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domenica 26 luglio 2015

I LAGHI GEMELLI

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I Laghi Gemelli si trovano in alta valle Brembana, chiusi nella conca delimitata dal Pizzo Farno, dal Monte Corte, dal Passo dei Laghi Gemelli, dal Passo di Mezzeno, dal Monte Spondone, dal Monte del Tonale, dal Pizzo dell'Orto e dal Pizzo del Becco. Nella stessa conca è racchiuso inoltre il Lago Becco, situato ai piedi del pizzo omonimo.

Questi, assieme ai numerosi altri laghi artificiali della zona, sono nati a seguito della costruzione di diverse dighe da parte dell'ENEL

Nonostante il nome, i Laghi Gemelli sono formati da un corpo unico, che si divide solo quando la diga che ne contiene l'acqua viene quasi interamente svuotata, come accaduto nel 2005 in occasione dei lavori per il rafforzamento della diga.

Il nome infatti è stato loro attribuito precedentemente alla costruzione della diga, avvenuta nel 1932, quando i due laghetti, di dimensioni molto più contenute, erano due specchi d'acqua che, visti dall'alto, sembravano specchiarsi.

I laghi sono raggiungibili da diverse vie d'accesso, che partono dagli adiacenti comuni di Carona, Branzi e Capovalle di Roncobello in Val Brembana e da Valcanale di Ardesio e Valgoglio in val Seriana.

L'adiacente Rifugio Laghi Gemelli serve gli escursionisti in visita.

Quando i Laghi Gemelli erano proprio gemelli, cioè due limpidi specchi d'acqua circondati da una corona di montagne, appena separati da una stretta lingua di terra, e non erano ancora stati fusi in un solo bacino dalle impellenti esigenze del progresso, attorno alla loro origine sorse una leggenda che per la verità è assai triste, ma forse rispecchia la realtà dei tempi in cui è scaturita dalla fantasia popolare. Si racconta che la figlia di un ricco possidente di Branzi era innamorata di un pastore della Valle Taleggio, dal quale era teneramente ricambiata.

Il loro amore era però risolutamente ostacolato dalla famiglia della ragazza che avrebbe preferito per lei un partito migliore di quanto non costituisse quel modesto pastore, costretto ogni anno ad andare in cerca di lavoro, accudendo a pecore e capre che si faceva affidare da allevatori della zona per portarle a pascolare sulle montagne dell'alta Valle Brembana.

La ragazza era stata da tempo promessa dal padre a un proprietario di fucine della Val Fondra, piuttosto attempato e per nulla piacente, ma assai ricco e influente nella vita politica ed economica della zona. Come si sa, in queste faccende nemmeno le lacrime più strazianti e le suppliche più insistenti possono sortire un qualche effetto, e così l'infelice ragazza, dopo aver inutilmente dato fondo a tutte le sue risorse di convincimento, dovette prendere atto, con il più grande sconforto, che il suo destino era segnato e la condannava a passare il resto della sua vita accanto ad un uomo che non amava e non avrebbe mai amato. Così, mentre si avvicinava il giorno delle nozze, fissate in tutta fretta proprio per togliere di mezzo ogni possibile interferenza nei programmi prestabiliti, l'infelice ragazza trascinava stancamente le sue giornate, monotone e senza speranza, tutta sola, chiusa nella sua cameretta, con le mani abbandonate in grembo e gli occhi persi nello spazio indefinito, sospirando l'amore impossibile per il suo bel pastorello.

Costui nel frattempo si trovava sui monti col suo gregge ed era ben consapevole dei progetti che riguardavano la sua amata, dai quali era stato drasticamente escluso con la perentoria minaccia di non farsi più vedere dalle parti di Branzi, se ci teneva alla vita. Ma come accade sovente, specie nelle leggende, la ragazza non si rassegnava a perdere il suo amore, così cominciò a non mangiare più e a dar segni di squilibrio mentale, al punto da sembrare uscita di senno.

