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mercoledì 27 gennaio 2016

NASCONDERE UN TRADIMENTO

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C'è chi nasce per stare single, chi vive della coppia e chi, della coppia, non si accontenta. Per caso o per scelta, ci ritroviamo a vivere una storia parallela alla nostra storica relazione amorosa.
Se la monogamia non è il nostro forte e dobbiamo avere un amante in ogni caso, evitiamo quelle persone che ci possono creare più problemi di quanti ne immaginiamo: l'amico del nostro fidanzato, il collega, il vicino di casa. Molto meglio uno sconosciuto incontrato via chat, possibilmente di un'altra città e non proprio a portata di mano, in modo tale da scongiurare situazioni antipatiche, ricatti e incontri ravvicinati fra il fidanzato ufficiale e l'amante. Non vorremo mica che lo sconosciuto si innamori della nostra dolcezza e del nostro savoir faire e che, sentendosi preso in giro e umiliato perchè abbiamo "sorvolato" sul piccolo dettaglio della fede al dito, ci ricatti di spifferare tutto alla nostradolce metà? L'unico modo per evitare queste situazioni antipatiche è non fare mistero della nostra situazione sentimentale.

La prima regola del tradimento è non parlare mai del tradimento. E fingere che non esista. Davanti ad amici, colleghi, e davanti al cornuto. Il vero problema dei tradimenti è che sono circondati da quel fastidioso snervante alone di sospetto. Il sospetto nasce dai cambiamenti. Se un partner ha sempre fatto il carino dopo il sesso e all'improvviso si gira dall'altra parte e dorme, l'altro partner inizierà a pensare che qualcosa non va. Diventare troppo freddi, troppo distaccati, o al contrario troppo pieni di attenzioni, crea allarme e fa pensare male. Se vuoi tradire senza venir beccato, agisci come se nulla fosse, dentro e fuori dal tuo letto.

Se non vuoi sforzarti di tenere due telefoni (uno, ovviamente nascosto al tuo partner) o due account di pc metti in scena la normalità. Patti chiari con l'amante (non mi cercare, non farlo in questi orari, ecc), cancella ogni traccia senza nostalgia, e ogni tanto fingi che non hai nulla da nascondere. Permetti al partner di usare il pc e il telefono, lascialo in giro (quando sai di essere al sicuro), lascia la suoneria. Dissimulate che ci siano cose da nascondere, e nessuno le cercherà

Se la scappatella è sporadica va infilata nell'agenda al sicuro. Vanno scelti orari normali (il pranzo, l'ora del calcetto) ed eventuali complici (giusto un paio, meglio che siano pochi a sapere). Se invece si perde la testa per una persona in particolare, la grande idea è farla entrare nella tua vita dalla porta principale. Invitarla a cena in presenza del partner, parlarne ogni tanto (e descriverla come inoffensiva). In questo modo, andarci una volta al cinema o a un concerto, non suonerà strano o ambiguo. Ovviamente, tutto questo, va fatto con grande stile, e a piccole dosi. Se verrete scoperti, sarà veramente un colpo basso.

Il trucco salva traditore è negare l'evidenza. Sempre. E far sentire in colpa l'altro per aver dubitato di noi.
Un telefono lasciato sempre senza suoneria, un capello in auto, un profumo diverso, sono campanelli d'allarme troppo grandi. Se sentite che il vostro partner si sta innervosendo, frenate. Cambiare abitudini, taglio di capelli, gusti, all'improvviso, è un invito al controllo. Meglio non rischiare, e salvare partner, amante e cavoli...

Mai a casa vostra o casa sua! Se rimangono tracce poi sono guai seri! Da evitare anche la casa di amici che si rendono disponibili a reggerci il gioco. Tali offerte non dovrebbero proprio esistere perché se abbiamo letto bene le premesse, non dobbiamo avere complici né confidenti!! Più la nostra scappatella rimane segreta e meglio sarà per tutti! Optiamo piuttosto per luoghi appartati,  distanti da casa e da occhi idiscreti, possibilmente dove non conosciamo nessuno!
Se temiamo di essere viste o non ci sentiamo tranquille, scegliamo un albeghetto, magari fuori mano, e ricordiamoci di pagare in contanti e di evitare scrupolosamente il bancomat. Non facciamoci vedere in giro con l'amante a meno che questi non sia un collega e già prima della relazione clandestina non fossimo abituate a frequentare insieme luoghi pubblici come bar e ristoranti.



Ogni nostro minimo cambiamento sarà captato e ci metteremmo nei guai con le nostre stesse mani. Molto meglio invece cercare di mantenere un atteggiamento quanto più normale e naturale possibile. Anche se ci sentiamo prendere dai sensi di colpa e per compensarli abbiamo attacchi di dolcezza acuta, tratteniamoci, ingoiamo il rospo e rimaniamo le "noi stesse" di sempre.

