetto simboleggia il mistero dell'anima, il processo segreto della gestazione, tutto quello che è nascosto.
La luce incerta della Luna toglie precisione alle figure e confonde le sagome: nel chiarore dell'astro notturno si possono vedere cose inesistenti e d'altra parte non vedere ciò che realmente esiste. Alla luce della Luna è facile fare errori di prospettiva, ingrandire cose piccole o minimizzare le grandi: anzi, nel dubbio in cui ci si dibatte, si ha sempre paura di ingannarsi e/o di essere ingannati. Dobbiamo ricordare che la Luna non irradia luce propria, ma raccoglie e riflette quella del sole così come la mente, l'intelletto, non ha virtù attiva ma solo riflessiva: raccoglie e riflette la luce del cuore e la irraggia fuori per illuminare il cammino.
Il volto della Luna non è quello di una giovinetta, ma è impregnato di una saggezza antica che si irradia nei raggi arancione. I raggi rossi che si alternano con quelli arancioni indicano una grande capacità vitale, un'estrema fecondità. In primo piano predomina l'azzurro, simbolo di spiritualità e intuizione. La Luna è collegata ai ritmi biologici, all'acqua, alle maree, ai cicli femminili, al passaggio dalla vita alla morte.
Sotto la Luna vi sono due animali uno di fronte all'altro, inseriti in un paesaggio in cui si vedono due torri. Sembrerebbero cani, lupi, forse un cane e un lupo: ululano alla Luna e si nutrono di essa, delle gocce variopinte che elargisce. Vi si può vedere un simbolo di fratellanza, due fratelli che reclamano il nutrimento (materiale, emozionale o intellettuale) alla madre. L'animale azzurro rappresenta un essere più spirituale, la lingua verde è ricettiva, tiene la coda sollevata e, dietro di lui, la corona di merli della torre è aperta, anch'essa ricettiva; il cane di colore rosa carne, che potrebbe rappresentare la materia, tiene la coda abbassata e ha una lingua rossa attiva, si trova davanti a una torre chiusa, senza porte visibili. Ai piedi di quest’ultima torre si vedono tre gradini bianchi che ricordano gli scalini iniziatici della Torre, Arcano XVI, ma questa torre è chiusa, anche i merli sono ricoperti da altri che sono complementari, come due mandibole serrate: se ne può dedurre che il corpo materiale è rivolto all'azione e viene chiamato a ricevere soltanto attraverso lo spirito, simboleggiato dal cane azzurro.
L’orecchio visibile di ciascun cane ha un colore complementare rispetto all'altro, così come nel simbolo dello yin e dello yang ciascun polo presenta il germe del polo opposto.
La distesa d'acqua che si trova nella parte inferiore della carta è circoscritta come se fosse una piscina, ma è increspata da flutti che ricordano le onde e le maree. Lo scopo dell'acqua è corrosivo, la piscina è una fonte battesimale dalla quale si riemerge puri, bianchissimi, dopo che la veste sporca si è disciolta completamente. Questo acido corrosivo lunare, agisce quindi a profondità abissali non più della Terra o elemento solido, ma a livello delle emozioni e delle pulsioni. L'effetto corrosivo delle acque lunari distrugge la vecchia veste e fa uscire dalla piscina nudi: infatti nelle carte seguenti fino al XXI i personaggi non hanno più vestiti.
Al centro delle acque uterine si trova un granchio o un gambero nel quale possiamo vedere un simbolo dell'Io che aspira al contatto con la Luna. Questo contatto già esiste, in quanto il crostaceo e l'astro hanno gli stessi colori. Il granchio desidera l'unione con la Luna senza sapere che come tutti gli altri elementi della carta è già in comunione con lei. Lo si può vedere immerso nelle profondità dell'acqua oppure, al contrario, che galleggia in superficie. In entrambi i casi ci esorta a entrare in contatto con l'intuizione, il tesoro occulto che tutti noi ci portiamo dentro. Il moto del gambero è a ritroso, così che sembra retrocedere quando si sposta in avanti. Questa è la caratteristica della Memoria, facoltà lunare assai preziosa: essa va indietro per riportare alla luce. Infatti, andare indietro significa anche tornare all'infanzia e scendere negli abissi dell'inconscio.
Il granchio ha otto zampe: come se la virtù dell’Arcano precedente, la Stella, costituita da otto punte, si fosse incarnata profondamente nelle acque sotto l'aspetto di un crostaceo, animale acquatico che può vivere anche in superficie, scavando buchi nella sabbia o nel fango del fondo. E c'è anche da dire che il granchio, animale lunare, perde il suo guscio per cambiarlo. Quindi, il granchio, come il serpente, rinnova il suo rivestimento esteriore, cosa questa che ha portato ad associare il serpente all'immortalità. Anche la Luna con le sue fasi ha lo stesso significato: il suo mutare la avvicina alle alterne vicende umane e allude alla rinascita dopo la morte, all'eternità.
Condizione necessaria per affrontare la piscina è l'equilibrio e l'armonia, il senso della misura. Tutto deve svolgersi secondo le leggi dell'armonia e delle corrispondenze, già indicate dalla carta precedente. Non dimentichiamo che per affrontare la Luna ci vuole anche la Speranza e soprattutto bisogna voler uscire dalla piscina: infatti non vi si entra per annegare ed essere distrutti dalle acque, ma per uscire purificati. La Luna è un centro di coagulazione, anche se lo è in modo riflesso e non diretto.
A seconda dei punti di vista, questa carta può rappresentare la comunicazione intuitiva profonda, oppure al contrario la carta della solitudine, della separazione. Si può, infatti, anche immaginare che il granchio sia uscito dall'acqua e che i cani stiano litigando, e che tutti si sentano abbandonati dalla Luna e dalla sua forza spirituale. Le gocce che risalgono verso la Luna possono rappresentare la sua capacità ricettiva, ma anche, in senso negativo, un insaziabile assorbimento di energia. La carta rimanda, allora, al caos mentale, alla follia. Tra l'altro, la falce di luna chiusa nel cerchio blu ha una certa somiglianza con la faccia del Matto. Ma si tratta di follie diverse. Il Matto è del tutto "fuori", il lunatico è ancora preda delle illusioni che teme, ma ha una luce che dardeggia dall'alto e si riflette nella piscina in forma di granchio, per indicare che ciò che è compiuto in basso lo è anche in alto e viceversa.
Anche l'Arcano XII, l'Appeso, è strettamente connesso alla Luna, in quanto rappresenta una sosta, una gestazione spirituale, uno stato di ricezione. Ma nella Luna, lo stato di ricezione è universale: per terra spuntano gocce rosse e azzurre che stanno per risalire fino all'astro, questa circolazione è il segno di uno scambio energetico tra la Terra e la Luna.
La Luna ha, anche, a che fare con la Papessa perché sia l'una che l'altra simboleggiano il dualismo e le contraddizioni attraverso le quali bisogna passare per arrivare all'illuminazione. Il Diciotto è una porta formata da due Nove.

