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mercoledì 19 agosto 2015

TANTE ....Tantissime..issime...COCCOLE

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Coccole, carezze, abbracci: fanno bene allo spirito, si sa, e allora da oggi tutti possono averle... basta pagare. E' l'idea di una giovane americana, Samantha Hess, che ha deciso di aprire a Portland Cuddle Up to Me, un negozio che vende effusioni. Con tanto di tariffario, ovviamente: un'ora di tenerezza al modico prezzo di 60 dollari (meno di 50 euro) e il prezzo comprende coccole a letto con lei per un "livello di contatto umano che vogliamo o di cui abbiamo bisogno, per stare bene con noi stessi", dice. Un'iniziativa che, per quanto bizzarra, sta riscuotendo un grande successo: "Ho ricevuto oltre 10.000 messaggi di posta elettronica in una settimana - ammette Samantha - ma l’azienda non è in alcun modo orientata ad un pubblico alla ricerca di esperienze erotiche". L'idea? "E' nata idea durante un momento buio della mia vita". Che sia semplice business o bisogno d'affetto poco importa a Samantha, una cosa è certa: è nata una nuova figura professionale, la coccolatrice.

Numerosi esperimenti scientifici hanno dimostrato quanto sono importanti le coccole per l'essere umano, essere "toccato ed essere accarezzato". È stato provato che il bisogno emotivo di contatto è una necessità fondante per la nostra esistenza. La sua assenza provoca insicurezze, ansia e disturbi dello sviluppo e nelle altre fasi della vita.
Un famoso studio del ricercatore statunitense Harlow alle fine degli anni Cinquanta del secolo scorso, che dimostrò la preferenza dei cuccioli di scimmia per un soffice sostituto materno artificiale in grado solo di offrire calore rispetto a un sostituto materno in grado di nutrirli, ma freddo. Da allora sono tante le ricerche che hanno rilevato come vicinanza e contatto siano vitali per il neonato e determinanti per il benessere in tutte le età. Perché carezze e tenerezze rispondono al bisogno innato di sentirsi riconosciuti, apprezzati, protetti, sostenuti, amati. E possiedono straordinari poteri per il benessere.
Sono diversi i buoni motivi per incrementare questa modalità di comunicazione nelle nostre relazioni.
Il cervello ha bisogno di coccole e contatto, la concentrazione di alcuni ormoni ipofisari lo prova. Le affettuosità innalzano il livello di ossitocina, ormone del benessere che riduce ansia e paura e dona sensazione di calma. Aumenta durante l'orgasmo e quando siamo accarezzati (secondo studi recentissimi interviene anche in seguito a situazioni negative come paura, stress e ansia).
Le affettuosità fisiche rinsaldano il legame di coppia: essere teneri l'uno con l'altro è un grosso collante. Manifestare il proprio affetto con i gesti tra partner è un modo per consolidare la relazione e favorire l'empatia.
Il beneficio della vicinanza e del contatto non è solo psicologico, si riflette sulla salute complessiva. Ricevere gesti affettuosi ha effetti sulla pressione sanguigna. Aumenta la risposta immunitaria, aiutandoci a difenderci e reagire meglio alle malattie.




Toccare ed essere toccati affettuosamente rinforza emotivamente. Ci fa sentire consolati, contenuti, amati. Infonde sicurezza. Quando due persone sono unite in un abbraccio si registra una sorta di sincronizzazione cerebrale sull'elettroencefalogramma, con effetti positivi sul benessere psicofisico.
L'espressione dell'affetto attraverso gesti di tenerezza ci rende più attendibili, degni di fiducia agli occhi degli altri, più "veri". Se i gesti sono spontanei e autentici, ovvio.
Con abbracci, baci e carezze si abbassa il livello di colesterolo, l'ormone dello stress. Migliorano la concentrazione e l'efficienza, si dorme meglio e più profondamente. La mancanza di contatto fisico e di "calore" è posta in relazione all'insicurezza, all'aggressività e all'ansia.
La manifestazione di affetto attraverso gesti è associato ad una maggiore soddisfazione della relazione di coppia. Alcuni studi dimostrano che più i partner sono affettuosi l'uno con l'altro, più sono soddisfatti della loro relazione.
I vantaggi dell'affetto attraverso i gesti si protraggono nel tempo, non si limitano al momento ma si ripercuotono positivamente sull'umore e il benessere generale.
I piccoli ricoperti di tenerezze dai genitori diventeranno adulti più socievoli, meno aggressivi e meno stressati. Le coccole ricevute durante la primissima infanzia determinano la stabilità emotiva dell'adulto. Ma ci sono benefici anche immediati perché è attraverso le carezze e il contatto che i neonati imparano a conoscere il mondo.
Con le carezze si stimola l'attività cerebrale dei neonati. Potenziano lo sviluppo cerebrale, ne stimolano la maturazione. I piccoli accarezzati mostrano una maggiore attività cerebrale (misurata tramite l'elettroencefalogramma), oltre che minori livelli di cortisolo, l'ormone dello stress.
Un abbraccio attenua anche la sofferenza fisica. La pelle contiene moltissime fibre nervose che vengono attivate al contatto, quando siamo abbracciati o anche solo quando una mano si poggia sulla spalla. La loro stimolazione blocca il lavoro di altre fibre, che trasmettono i messaggi di dolore.