Il padre ricorse a ogni mezzo per riportare la figlia in buona salute, interpellò tutti i medici della valle e scese fino a Bergamo per consultarsi con i luminari di allora, ma non ottenne nessun risultato. Finalmente un giorno si presentò nella casa della fanciulla un medico che all'apparenza non dava particolari garanzie di professionalità, in quanto oltre che assai giovane era anche vestito in modo piuttosto dimesso e si esprimeva con un linguaggio non proprio all'altezza di un uomo di scienza.

Ma pur di salvare la figlia, il padre accettò anche le prescrizioni di quel mediconzolo che, per la verità, si mostrava assai sollecito e puntuale nel recarsi tutti i giorni a visitare la giovane paziente. Nell'incredulità generale, la ragazza cominciò come per incanto a migliorare: tornò a sorridere e a parlare, riprese a mangiare con gusto e in fretta le sue gote ridivennero rosee e pienotte. Sembrava di nuovo innamorata della vita. Ormai anche il più distratto dei lettori avrà intuito la vera identità di quell'improbabile medico e si sarà fatta un'idea della natura delle cure a cui era sottoposta la ragazza. Infatti egli altri non era se non il pastore che, approfittando dell'equivoco sulla sua identità, non passava giorno che non si incontrasse con la sua bella per trascorrere con lei momenti meravigliosi, coperti dalla scusa della riservatezza di una visita medica. Ma ovviamente il gioco non poteva protrarsi troppo a lungo e se i due innamorati fossero stati scoperti avrebbero pagato caro quell'inganno.

D'altronde essi non erano per nulla disposti a lasciare che le cose tornassero come prima, così decisero di scappare per cercare di coronare il loro sogno d'amore lontano dalla valle. Una notte, dopo aver preparato un fagotto con poche cose, lasciarono di nascosto il paese e, per evitare il rischio di essere scoperti, preferirono non scendere verso il fondovalle, ma scelsero di seguire la strada più difficile delle montagne, che il pastore conosceva bene perché vi portava le sue bestie al pascolo.

Di buona lena salirono lungo il sentiero della Val Borleggia e in fretta arrivarono al Piano delle Casere, ma quando si fermarono per riposare un attimo udirono il suono delle campane a martello proveniente dal campanile di Branzi: la loro fuga era stata scoperta e in paese si stavano organizzando per venire a riprenderli. Più disperati che mai, ripresero il cammino quasi di corsa, ma raggiunte le pendici del monte Farno, la ragazza, nel superare un tratto piuttosto impervio, mise un piede in fallo e scivolò.

Nella caduta batté la testa contro un sasso e rimase a terra svenuta. Il pastore, dopo aver cercato inutilmente di farla rinvenire, udendo in lontananza i richiami delle persone mandate alla loro ricerca, prese la ragazza tra le braccia e si mise a correre su per la montagna, incurante dei pericoli. Per il buio fitto il sentiero era quasi invisibile e così ad un certo punto, ormai allo stremo delle forze, il pastorello perse l'orientamento e si trovò a procedere in un luogo scosceso e impraticabile.

Ancora qualche passo incerto e poi una scivolata sui sassi di un ghiaione. E i due poveri innamorati precipitarono, stretti in un abbraccio estremo e disperato, fino al fondo di un precipizio. Nel luogo dove caddero i loro miseri corpi si aprirono due conche circolari dalle quali cominciarono a sgorgare due limpide polle d'acqua che, zampillando senza sosta, formarono due laghetti quasi della stessa forma e dimensione: i laghi Gemelli. Ai giorni nostri la costruzione della diga ha decisamente trasformato il paesaggio, ma volendo restare nella leggenda si potrebbe affermare che finalmente i laghetti dei due innamorati si sono fusi in uno solo, a coronare per sempre il loro sogno d'amore...



