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venerdì 29 maggio 2015

LA GIUSTIZIA DEI TAROCCHI



La Giustizia è l'ottava carta degli arcani maggiori dei tarocchi, è detta anche la Legge universale, Osiride, la vergine Astrea sorridente ma al contempo immobile e severo, la dea greca della giustizia, che sorregge la bilancia equinoziale, salita al cielo a ritrarsi fra le nubi, stomacata dall'ingiustizia degli uomini. L'Angelo alato dello zodiaco, che ricorda e sintetizza le funzioni di san Michele, ha il capo adorno di una corona di ferro, massiccia come il suo trono, che allude al rigore della legge. Nella mano destra impugna la spada a doppio taglio della fatalità, volta a ristabilire, con il premio o con la pena, l'equilibrio infranto; così come la bilancia, che sorregge con la sinistra, pesa e quantifica gli errori commessi. Da notare che il numero dell'arcano, l'otto, ovvero quattro per due, è il numero della stabilità e dell'eternità, ottenuta grazie al perfetto equilibrio degli opposti.

L’Otto è l’apice dei numeri pari: dopo l’accumulo del Due (la Papessa), l’insediamento stabile del Quattro (l’Imperatore), la scoperta del piacere del Sei (l’Innamorato), la Giustizia raggiunge uno stato in cui non c’è nulla da togliere o aggiungere. L’Otto, nei numeri arabi è raffigurato da due cerchi sovrapposti ( “8” ) e rappresenta la perfezione in cielo e terra : è il doppio di 4, ossia un doppio quadrato, indica quindi stabilità nel mondo materiale e nel mondo spirituale; essendo divisibile per 2 e per 4, rappresenta il numero della stabilità e dell'eternità, la perfezione ottenuta grazie al perfetto equilibrio degli opposti. L'equilibrio dinamico del Sette si trasforma in un equilibrio stabile: davanti al Carro si apre una porta e la Giustizia è sulla soglia.
Nei tarocchi di Marsiglia la Giustizia è rappresentata da una donna seduta solennemente su un trono di fronte a noi; è la prima figura che guarda davanti a sé. Ci invita, quindi, guardandoci, a fare un’introspezione in noi stessi. Questo Arcano si allontana, così, dalla rappresentazioni tradizionali della Giustizia con gli occhi chiusi: il suo sguardo incontra il nostro, ci spinge a una valutazione sincera: rendiamo giustizia a noi stessi? Siamo misericordiosi verso noi stessi e gli altri?
La Giustizia è seduta sul trono, come in un atteggiamento di passività, porta tuttavia una collana d'oro a torciglione che forma col sottile collare una mezzaluna tagliata in due da un piccolo tratto verticale. La natura lunare, passiva, separatrice del Due ha assunto qui un carattere solare: sotto il collo della Giustizia la luna è rossa, colore dell’azione.
La Giustizia, con la mano destra, impugna una spada a doppio taglio, altro elemento che differisce dall’immagine tradizionale della Giustizia, normalmente rappresentata da una donna che tiene in mano solamente una bilancia. La spada è il simbolo dell’azione, del potere di discernere il giusto dall'ingiusto, ma è anche rivolta verso il cielo, come per captare le forze celesti, oltre a essere un segno di minaccia e punizione. Infatti, la spada e la bilancia sono due simboli che rappresentano due differenti modi di intendere la giustizia: essa è molto difficile da amministrare, perché non esiste giustizia senza punizione e la punizione perde il suo significato senza la giustizia.
La donna, come da tradizione, regge con la mano sinistra una bilancia con la quale si misurano i pesi e si stabiliscono le misure, evitando, in tal modo, un eccesso di indulgenza così come un eccesso di rigore. La Giustizia sembra, così, portarci a riequilibrare la nostra vita, tuttavia equilibrio e perfezione non sono sinonimo di simmetria. Così come i costruttori delle cattedrali rifiutavano la simmetria ritenendola un qualcosa di diabolico, la carta della Giustizia è strutturata in modo asimmetrico: la colonna destra del trono è più alta di quella di sinistra, i piatti della bilancia non sono perfettamente allineati in orizzontale, la spada non è parallela alla colonna del trono.
Inoltre, se si osserva il movimento della bilancia, si vede che la Giustizia lo condiziona con il gomito di destra e il ginocchio di sinistra. La prima cosa a cui questo gesto fa pensare è a un segno di ingiustizia, ma con questo gesto la Giustizia ci invita a non cadere nel perfezionismo: segno di immobilità, insuperabilità e quindi morte. Inoltre, si può anche vedere nella disuguaglianza tra i due piatti, l’instabilità tipica della natura, non a caso, nella veste della Giustizia predomina il colore verde. Secondo queste seconda interpretazioni, la Giustizia è profondamente umana, la veste che affonda nella terra la lega al nostro mondo; tuttavia possiede anche un punto d’incontro tra divino e umano: sulla corona è raffigurato un cerchio giallo circondato di rosso, una sorta di terzo occhio, che indica che il suo operare avviene in base a un’intelligenza superiore.
