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mercoledì 14 ottobre 2015

LE VISIONI

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Nella religione, per visione si intende una comprensione immediata, chiara, diretta e sentita come indubitabile della presenza di Dio o di un fenomeno soprannaturale. Di solito, la visione è connessa ad una comunicazione divina diretta alla persona che l'ha sperimentata. Fenomeni di visione sono presenti nelle principali religioni.

L'Antico Testamento menziona diversi casi di visione, che hanno lo scopo di comunicare un messaggio divino. Queste visioni si verificano mediante l'apparizione di un angelo, di un'iscrizione (come quella comparsa durante il banchetto del re di Babilonia Baldassar), di un personaggio (come il figlio dell'uomo visto dal profeta Daniele) o di oggetti inconsueti, come il roveto ardente visto da Mosè o il carro di fuoco visto dal profeta Ezechiele; non si verifica una visione diretta di Dio.

Anche nel Nuovo Testamento sono menzionati casi di apparizioni e visioni; tra queste, vi sono l'apparizione della colomba raffigurante lo Spirito Santo durante il battesimo di Gesù, la visione di Mosè e del profeta Elia che ebbero gli apostoli durante la trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor e la visione che ebbe San Paolo durante il suo viaggio da Gerusalemme a Damasco.

Sant'Agostino distingue tre tipi di visione: corporea, spirituale (detta anche immaginaria) ed intellettuale.



La visione corporea o apparizione si ha quando attraverso un organo di senso (la vista) si vede un essere spirituale (normalmente invisibile agli esseri umani) sotto forma corporea. Questo tipo di visione può riguardare un angelo, Gesù, la Madonna o un santo.
Nella visione immaginaria o spirituale si ha la percezione di un'immagine non attraverso i sensi, ma per mezzo dell'immaginazione. Un'illuminazione soprannaturale permette alla persona che ha ricevuto l'immagine di capire che cosa essa significa.
La visione intellettuale si ha quando si riceve un'illuminazione che permette di comprendere un mistero riguardante un aspetto della fede o di Dio. Questo tipo di visione avviene attraverso la facoltà dell'intelletto, senza alcuna immagine percepita attraverso i sensi o generata dall'immaginazione. La visione intellettuale avviene di solito durante i fenomeni di estasi ed è considerata uno dei più alti gradi delle visioni mistiche.
Gregorio di Nissa ha invece accennato al tema della visione beatifica, concetto poi approfondito da altri teologi. Per visione beatifica (chiamata da alcuni "visione intuitiva") si intende l'esperienza diretta e gioiosa della presenza di Dio; essa si differenzia dalla normale comprensione di Dio, che è indiretta e avviene tramite la preghiera e la meditazione. Per San Tommaso d'Aquino, la visione beatifica oltrepassa sia la ragione che la fede. Secondo il catechismo della Chiesa cattolica, la visione beatifica è un mistero che oltrepassa la capacità di rappresentazione sensibile e la comprensione razionale; essa avviene per volontà di Dio, è gratuita e può anche essere inattesa.

Tra i mistici cristiani che hanno riferito di avere avuto visioni religiose vi sono san Francesco d'Assisi, santa Teresa d'Avila, santa Margherita Maria Alacoque, santa Faustina Kowalska e san Pio da Pietrelcina. Visioni religiose sono state riferite anche al di fuori della Chiesa cattolica, come nel caso di Ellen Gould White, figura di rilievo della Chiesa cristiana avventista del settimo giorno.

Secondo la tradizione islamica, Maometto ebbe una visione dell'arcangelo Gabriele in una notte dell'anno 610; durante quella visione, fu esortato a diventare Messaggero di Allah. A questa prima apparizione ne seguirono altre. Maometto non ebbe mai una visione diretta di Dio, che secondo la concezione islamica è invisibile all'uomo, però ebbe esperienze di teopatia, per cui percepiva indirettamente la presenza di Dio e le sue rivelazioni (ad esempio sentendo le rocce e gli alberi che gli parlavano).