LEGGI ANCHE : http://asiamicky.blogspot.it/2015/07/ardesio.html




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domenica 7 giugno 2015

IL SOLE DEI TAROCCHI

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Il Sole è una carta dei tarocchi, ed è il diciannovesimo dei trionfi o arcani maggiori.

In tutte le versioni della carta, il globo solare, quasi sempre antropomorfo, splende nella parte alta, ma gli altri elementi sono variabili per ognuna delle diverse rappresentazioni. Nei tarocchi marsigliesi sono presenti gocce d'acqua disposte intorno ai raggi solari, e due gemelli sono raffigurati a braccetto o mentre stanno giocando, di fronte a un muro.

In una versione della carta introdotta in Belgio nel XVII o XVIII secolo, un solo bambino è raffigurato, a volte nudo, mentre cavalca un cavallo bianco reggendo una bandiera scarlatta.

In altre versioni successive, in luogo dei gemelli sono raffigurati due giovani amanti.

Sullo sfondo, oltre all'immagine di un muro, sono talvolta presenti dei girasoli.

Il Sole ci guarda negli occhi. Vi sono numerosi punti in comune con il Diavolo (XV), a cominciare dal fatto che il Sole, come la figura del Diavolo, è un po' strabico. Si può pensare che il Diavolo abbia acceso la torcia al fuoco del Sole, luce e calore primordiali della divinità. E questa è, in effetti, la prima interpretazione del Sole, simbolo di vita, di amore, archetipo del Padre cosmico. Il Sole, è padrone dei cieli, fonte del calore e della luce, e dà la vita a tutte le creature. L’illuminazione del Sole è diretta e dà la felicità. Infatti, il significato più espressivo di questa carta è la Felicità, bene per il quale non valgono né denaro né tesori, un dono divino al quale tutti aspirano.
Qui l'astro viene visto allo zenit, raggiante, ed elimina ogni ombra, in pieno centro del cielo. La luce arancione, intuitiva, della Luna cede il passo al modello essenziale che rifletteva: il giallo fulgore del Sole. Illuminati e riscaldati dal Sole, due personaggi sono uniti nell'attraversamento di un fiume azzurro. Due particolari significativi li assimilano ai diavoletti dell'Arcano XV: quello a sinistra ha la coda, come il diavoletto maschio del Diavolo, e quello a destra ha tre puntini segnati sul costato, come il diavoletto femmina. Potremmo dire che l'energia che si trovava al buio nell'Arcano XV è uscita ora in piena luce e invece del vincolo passionale inconscio, i due personaggi hanno stretto un rapporto di reciproco aiuto, di amore umano allo stato puro. Il personaggio che sta alla nostra destra, dalla parte attiva, è quello che porta ora il segno della Coscienza attiva, mentre il personaggio alla nostra sinistra cammina quasi a tentoni, lasciandosi guidare. Delle catene dei due diavoletti sono rimasti soltanto i collari di un rosso attivo all'altezza della gola, luogo di passaggio, e una linea di demarcazione sul petto, delimitazione e unione di attivo e ricettivo. Il personaggio di destra si erge sopra una porzione di terra bianca come purificata, e il paesaggio che si scorge tra le sue gambe è sostituito dallo spazio azzurro del cielo puro. Sembra che sia entrato in un'altra dimensione, più spirituale, dall'altra parte del fiume nelle cui acque sta camminando il secondo personaggio per ricongiungersi a lui. In questi due personaggi, zodiacalmente accostabili ai Gemelli, si potrebbe leggere una metafora del lavoro interiore: la parte cosciente dell'essere aiuta la parte animale, più primitiva, ad accedere a una realtà diversa. Spesso nei Tarocchi questi due personaggi sono raffigurati come bambini, che insieme alla loro nudità, indicano lo stato di innocenza indifesa dell'infanzia, innocenza morale, spirituale e intellettuale, uno stato puro senza le tortuosità mentali proprie dell'adulto. Le vesti sono state dissolte nella carta precedente della Luna, dall'acqua della piscina. La carta indica, perciò, rinascita spirituale. Il bagno purificatore nella piscina ha lavato le scorie che sono state dissolte e aspirate verso l'alto, così che ora ci si trova in uno stato di innocenza luminosa e felice proprio dell'infanzia, la luce risplende chiara e le contraddizioni sono state superate. I due bambini sono rivolti uno verso l'altro, la dualità esasperata della diciottesima lama qui si ricompone poiché è intervenuto il principio fissatore. Naturalmente il processo di unificazione non è ancora compiuto completamente, viene però indicato come esistente in potenza: si realizzerà nella carta seguente della quale questa è il principio, la condizione necessaria.
I due personaggi hanno alle spalle un muro di mattoni d'oro con la superficie superiore e inferiore rossa: sono ancora chiusi, l'energia non è completamente dispiegata, c'è ancora uno sbarramento. Indica però anche protezione dall'esterno, una forza spirituale concreta e tangibile; i due sono uniti dalla stessa parte del muro, il quale li divide da altro, ma non costituisce un ostacolo fra di loro. Il muro è composto di mattoni rettangolari che formano la base, le fondamenta di una costruzione che non sappiamo ancora che cosa sia: nella carta seguente vedremo che si tratta di una tomba.
In questo Arcano l'unione tra i piani celeste, terrestre e umano è totale. Un'unica striscia verde, segno dell'unione fertile tra il calore del sole e l'azione del fiume, rievoca la crescita della vegetazione. Il colore verde indica la forza generativa e rigenerativa, la potenza del germogliare, l'energia vitale che irraggia dal disco solare.
Il Sole è lo stato dell'essere necessario all'ultimo passaggio, quello della Resurrezione, l'estremo andare indietro del Gambero della carta precedente riporta ad uno stadio che è infantile ma non regressivo, anzi è l'estremo sviluppo e perfezionamento dell'essere umano. Difatti c'è una bella differenza con l'infantilismo di chi non ha ancora superato i tabù del Diavolo o subisce passivamente le fluttuazioni inconsce della Luna: nel Sole gli atavismi sono già superati e la regressione è un recupero e nello stesso tempo una dissoluzione dei nodi, delle scorie e quindi non è affatto regressivo ma porta in avanti.