La spada è impugnata dalla mano destra (simbolo solare, maschile e attivo) ad indicare che il taglio deve essere fatto con rigore e decisione virile, mentre la bilancia è retta dalla mano sinistra (simbolo lunare, femminile e ricettivo), quindi il soppesare gli opposti deve essere fatto con dolcezza ed equità. Anche la spada e la bilancia stessi sono simboli di attività e ricettività, di polarità maschile e femminile, di opposti che la Giustizia riunifica. Il messaggio di unità che la Giustizia trasmette si può anche vedere nel gesto che la donna fa con la mano sinistra, un “mudra” in cui le quattro dita della mano, simboleggianti le quattro istanze dell’essere umano (pensieri, emozioni, desideri, necessità fisiche), si congiungono nel pollice.
Le colonne ai lati del trono su cui siede la Giustizia ricordano quelle della Papessa e del Papa perché come loro la Giustizia rappresenta un passaggio. Il passaggio, tuttavia, è vigilato: c'è una spada che minaccia e c'è la spalliera del trono, a forma di mezzaluna, che ne impedisce l’accesso. Facendo riferimento all’Alchimia, i due piatti della bilancia, a forma di mezzelune d'oro, contengono un composto aureo ancora impuro (ha nel suo interno particelle nere). Ciò potrebbe significare che la coscienza solare risvegliata rende responsabili di ogni parola e di ogni azione, perciò bisogna pesare accuratamente il pro e il contro di ogni questione, bisogna trovare la giusta misura tra gli elementi che formano il composto per aumentare ciò che è carente e tagliare ciò che è in eccesso. Può indicare la necessità del perdono e della conciliazione come quella di un taglio netto in cui il superfluo deve essere abbandonato.
Le energie in movimento nel Sette si coagulano nell'Otto, un numero statico, tradizionalmente riservato alla morte, formato da 4 + 4: una doppia solidità, una doppia realizzazione; l’otto è un numero importante anche per l'Astrologia: infatti la Casa VIII, sede dello Scorpione, è quella della morte: tuttavia la morte non solo distrugge, ma porta con sé anche il senso della trasformazione e della rinascita, del difficile passaggio ad un piano diverso. Infatti la Giustizia opera il passaggio all’Arcano IX, l'Eremita, simbolo dell'iniziazione.
La carta al diritto:
Questa carta indica, a seconda della posizione, ciò che è giusto o no per il consultante e influenza notevolmente le carte intorno. Rappresenta un invito alla riflessione, a fare il punto della situazione con rigore e imparzialità. La Giustizia è una carta molto dura: ci pone di fronte a un ostacolo che non può essere evitato, ma che si deve affrontare. Tuttavia se il consulto riguarda una questione specifica, la realizzazione è sicura, nonostante i tempi piuttosto lunghi e il ritardo che si rivelerà, alla lunga positivo.
Dal punto di vista sentimentale,trattandosi di un arcano connesso con la legge, può segnalare la legalizzazione di un rapporto, un matrimonio; oppure il ritorno dell’armonia e dell’equilibrio nella coppia o in famiglia; può anche annunciare la fine desiderata di un rapporto, per esempio un divorzio lungamente atteso o la liberazione da un legame soffocante e indesiderato.
Dal punto di vista professionale riguarda tutto ciò che nella professione ha a che fare con la legge: contratti, ricorsi legali con buon esito ecc. La sua connessione con il segno della Bilancia e con il pianeta Venere la rende favorevole a coloro che svolgono una professione creativa.
La Giustizia, l’incarnazione del grande archetipo femminile materno rappresentato dalla Luna (Arcano XVIII), può rappresentare la madre o una donna incinta, ma anche una persona, indipendentemente dal sesso, che ha a che fare con la legge.
La carta al rovescio:
La legge rimane protagonista anche quando la carta si presenta capovolta ma, in questo caso, i risultati sono negativi: complicazioni giudiziarie, cause perse, controversie ecc.
Frequenti i ritardi, i contrattempi, la lentezza e l'incertezza con cui le situazioni evolvono, spesso a causa dell'irresponsabilità e della disorganizzazione del consultante. Può rimandare a scarsa capacità di giudizio su se stessi, mancanza di autostima, eccessiva pignoleria, errato giudizio su una situazione o verso gli altri. Sul versante sentimentale può rimandare a mancanza di armonia nella coppia, separazione legale, divorzio; possono esserci problemi causati da una donna o da una persona sentimentalmente legata. Un appuntamento mancato.
Dal punto di vista professionale un contratto può andare a monte, trattative interrotte, è necessario lavorare ancora a lungo a un progetto. Può rappresentare anche una persona incapace di prendere iniziative con difficoltà anche a prendere decisioni.