All'origine della tradizione religiosa induista si trovano i rishi. Un rishi è un veggente, santo o saggio, che ha avuto una visione in cui gli sono state rivelate verità divine. Tra i rishi più importanti vi sono i "cantori sacri", a cui sono stati rivelati i Veda. In un altro testo sacro, la Bhagavad Gita, nel capitolo 11 si trova una delle più famose visioni divine dell'induismo: Krishna, incarnazione del dio Visnù, permette al suo discepolo Arjuna di vedere in vita la sua forma cosmica e divina.

Nell'induismo, le visioni religiose possono verificarsi anche nelle pratiche spirituali come la meditazione, in cui può verificarsi la visione di dei e dee.

Nell'ambito della spiritualità, una visione è qualcosa che viene vista in un sogno oppure in uno stato di trance o di estasi e viene percepita come un'esperienza nell'ambito della religiosità o del soprannaturale. Rispetto ad un comune sogno, le visioni spirituali sono più chiare ed hanno minori connotazioni psicologiche.



Visioni riguardanti il soprannaturale sono state riferite anche fuori dall'ambito delle grandi tradizioni religiose. Emanuel Swedenborg ha affermato di avere avuto visioni dell'al di là, che ha raccontato in alcuni libri. Jacob Böhme ha raccontato di avere avuto visioni che gli hanno rivelato la struttura del mondo, l'unità del cosmo e la sua vocazione nella vita. Ramakrishna ha raccontato varie visioni spirituali in cui vedeva dei e profeti non solo dell'induismo (come Shiva, Kalì e Krishna), ma anche di altre religioni, come Gesù Cristo.

Un'illusione ottica è una qualsiasi illusione che inganna l'apparato visivo umano, facendogli percepire qualcosa che non è presente o facendogli percepire in modo scorretto qualcosa che nella realtà si presenta diversamente.

Le illusioni ottiche possono manifestarsi naturalmente o essere dimostrate da specifici trucchi visuali che mostrano particolari assunzioni del sistema percettivo umano.

Dalla base al meccanismo che ne è causa quindi, si hanno tre categorie di illusioni:

ottiche, quando sono causate da fenomeni puramente ottici e pertanto non dipendenti dalla fisiologia umana;
percettive, in quanto generate dalla fisiologia dell'occhio. Un esempio sono le immagini postume che si possono vedere chiudendo gli occhi dopo avere fissato un'immagine molto contrastata e luminosa;
cognitive, dovute all'interpretazione che il cervello dà delle immagini. Un caso tipico sono le figure impossibili e i paradossi prospettici.
Un miraggio è un esempio di illusione naturale dovuta a un fenomeno ottico. La variazione nella dimensione apparente della Luna (più piccola quando è sopra la nostra testa, più grande quando è vicina all'orizzonte) è un'altra illusione naturale; non si tratta di un fenomeno ottico, ma piuttosto di un'illusione cognitiva o percettiva. Un altro curioso esempio di illusione percettiva in natura è la salita in discesa.


domenica 24 maggio 2015

IL PAPA DEI TAROCCHI

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Il Papa siede fra le due colone del tempio di Salomone. Veste in prevalenza di blu e oro, i colori della saggezza e dello spirito, ma non senza un tocco di rosso, che esprime l'aspetto attivo e combattivo della fede. Il significato simbolico di questa lama, infatti è tutto incentrato sull'autorità spirituale, sulla saggezza e sui buoni consigli; un ruolo del tutto diverso, dunque da quello, ugualmente autorevole, ma terreno, espletato all'Imperatore. Il Papa è l'uomo maturo, colui che ha raggiunto il culmine delle proprie potenzialità su tutti i forti, al punto che può persino permettersi di prendere le distanze e osservare l'arena dell'esistenza con sorridente saggezza.

