Visualizzazione post con etichetta camini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta camini. Mostra tutti i post

lunedì 26 ottobre 2015

PROFUMO D'AUTUNNO

.

Ogni stagione ha il suo profumo.

Ottobre profuma d’autunno…non è come quello di settembre, in cui ogni cosa, i colori, la temperatura, ricordano soltanto la fine dell’estate.

Ottobre profuma d’autunno.

Esci sul terrazzo di prima mattina e senti l’odore dell’umidità e delle foglie secche e ingiallite già precipitate al suolo che ne sono ricoperte. La terra assume quell’odore tipico delle cantine dei vecchi casolari di campagna.

Nell’aria si distingue l’odore acre dei primi camini accesi e della legna bruciata. L’aria si fa pungente….ma non fredda…non abbastanza per ricordarti l’inverno.

Te ne stai lì ad osservare il cielo e non ti viene in mente di cercare il sole…perché il cielo ad ottobre ha un altro colore e non è quello del sole.

Quel profumo ti fa pensare al sottobosco, alle castagne, ai funghi, al silenzio di una passeggiata in un faggeto con le scarpe intrise di fango e il fiato che forma aloni sui vetri quando ti siedi al caldo di una caffetteria.



Ottobre profuma d’autunno, di malinconia, di foschia, di tempo che rallenta.

Nel mese di ottobre gli alberi si vestono di mille colori. L'aria che si respirava ha un sapore umido e fresco. Uliveti stracarichi di olive, castagne ancora dentro il riccio e altre per terra, vigneti abbandonati, su qualche vite dei grappoli d'uva con qualche acino ancora acerbo e qualcun altro marcio. Attaccati a un tronco d'albero ci sono i funghi.

L'odore dell'autunno per me si è materializzato nella coltre di fumo delle prime caldarroste.
Quando sento l'inconfondibile odore, che sa di ricordi dell'infanzia, capisco che l'autunno è arrivato! Compaiono i primi venditori ambulanti che ripongono le castagne su grandi bracieri tubolari, dentro pentole bucherellate, affumicandole con il fumo del carbone e rendendole bianche con il sale.
Quando le scarto dalla buccia riscaldo le mani e ne assaporo la polpa. Allora all'odore dell'autunno associo anche il suo sapore.
Ma l'autunno mi mette tristezza, malinconia. Vorrei essere un orso per andare in letargo e svegliarmi con il sole tiepido della primavera.




domenica 26 luglio 2015

LA TAMBA DEL GIASS

.


Il rifugio Baita Iseo, mt.1335, è un rifugio del CAI, gestito da oltre dieci anni dalla famiglia Zana, è situato sul versante nord-occidentale della Concarena, nel comune di Ono San Pietro in Vallecamonica.
Poco distante dal rifugio si è sviluppato un particolare fenomeno geologico chiamato dei Camini Gelidi. In alcune vallette che raggiunge il percorso botanico proposto si sviluppa un microclima particolarmente freddo che permette di trovare specie botaniche di ambiente nivale a 1300 mt. Il fenomeno si evidenzia in modo particolare alla Tamba del Giass, piccola grotta sotto massi erratici, dove il ghiaccio si mantiene tutto l'anno e al Buss del Vent, dove dal terreno soffia un vento gelido.
I camini gelidi sono fessure da cui filtra aria fredda in anfratti rocciosi, fenomeno tipico del territorio della Concarena: le manifestazioni più significative di esso, grazie al clima gelido, si notano lungo il sentiero che porta al Laghetto di Nuadè e a Tamba del Giass. Fra le teorie proposte dai vari studiosi sulla "flora dei camini gelidi", c'è quella che vedrebbe l'origine del vento gelido in depositi di neve sotterranei.

Non mancano le curiosità naturalistiche: la combinazione tra l’esposizione nord e l’aria fredda che filtra costantemente dalle fessure della roccia, mantiene le temperature al suolo decisamente basse e caratterizza la flora che, proprio per questo condizioni, è simile a quelle che troviamo alle quote più elevate o alle latitudini più settentrionali. Dal rifugio partono, inoltre, sentieri più impegnativi che conducono sino nel cuore del massiccio, al bivacco di Val Baione e oltre il passo Campelli, a visitare il versante scalvino.

Lo spettacolare accatastamento di alcuni massi di grossa dimensione ha creato cavita' più o meno aperte e di varie dimensioni. La piu' profonda di queste e' chiamata in loco "la tamba del giass" perche' tutto l’anno vi si conserva un buono strato di neve ghiacciata. Notiamo che la quota e' di soli 1400 m s/m. L’esposizione a nord, la relativa mancanza di insolazione e il clima gelido, che pare alimentato anche qui da camini soffianti, sembrano piu' che sufficienti per giustificare il fenomeno.
Nel clima gelido della "tamba del giass" troviamo la Veronica Aphylla , un piccolo gioiello alto appena tre-quattro centimetri con uno-due fiori azzurri che cadono a terra appena si urtano, il Salix Reticulata  con le belle foglie ovali striscianti a cuscino sulla pietra, la Primula Glaucescens  qui ancora in fiore a meta' agosto, dai bei fiori rosso-azzurri, detta anche Primula di Lombardia o Longobarda, e l’Arabis Jacqini, la Pìrola Media, la Silene Quadrilobata  e la Viola Biflora..
La Saxifraga Hostii si presenta con ornamentali rosette di foglie punteggiate di calcare e una vistosa pannocchia di fiori bianchi punteggiati da minuscoli segni bruni.


LEGGI ANCHE : http://asiamicky.blogspot.it/2015/07/ono-san-pietro.html





FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE


LA NOSTRA APP



http://www.mundimago.org/



Elenco blog Amici