La Giustizia si esplica tra le due settimane ed i tre mesi, il suo influsso è prolungato e molto forte (anche un anno e mezzo).

La pietra abbinata è il sardonio, in alchimia, è la decomposizione, in astrologia per alcuni è Marte in Scorpione o Venere in Cancro, nella cabala, corrisponde alla lettera H (ebraico eth), ne I Ching, corrispondenza con il segno VI, La vita, e con il segno LX, La delimitazione, in magia, è l'equilibrio magico.
È la Legge suprema, severa, incorruttibile ma giusta. L'intelligenza cosmica che amministra con giustizia il mondo. La potenza giusta e conservatrice delle cose.

È stata avvicinata all'Arcangelo Michele, i cui attributi sono la spada e la bilancia. Ricorda anche la pesa e la punizione dell'anima dopo la morte, tipica dell'iconografia egizia. Confronta anche Osiride, pesatore delle anime dei defunti. È stata paragonata anche a Temi, dea greca del Diritto. A Dike, a Era-Giunone, ad Astarte. Astrologicamente è Astrea.



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domenica 24 maggio 2015

IL PAPA DEI TAROCCHI

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Il Papa siede fra le due colone del tempio di Salomone. Veste in prevalenza di blu e oro, i colori della saggezza e dello spirito, ma non senza un tocco di rosso, che esprime l'aspetto attivo e combattivo della fede. Il significato simbolico di questa lama, infatti è tutto incentrato sull'autorità spirituale, sulla saggezza e sui buoni consigli; un ruolo del tutto diverso, dunque da quello, ugualmente autorevole, ma terreno, espletato all'Imperatore. Il Papa è l'uomo maturo, colui che ha raggiunto il culmine delle proprie potenzialità su tutti i forti, al punto che può persino permettersi di prendere le distanze e osservare l'arena dell'esistenza con sorridente saggezza.