Il Papa, il quinto arcano, rappresenta un ponte tra il mondo terreno e il mondo spirituale. Infatti, il Cinque è un numero di passaggio: introduce un ideale che sconvolge la stabilità del Quattro per superarlo. Il Papa fa ,quindi, un passo in avanti rispetto alle lame precedenti: dopo l’accumulo della Papessa che prepara la nascita, l’esplosione senza obiettivo dell’Imperatrice e la stabilità dell’Imperatore, il Papa, pur restando nella materia, indica un cammino verso la dimensione ideale. Il Cinque, il Papa, è l'Uno che ha inglobato la quaternità, è 4 + 1: la quaternità unificata da una unità di un'altra dimensione, lo spirito che domina gli elementi. Il Papa percepisce Dio, i messaggi provenienti dall'alto, percepisce il mondo super-naturale, rappresentando il punto di contatto fra i due mondi. La spalliera del trono su cui è seduto il Papa, è composta da sbarre come una scala: sembra unire gradino per gradino il corpo e lo spirito. Il Papa, infatti, unisce il cielo e la terra: è ricettivo verso l’alto e attivo verso il basso, quello che riceve dall’alto lo trasmette verso il basso, ai suoi discepoli e, nello stesso tempo, trasmette all’alto le preghiere di quest’ultimi. Il Papa rappresenta il punto di incontro degli opposti, la quintessenza, il punto centrale della croce che unisce alto e basso, destra e sinistra, il punto da cui parte l'irradiazione che permette di uscire dalla staticità del cubo per arrivare a una quinta dimensione non calcolata, ma presente e attiva.
Il Papa rappresenta la saggezza e l'esperienza che agiscono nel temporale, la vita religiosa e spirituale in ciò ch'essa può avere contemporaneamente di universale e di presente nel quotidiano. Indossa, come l'Imperatore una veste in cui predomina il blu, ricoperta da un manto rosso: il pensiero e l'intelligenza sono diretti verso l'azione. Come la Papessa, anche lui conosce i segreti, ma non ha bisogno del libro che la Papessa tiene in mano. Inoltre, a differenza della Papessa, comunica quelle che sa, porta la buona parola. Infatti, nei tarocchi di Marsiglia, il Papa è il primo arcano in cui l’essere umano non è rappresentato da solo, ma accompagnato da due discepoli. Finora i personaggi erano rappresentati soli o accompagnati da animali, simboli delle loro forze istintive o spirituali.
Il Papa non esisterebbe senza i suoi discepoli, ma è un grado sopra di loro: la sua statura è sproporzionata in rapporto a quella dei discepoli, semplici mortali. Con la mano destra, benedice i due monaci inginocchiati davanti a lui, unendo l’indice e il medio (intelletto e cuore); con la mano sinistra, infilata in un guanto azzurro, tiene alto il pastorale. L’azzurro del guanto è segno di un’estrema ricettività spirituale nell’azione e il guanto rimanda alla tradizione religiosa cristiana secondo cui la mano guantata del cardinale non era più di sua appartenenza ma diventava uno strumento della volontà divina. Inoltre, la mano guantata indica anche che la potenza spirituale deve essere nascosta agli occhi della gente, che può vederne solo il gesto di benedizione, gli effetti. Le mani sono segnate da una croce, simbolo del suo agire sacro e disinteressato. Il pastorale è costituito da una croce con tre braccia orizzontali attraversate da una quarta che ne costituisce l'asse e l'impugnatura: l'unione degli opposti avviene nei quattro regni della natura (acqua, aria, terra, fuoco) e sui tre piani dell'essere (materiale, intellettuale, spirituale).
I due monaci, che possono simboleggiare entrambe le polarità dell'essere o entrambi i lati o aspetti di una contraddizione, sono inginocchiati davanti al Papa, per ascoltarne le parole e riceverne la benedizione. Di fronte ai due monaci il Papa rappresenta l'unità: i due poli della contraddizione sono riuniti dallo Spirito. Il Papa guarda nella direzione del monaco di destra e il suo pastorale sfiora il capo di quest’ultimo: si può pensare anche ai due monaci come alle due vie della conoscenza alchemica. Il monaco di sinistra simboleggerebbe “la Via secca”, dello studio e della fatica; quello di destra “la Via umida”, quella dell’illuminazione, della rivelazione e ricezione immediata.