E' insieme con il Mondo la carta più positiva del mazzo e la più rassicurante. II Sole indica il conseguimento di un successo, una realizzazione in qualsiasi ambito della vita umana, negli aspetti intellettuali, emozionali, creativi o materiali. È anche l'inizio di una nuova vita, che si lascia indietro le difficoltà del passato.
Dal punto di vista affettivo indica amore incondizionato, l'incontro di un'anima gemella,
un amico sincero sul quale contare.
Dal punto di vista professionale il consultante ha tutte le qualità per raggiungere l'apice della carriera; può indicare la firma di un contratto vantaggioso.
Può anche rappresentare una persona generosa, allegra, ottimista; spesso indica il padre.

Il capovolgimento della carta ne rovescia la positività. Il consultante attraversa un momento difficile ma, invece di accettare aiuti e consigli, si rifugia in una sdegnosa solitudine. Può indicare liti, bugie, incomprensioni, malintesi.
Dal punto di vista sentimentale indica litigi e rotture, un amore respinto, un matrimonio in difficoltà.
Dal punto di vista professionale può indicare rotture di accordi; il successo è ritardato.
Può anche indicare una persona egoista e pessimista.

Il sole è un arcano mediamente veloce (da tre settimane ad un mese e mezzo) e la sua continuità di influenza è abbastanza lunga (fino ad un anno).

Le pietre abbinate sono la magnetite ed il berillo.




LEGGI ANCHE : http://popovina.blogspot.it/2015/05/i-tarocchi-la-storia.html


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giovedì 27 giugno 2013

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Previsioni estate  per tutti i segni dello Zodiaco


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