Il Papa, il quinto arcano, rappresenta un ponte tra il mondo terreno e il mondo spirituale. Infatti, il Cinque è un numero di passaggio: introduce un ideale che sconvolge la stabilità del Quattro per superarlo. Il Papa fa ,quindi, un passo in avanti rispetto alle lame precedenti: dopo l’accumulo della Papessa che prepara la nascita, l’esplosione senza obiettivo dell’Imperatrice e la stabilità dell’Imperatore, il Papa, pur restando nella materia, indica un cammino verso la dimensione ideale. Il Cinque, il Papa, è l'Uno che ha inglobato la quaternità, è 4 + 1: la quaternità unificata da una unità di un'altra dimensione, lo spirito che domina gli elementi. Il Papa percepisce Dio, i messaggi provenienti dall'alto, percepisce il mondo super-naturale, rappresentando il punto di contatto fra i due mondi. La spalliera del trono su cui è seduto il Papa, è composta da sbarre come una scala: sembra unire gradino per gradino il corpo e lo spirito. Il Papa, infatti, unisce il cielo e la terra: è ricettivo verso l’alto e attivo verso il basso, quello che riceve dall’alto lo trasmette verso il basso, ai suoi discepoli e, nello stesso tempo, trasmette all’alto le preghiere di quest’ultimi. Il Papa rappresenta il punto di incontro degli opposti, la quintessenza, il punto centrale della croce che unisce alto e basso, destra e sinistra, il punto da cui parte l'irradiazione che permette di uscire dalla staticità del cubo per arrivare a una quinta dimensione non calcolata, ma presente e attiva.
Il Papa rappresenta la saggezza e l'esperienza che agiscono nel temporale, la vita religiosa e spirituale in ciò ch'essa può avere contemporaneamente di universale e di presente nel quotidiano. Indossa, come l'Imperatore una veste in cui predomina il blu, ricoperta da un manto rosso: il pensiero e l'intelligenza sono diretti verso l'azione. Come la Papessa, anche lui conosce i segreti, ma non ha bisogno del libro che la Papessa tiene in mano. Inoltre, a differenza della Papessa, comunica quelle che sa, porta la buona parola. Infatti, nei tarocchi di Marsiglia, il Papa è il primo arcano in cui l’essere umano non è rappresentato da solo, ma accompagnato da due discepoli. Finora i personaggi erano rappresentati soli o accompagnati da animali, simboli delle loro forze istintive o spirituali.
Il Papa non esisterebbe senza i suoi discepoli, ma è un grado sopra di loro: la sua statura è sproporzionata in rapporto a quella dei discepoli, semplici mortali. Con la mano destra, benedice i due monaci inginocchiati davanti a lui, unendo l’indice e il medio (intelletto e cuore); con la mano sinistra, infilata in un guanto azzurro, tiene alto il pastorale. L’azzurro del guanto è segno di un’estrema ricettività spirituale nell’azione e il guanto rimanda alla tradizione religiosa cristiana secondo cui la mano guantata del cardinale non era più di sua appartenenza ma diventava uno strumento della volontà divina. Inoltre, la mano guantata indica anche che la potenza spirituale deve essere nascosta agli occhi della gente, che può vederne solo il gesto di benedizione, gli effetti. Le mani sono segnate da una croce, simbolo del suo agire sacro e disinteressato. Il pastorale è costituito da una croce con tre braccia orizzontali attraversate da una quarta che ne costituisce l'asse e l'impugnatura: l'unione degli opposti avviene nei quattro regni della natura (acqua, aria, terra, fuoco) e sui tre piani dell'essere (materiale, intellettuale, spirituale).
I due monaci, che possono simboleggiare entrambe le polarità dell'essere o entrambi i lati o aspetti di una contraddizione, sono inginocchiati davanti al Papa, per ascoltarne le parole e riceverne la benedizione. Di fronte ai due monaci il Papa rappresenta l'unità: i due poli della contraddizione sono riuniti dallo Spirito. Il Papa guarda nella direzione del monaco di destra e il suo pastorale sfiora il capo di quest’ultimo: si può pensare anche ai due monaci come alle due vie della conoscenza alchemica. Il monaco di sinistra simboleggerebbe “la Via secca”, dello studio e della fatica; quello di destra “la Via umida”, quella dell’illuminazione, della rivelazione e ricezione immediata.