Ovviamente, tutto questo non significa iniziare a dispensare baci e carezze indiscriminatamente. La fisicità e il contatto devono essere espressi in modo consono alle varie età e al tipo di relazione. Perché ricevere confidenze e tenerezze da estranei provoca fastidio e paura. Così come è vero che in molte situazioni l'affettività fisica ha significato positivo anche tra persone semisconosciute, pensiamo al neonato o all'importanza di un gesto affettuoso da parte di un operatore sanitario quando siamo malati... Inoltre personalità, cultura e educazione influiscono sulla manifestazione fisica di affetto. Non è detto quindi che persone "tiepide" non ci vogliano bene o non ci siano vicine. Ma non hanno imparato o sono bloccate nell'utilizzo di questa straordinaria forma di comunicazione emotiva dai risvolti positivi, totalmente priva di controindicazioni.



Sono questi gesti a creare stati di benessere e armonia. Senza coccole si è infelici, sia da adulti che da bambini e sono loro a rendere la nostra vita meno triste, meno stressante, più felice ed equilibrata.
Perché risiede nelle coccole il segreto dell’adulto dal carattere equilibrato e sereno. E’ istintivo il bisogno di ricevere le coccole o di sentirsi coccolato, perché ci sentiamo in dovere di essere al centro dell’attenzione delle persone che amiamo o stimiamo.
Farsi coccolare è il modo più genuino di ricevere attenzioni e conferme dagli altri e di sentire che siamo importanti per loro.
Le carezze non sono solo manifestazioni fisiche del volersi bene, sono anche l’elemento emotivo e simbolico della trasmissione di rispetto e gratitudine per chi si ama. Ricevere le coccole e dare le coccole ci fa stare bene e accresce la nostra autostima e il nostro senso di sicurezza. Con le coccole ritorniamo un po’ bambini e ci ricordiamo quanto è straordinario riceverle, e anche quanto diventa importante coccolare chi ci sta intorno.


LEGGI ANCHE : http://popovina.blogspot.it/2015/07/orsite.html






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mercoledì 1 luglio 2015

ORSITE

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L'orsite è una malattia non molto rara sono affetti gli uomini scostanti o perfino scortesi, dall'altro questo atteggiamento tradisce la volontà di tener nascosta una parte di sé più sentimentale e tenera. È un'immagine molto forte, sorretta da un suono che già di per sé invita il broncio, e profondamente scavata nella nostra fantasia: il personaggio scortese ma dal cuore d'oro è praticamente una figura archetipica.
L'orso di turno sarà il vicino di casa che non saluta mai e parla a monosillabi ma ti lascia davanti alla porta un cestino con le primizie del suo orto; sarà  il professore che si mostra severo e sorride di rado ma in sede di scrutinio difende i suoi allievi a spada tratta;  chi ha una triste storia alle spalle e ringhia a tutti, salvo sciogliersi quando decide di fidarsi e aprire il suo cuore.
Il malato di orsite è chi tiene gli altri a distanza di sicurezza dalla sua parte più delicata.
Prepara tutto con cura e attenzione. La convivenza risulta difficoltosa: la presenza dell’ospite, i suoi rumori, le sue chiacchiere gli impediscono  di prendere sonno e anche quando c'è silenzio assoluto, inquietanti fruscii e scricchiolii gli impediscono di dormire.

Persona scontrosa, scarsamente socievole.

L'affetto di tale patologia  ha notoriamente un'indole solitaria e, ad eccezione di particolari momenti dell’anno e comunque con nette differenze di comportamento in relazione all’età del singolo individuo e alle caratteristiche dell’ambiente in cui vive, non ha un’intensa vita di relazione, anche in aree caratterizzate da alta densità di popolazione.
Schivo, diffidente e solitario, è estremamente difficile da incontrare. Al contrario di quello che si pensa, non è aggressivo e non attacca, se non quando pensa di essere in pericolo e non ha altre vie di fuga.
Prevalentemente crepuscolare e notturno, spesso utilizza le ore del giorno solo per riposarsi, alternando fasi di immobilità a piccoli spostamenti. Per questo motivo, la scelta dei giacigli diurni e la possibilità di trovare aree indisturbate nelle quali passare le ore di riposo sono molto importanti.

Brontolone perenne ha sempre da lamentarsi però non accetta le lamentele degli altri ed è in modo assoluto allergico alle coccole.
Quindi bisogna stare attenti a questo tipo di patologia perchè peggiora con l'avanzare dell'età e non ci sono cure.




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