Il gioco è bello quando dura poco, per questo è bene non tirarla per le lunghe. Quando si viene scoperti bisogna uscirne fuori!  Calma e diplomazia, trasformiamoci in attori e sfoderiamo tutte le nostre armi perché ci siano attribuite meno colpe possibili. Quindi quando ci butterà addosso che siamo degli infidi traditori, non neghiamo spudoratamente

Piuttosto mettiamoci a piangere istericamente, tremanti, e chiediamogli perdono. Inventiamoci che eravamo turbate perché il lavoro sta andando male, che l'altro ha approfittato di un nostro momento di debolezza; oppure diciamo che è successo tutto ad una festa ed eravamo un po’ brille, o ancora scarichiamo la colpa su di lui perché ci trascura e non ci fa sentire le donne che vorremo.

Naturalmente una volta che il tradimento è stato scoperto sarà il caso di analizzare i motivi che ci hanno spinto all'adulterio, se si è trattato di un'azione di ripicca volta a ferire colui che ha ferito noi, se invece è stato un momento di noia e di voglia di cambiamento, o se i sentimenti non son più quelli di un tempo. Anziché elemosinare il perdono del partner, potremmo approfittarne per riottenere la nostra libertà,se è quello che alla fine desideriamo realmente.

Gli italiani lo sanno, eccome se non sanno cosa voglia dire avere a che a fare con la gelosia furiosa di una donna, perché, quando si tratta del sospetto di un tradimento, hai voglia a spiegare che "non è un capello ma un crine di cavallo", nulla è lasciato impunito, nemmeno l'azzardo di un'intenzione rimasta tale, e l'onta di aver volto lo sguardo al di là del confine consentito è punito a caro prezzo, quantomeno con una 'democratica' sfuriata.

È per questo che gli uomini fedifraghi corrono ai ripari e quando hanno ceduto alla tentazione di qualche scappatella, più che attuare maldestri tentativi di copertura, tendono a 'lavare' letteralmente la macchia del peccato mettendo in atto diverse strategie, adesso smascherate da un sondaggio del sito di incontri extraconiugali AshleyMadison.com, che ha stilato le modalità più frequenti che i suoi iscritti mettono in pratica per eliminare le tracce di infedeltà, considerando che a tradire i traditori non sono solo le tracce annidate nella cronologia dati sul pc o nei messaggi in memoria sullo smartphone, ma anche quelle molto più insidiose di una macchiolina sul colletto della camicia o le scie olfattive impresse sul corpo.

Ciò che è venuto fuori è un vero e proprio rito da seguire scrupolosamente dopo ogni piccante rendez-vous, così da schivare ogni ipotesi diffidente e uscire immuni dalla tempesta di iraconde illazioni.

- La prima e più potente arma di difesa della privacy è l’acqua: il 27% dei traditori di casa nostra dichiara di fare più di una doccia al giorno, contro una media nazionale che ne conta una ogni due giorni. "È normale essere meticolosi quando si tratta di coprire le tracce di infedeltà", spiega Noel Biderman, CEO e fondatore di AshleyMadison, "Abbiamo notato che un elevato livello di igiene personale rappresenta una sorta di effetto collaterale molto comune: lavare via le prove di un amante, che sia il suo profumo, il suo rossetto o la sua acqua di colonia, è essenziale se si desidera che una relazione resti segreta al proprio coniuge". Il 30% degli uomini, addirittura, ha confessato di essersi iscritto in palestra con il solo scopo di utilizzare le docce dopo ogni incontro con l’amante, per tornare a casa fresco e profumato.

- Il 37% degli uomini e il 43% delle donne hanno una scorta segreta di prodotti per l'igiene nascosti in auto (26%) oppure sul posto di lavoro (47%) o in entrambi i luoghi (10%).

- Il 47% delle donne porta sempre con sé un kit da make up con spazzola, salviette struccanti, fard e rossetto per rifarsi il trucco dopo un appuntamento clandestino, mentre il 33% di loro e il 25% degli uomini porta sempre con sé un campione extra di profumo o acqua di colonia per ingannare anche la narice più attenta.

- Ci sono, poi, i super scrupolosi attenti ai dettagli senza badare a spese che acquistano persino due capi di abbigliamento perfettamente identici, per avere sempre a disposizione un outfit fotocopia nascosto in ufficio, nel caso in cui un incontro particolarmente bollente finisca per rovinare gli abiti originali: si tratta del 56% degli uomini e del 34% delle donne.

Biderman, però, consiglia a tutti di fare attenzione a non esagerare, dato che il coniuge tradito non può non mettersi in sospetto nel vedere il proprio partner trasformarsi all’improvviso in un igienista meticoloso e in un fanatico del bucato: va bene farla franca, insomma, ma mai sottovalutare l'intelligenza dell'altro che, per quanto ignaro, fesso lo si può fare sì, ma sempre fino a un certo punto.