Nella cartomanzia rappresenta in genere la fede.
In alcuni tarocchi, tiene tra le mani la triplice croce, la croce di Malta, la croce di sant'Andrea, la croce dei 3 mondi. La croce di Malta ha 8 punte e sono dipinte sul dorso dei guanti che il Papa, in alcuni tarocchi, indossa. Simbolo dei guanti (dove sono presenti): le mani che non accettano doni. Sta seduto tra i due pilastri (lo schienale) della vita e della morte, come la Papessa. Altri paragonano le due colonne a quelle del Tempio di Salomone. Simbolo della fede religiosa e del potere religioso. In alcuni tarocchi, ha davanti a sé due discepoli, uno con lo sguardo chino (la fede che obbedisce) e uno che guarda il papa stesso (colui che vuol comprendere e imparare). In altri tarocchi sono solo due chierici.

Interpretazione carta al diritto:
il Papa rimanda a un'autorità benevola e indulgente, a una protezione, a una forza morale in grado di sciogliere ogni dubbio. La carta indica anche rispetto delle tradizioni, integrità morale, saggezza. Dal punto di vista affettivo indica un sentimento profondo: ciò che lega i due partner, più che la passione, è l’affinità spirituale; indica anche una relazione seria, caratterizzata dalla fedeltà. Dal punto di vista professionale, poiché il Papa rappresenta il culmine della gerarchia ecclesiastica, indica una posizione invidiabile nel mondo lavorativo e, quindi, possibilità di fare carriera. Come l’Imperatore, indica generalmente una persona di sesso maschile, a meno che l’interpretazione non faccia riferimento a qualità morali.
Di solito indica un uomo di età matura, autorevole, capace di comprendere e dare buoni consigli; si può trattare del partner, di un padre tenero e protettivo, di una guida, di un parente stretto, in particolare uno zio o un nonno.

Interpretazione carta al rovescio: la carta assume al rovescio un forte peso negativo,la fede viene meno e la serena saggezza del Papa diventa incapacità di mettersi in discussione e di assumersi le proprie responsabilità. La risposta alla domanda fatta sarà negativa.
Sul piano affettivo si è incapaci di dare e di ricevere amore, nella coppia possono esserci gravi incomprensioni, dovute dall'orgoglio e all'incapacità di riconoscere i propri torti. Sul piano professionale indica la fine di una carriera che si prefigurava brillante
Rimanda ad una persona matura falsa e meschina, un nemico o un rivale non dichiarato, oppure un individuo fanatico e bigotto.

Tempo: il Papa è un arcano dai tempi veloci (fino ad un massimo di quindici giorni) ma la sua influenza è breve (massimo un mese).

Il Papa consiglia di chiedere consiglio a una persona saggia e spirituale. Agisci in linea con i principi morali più elevati. Sii religioso. Consiglia chi si rivolge a te trasmettendogli la tua saggezza. Fatti guidare dal tuo senso morale. Lascia perdere tutto ciò che può essere considerato scorretto da un punto di vista etico. Circondati di persone che hanno i tuoi stessi valori. Diffida delle persone che cercano solo i beni materiali. Segui i tuoi valori più alti. Agisci in maniera metodica ed organizzata. Trova consiglio nei testi religiosi e nelle tradizioni spirituali. Ascolta chi è più saggio di te. Non è il momento per essere anticonformisti o ribelli. Agisci insieme a persone che condividono le tue idee, piuttosto che da solo. Rispetta l'autorità. In una situazione di gruppo bisogna chiarire il ruolo e la posizione di ogni membro, e va rispettata la gerarchia.

La pietra abbinata è il rubino e il pianeta è Giove.



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