La Luna è connessa alle facoltà inconsce dell'uomo, la memoria, l'intuito, la fantasia, il sogno. Tuttavia, trattandosi di un arcano mai completamente positivo, associa queste qualità del profondo con altre caratteristiche meno desiderabili: l'eccessivo ripiegamento su se stessi, desideri inconfessati, traumi, presentimenti e visioni angosciose. La carta indica che bisogna fidarsi dei presentimenti, delle percezioni psichiche e che bisogna usare la riflessione: gli istinti e le forze cieche possono aiutare. Può indicare segreti, rimpianti, ricordi, incontri con persone che appartengono al passato, amici d'infanzia o parenti che non si vedono da tempo.
Dal punto di vista affettivo rimanda ad amori passionali; rimanda anche alla casa, alla famiglia, ai parenti.
Dal punto di vista professionale indica che non bisogna lasciarsi spaventare dai pericoli e dalle avversità, ma perseverare nello scopo prefisso anche se il cammino è incerto e non ci si vede troppo chiaramente; rimanda a professioni creative.
Può, anche, rappresentare una persona sognatrice e fantasiosa, ma ingenua, pigra, passiva, con ancora qualche tratto infantile nel carattere. Spesso indica la madre oppure una donna misteriosa ed affascinante.

La Luna rovesciata rimanda ai risvolti negativi delle energie inconsce: l'inquietudine, la depressione, le emozioni distruttive. Illuminata dal chiarore della luna la realtà può assumere sembianze false e ingannevoli, contro cui l'Arcano ci mette in guardia. Indica superficialità, illusioni, evasioni fantastiche e intuizioni ingannevoli. Segreti possono essere divulgati.
Dal punto di vista affettivo rimanda a sentimenti mutevoli, inganni e tradimenti; la relazione è confusa, priva di prospettive concrete.
Dal punto di vista professionale indica un lavoro non adatto al consultante; false promesse, inganni sul lavoro.
Può anche rappresentare una persona mutevole, lunatica, un visionario e falsi amici.

La Luna è mediamente lenta (da due mesi a tre) ed il suo margine di interazione è lunghissimo (oltre un anno).

Le pietre abbinate a questo arcano sono lo Zircone ed il Cristallo di Rocca.



LEGGI ANCHE : http://popovina.blogspot.it/2015/05/i-tarocchi-la-storia.html


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giovedì 4 giugno 2015

LA TORRE DEI TAROCCHI



La Torre è la sedicesima carta degli arcani maggiori dei tarocchi; è conosciuta anche come Il Fulmine.
Nel mazzo Reader-Waite la carta raffigura una montagna con una torre, con una corona in cima, colpita dal fulmine. Due personaggi, di cui uno incoronato, cadono dalla torre.

Nella tradizione più antica, riconducibile ai tarocchi di Marsiglia, la carta viene definita come La Maison Dieu ("La casa di Dio") e raffigura una torre scoperchiata da cui esce una fiamma che sale al cielo.

La carta simboleggia la superbia e la presunzione, che vengono punite con il castigo. Secondo questa lettura rappresenterebbe la Torre di Babele, abbattuta dal fulmine divino.

L'energia accumulata nella carta precedente erompe e scarica il suo potenziale fecondatore: infatti la Casa di Dio in senso occulto significa eiaculazione, cioè fecondazione psichica, spirituale e materiale. Però qui la fecondazione non è ancora realizzata, ma solo annunciata e preparata dal prorompere delle forze esaltate al massimo grado: le sfere colorate cadono sulla terra per vivificare il piano materiale dell'esistenza. Quando il fuoco sotterraneo della carta precedente, acceso dalla commistione dei fluidi opposti, raggiunge il massimo dell'intensità, il fuoco celeste cade fulmineamente sulla torre e scoperchiandola permette la fuoriuscita dei fluidi trasformati e si annuncia la creazione di un nuovo essere che si realizzerà nella Stella (XVII). La trasmutazione avvenuta in basso accende per analogia il fuoco in alto, perché alto e basso sono entrambi nell'Uno: e, per questo, il