Nella cartomanzia rappresenta in genere la fede.
In alcuni tarocchi, tiene tra le mani la triplice croce, la croce di Malta, la croce di sant'Andrea, la croce dei 3 mondi. La croce di Malta ha 8 punte e sono dipinte sul dorso dei guanti che il Papa, in alcuni tarocchi, indossa. Simbolo dei guanti (dove sono presenti): le mani che non accettano doni. Sta seduto tra i due pilastri (lo schienale) della vita e della morte, come la Papessa. Altri paragonano le due colonne a quelle del Tempio di Salomone. Simbolo della fede religiosa e del potere religioso. In alcuni tarocchi, ha davanti a sé due discepoli, uno con lo sguardo chino (la fede che obbedisce) e uno che guarda il papa stesso (colui che vuol comprendere e imparare). In altri tarocchi sono solo due chierici.

Interpretazione carta al diritto:
il Papa rimanda a un'autorità benevola e indulgente, a una protezione, a una forza morale in grado di sciogliere ogni dubbio. La carta indica anche rispetto delle tradizioni, integrità morale, saggezza. Dal punto di vista affettivo indica un sentimento profondo: ciò che lega i due partner, più che la passione, è l’affinità spirituale; indica anche una relazione seria, caratterizzata dalla fedeltà. Dal punto di vista professionale, poiché il Papa rappresenta il culmine della gerarchia ecclesiastica, indica una posizione invidiabile nel mondo lavorativo e, quindi, possibilità di fare carriera. Come l’Imperatore, indica generalmente una persona di sesso maschile, a meno che l’interpretazione non faccia riferimento a qualità morali.
Di solito indica un uomo di età matura, autorevole, capace di comprendere e dare buoni consigli; si può trattare del partner, di un padre tenero e protettivo, di una guida, di un parente stretto, in particolare uno zio o un nonno.

Interpretazione carta al rovescio: la carta assume al rovescio un forte peso negativo,la fede viene meno e la serena saggezza del Papa diventa incapacità di mettersi in discussione e di assumersi le proprie responsabilità. La risposta alla domanda fatta sarà negativa.
Sul piano affettivo si è incapaci di dare e di ricevere amore, nella coppia possono esserci gravi incomprensioni, dovute dall'orgoglio e all'incapacità di riconoscere i propri torti. Sul piano professionale indica la fine di una carriera che si prefigurava brillante
Rimanda ad una persona matura falsa e meschina, un nemico o un rivale non dichiarato, oppure un individuo fanatico e bigotto.

Tempo: il Papa è un arcano dai tempi veloci (fino ad un massimo di quindici giorni) ma la sua influenza è breve (massimo un mese).

Il Papa consiglia di chiedere consiglio a una persona saggia e spirituale. Agisci in linea con i principi morali più elevati. Sii religioso. Consiglia chi si rivolge a te trasmettendogli la tua saggezza. Fatti guidare dal tuo senso morale. Lascia perdere tutto ciò che può essere considerato scorretto da un punto di vista etico. Circondati di persone che hanno i tuoi stessi valori. Diffida delle persone che cercano solo i beni materiali. Segui i tuoi valori più alti. Agisci in maniera metodica ed organizzata. Trova consiglio nei testi religiosi e nelle tradizioni spirituali. Ascolta chi è più saggio di te. Non è il momento per essere anticonformisti o ribelli. Agisci insieme a persone che condividono le tue idee, piuttosto che da solo. Rispetta l'autorità. In una situazione di gruppo bisogna chiarire il ruolo e la posizione di ogni membro, e va rispettata la gerarchia.

La pietra abbinata è il rubino e il pianeta è Giove.



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