fuoco del Cielo cade sulla Terra attratto da una forza irresistibile. Questo è anche il significato dei due personaggi che cadono a testa in giù, che potrebbero essere i due diavoletti della carta precedente ora umanizzati. I due personaggi, i cui capelli sono gialli, simbolo dell'illuminazione, con la mano sfiorano le piante verdi che crescono per terra: stanno rendendo onore alla potenza della Terra. Stanno a testa in giù, come L'Appeso dell'Arcano XII, perché guardano il mondo in un modo nuovo: l'intelletto, la mente, guarda in faccia la natura. Come nell’arcano dell’Appeso si opera un altro rovesciamento: a testa in giù si era penetrati nel mondo sotterraneo e a testa in giù si precipita sulla terra dopo aver attraversato il fuoco tellurico.
Come tutte le carte pari il Sedici è una porta, un passaggio che si compie bruscamente, è un’azione imprevista che rompe un equilibrio, rovina una costruzione faticosamente edificata, rompe una staticità e un'inerzia che come un alto muro imprigionavano le energie sufficientemente accumulate e ormai pronte a scaricarsi. La Torre è la presa di contatto con la realtà dopo essersi caricati di energie. L'importante è non fermarsi al Diavolo, credendo che lì tutto sia ormai compiuto e lo scopo raggiunto: in questo senso la torre folgorata è la perdita delle illusioni che è sempre dolorosa. Infatti, la Torre è color carne e perde proprio la cima, la testa coronata nel momento in cui si ergeva dritta e compiuta, quasi ad annunciare di aver terminato l'Opera intrapresa. Le tre finestre indicano i tre piani dell'essere nei quali deve operarsi questo sblocco di energie.
Questa carta ricorda il mito della Torre di Babele, costruita per arrivare fino a Dio e competere con la sua gloria, e mai terminata perché gli operai che vi lavoravano, colpiti da maledizione divina, presero a parlare in diverse lingue senza potersi più comprendere. È per questo che, tradizionalmente, la Torre viene associata alla punizione dell'orgoglio. Tuttavia, leggendo con attenzione il passaggio della Bibbia in cui si parla della Torre di Babele, ci si rende conto che il suo significato è lungi dall'essere catastrofico. Più che un castigo, la distruzione della Torre è la soluzione di un problema: il diluvio è terminato da poco, l'intero pianeta, copiosamente irrigato, è divenuto fertile. Sono sopravvissuti pochissimi esseri umani, i quali invece di disperdersi per coltivare i campi, si riuniscono per costruire una torre che, innalzandosi fino al cielo, arrivi a Dio. In un primo tempo questa costruzione intende essere un atto d'amore, il desiderio di conoscere il regno del Creatore. Ebbene, costui sapendo che è un progetto irrealizzabile, non colpisce la torre con un fulmine, non fa cascare giù nessuno dei suoi abitanti. Crea soltanto la diversità delle lingue per separarli. Si tratta di una benedizione più che di un castigo: gli uomini ripartono alla conquista della terra e tornano a lavorarla.
8 + 8 = 16: il Sedici è formato da due Otto, numero del passaggio durante il quale vengono pesati e misurati gli elementi che compongono l'insieme. Anche con la Torre si perde qualcosa e sembra che la spada della Giustizia raddoppiata diventi il fulmine che taglia via l'eccesso. La luce astrale che si è messa in circolazione all'interno deve fuoriuscire e circolare anche all'esterno per operare un passaggio di stato, un mutamento a livello più alto. Quando la trasformazione operata dalla morte è compiuta, gli effetti si vedono anche sul piano pratico perché la vecchia situazione esterna che permane ancora (è l'ultima a trasformarsi) è inadeguata alla mutata situazione interna e perciò è destinata a crollare per permettere che le nuove energie interne si possano tradurre sul piano pratico in modo adeguato, creando una situazione appropriata. Questo passaggio avviene in modo violento e improvviso.

La Torre rimanda ad un conflitto doloroso ma necessario, un mutamento drastico e improvviso.
Per uscire da una situazione critica, divenuta insostenibile, non rimane altro che distruggere l'equilibrio, ormai stagnante, e accettare il cambiamento, in qualsiasi ambito esistenziale si riveli necessario. Rimanda alla necessità di misurarsi con la realtà e ridimensionare, con buon senso, le pretese eccessive.
Dal punto di vista affettivo può indicare un colpo di fulmine per chi è solo, una crisi portatrice di chiarificazioni per chi è in coppia oppure, quando il rapporto è giunto alla fine e non soddisfa più nessuno dei partner, una rottura dolorosa ma salutare.
Dal punto di vista professionale rimanda ad una sconfitta che consente di valutare meglio le proprie possibilità ,un cambiamento di opinioni e di lavoro.
Può rappresentare, anche, una persona ribelle che sconvolgerà la vita del consultante determinandovi importanti cambiamenti.

Il mutamento che riguarda l’individuo avviene sempre in senso peggiorativo: cattive sorprese, imprevisti negativi, crisi, fallimenti, ostacoli insuperabili.
Il consultante si trova prigioniero in una sorta di vicolo cieco, in una crisi da cui si sente incapace di risollevarsi. Nonostante il crollo doloroso delle illusioni, il consultante rifiuta di accettare la realtà. Dal punto di vista affettivo indica una delusione sentimentale, un amore problematico e contrastato. Dal punto di vista professionale indica licenziamento, rottura di un contratto, una grossa delusione lavorativa.
Può rappresentare anche una persona materialista ed ambiziosa, collerica, un nemico deciso a fare del male.
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La Torre è veloce (fino a due settimane) ed altrettanto rapido è il periodo di decadimento della sua qualità (massimo tre mesi).
La pietra abbinata è l'Agata.



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