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domenica 17 gennaio 2016

IL COMPLESSO DI RE MARCO

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Atteggiamento di un individuo che teme il tradimento ma nel contempo lo provoca in quanto mosso dal desiderio masochistico inconscio di essere punito.  Dal nome di Re Marco di Cerniw che invitò Tristano a cercare Isotta, la donna che il re avrebbe dovuto sposare, dando così l’opportunità ai due di stare vicini e innamorarsi.

La storia di Tristano e Isotta è probabilmente uno dei più famosi e struggenti miti nati durante il Medioevo. Benché espressione dei temi più scottanti della fol amor, esso fu popolarissimo e continua tuttora a ispirare le opere più disparate: la sua origine è celtica, ma le prime redazioni sono state realizzate da poeti normanni.

Tristano è rimasto orfano da bambino. È stato cresciuto dallo zio, re Marco di Cornovaglia, il quale è sottoposto al pagamento di un gravoso tributo dal re d'Irlanda. Diventato un giovane guerriero, Tristano decide di liberare la Cornovaglia da questa sottomissione e parte per l'Irlanda, dove riesce a uccidere il gigante Moroldo, fratello del re. Ferito da un colpo di spada avvelenata, viene poi curato dalla figlia del re, Isotta, che non sa che egli ha ucciso suo zio. Tristano, una volta guarito, torna in Cornovaglia.

Pressato a sposarsi per garantire al trono una successione, re Marco decide di prendere in moglie colei a cui appartiene un capello d'oro portato dal mare. Tristano, ricordandosi di Isotta, parte per l'Irlanda, ma appena arrivato deve combattere un terribile drago. Lo uccide, ma resta ferito e, ancora una volta, è curato da Isotta, la quale si accorge che egli è colui che aveva ucciso Moroldo. Rinuncia tuttavia a vendicarsi e accoglie la richiesta di sposare re Marco per sanare le rivalità tra i due regni. Si imbarca dunque con Tristano verso la Bretagna. Intanto la regina d'Irlanda affida all'ancella Brangania un filtro magico, da far bere ai due sposi la notte delle nozze. Durante la navigazione, però, Tristano beve per errore il filtro, credendo che sia vino, e lo offre a Isotta. Un'altra versione della storia dice che una pietra magica li fece innamorare. I due cadono così preda dell'amore. Isotta sposa comunque Marco, facendosi sostituire da Brangania per la consumazione del matrimonio.

Seguono mesi di amori clandestini, di trucchi e menzogne, durante i quali i due innamorati rischiano costantemente di essere ingannati dai baroni invidiosi. Un nano malvagio, buffone del re, tenta di farli cogliere sul fatto durante un loro appuntamento notturno nel verziere, ma Tristano si accorge della presenza del re nascosto tra le fronde di un pino e riesce ad avvertire Isotta, che inscena un dialogo del tutto innocente. Scoperti e condannati a morte, i due riescono a fuggire e si rifugiano nella foresta del Morrois. Scoperti da re Marco, Tristano decide di restituire la donna al re, e parte. Si reca allora in Bretagna dove sposa Isotta dalle Bianche Mani, con la quale tuttavia non consuma il matrimonio.

Nel frattempo l'innocenza della regina è continuamente messa in dubbio dai baroni malvagi, inducendola a reclamare un'ordalia. Tristano si reca alla cerimonia travestito, e aiuta la regina. Più volte ancora Tristano si reca segretamente in Cornovaglia travestito. Una volta l'accompagna il cognato Caerdino, che offeso per l'ingiuria fatta da Tristano alla sorella (non aveva consumato il matrimonio con Isotta dalle Bianche Mani) vuole vedere con i suoi occhi la bellezza di Isotta la Bionda e l'intensità del suo amore. I due così fanno pace e Caerdino si proclama amante dell'ancella della regina Isotta la bionda.

Ferito gravemente durante una spedizione, Tristano capisce che solo Isotta la Bionda può guarirlo e la manda a chiamare, chiedendo che vengano messe vele bianche alla nave con cui verrà, se lei accetta di venire, e vele nere se si rifiuta. Ella accetta, ma la sposa di Tristano, avendo scoperto il loro amore, gli riferisce che le vele sono nere. Credendosi abbandonato da Isotta, Tristano si lascia morire. La donna, arrivata troppo tardi presso di lui, muore di dolore a sua volta. Pentita per le conseguenze tragiche della sua menzogna, Isotta dalle Bianche Mani rimanda i corpi in Cornovaglia, facendoli seppellire insieme.

Il mito si interroga sulle cause e sulle conseguenze dell'amore, inquadrato in una società di cui trasgredisce tutte le leggi razionali, morali e sociali. I poeti sono consci della natura provocatoria della vicenda, tanto che tentano spesso di ridimensionarla o di integrarla in modo accettabile nella società, anche abolendo qualsiasi problematica etica. Ma nelle prime versioni della leggenda, il mito si presenta in modo inevitabile come incarnazione di un ideale amoroso, quello della fol amor o dell'amore fatale fondato sul dolore; fin dalla situazione iniziale, esso si connota negativamente: mette in scena l'adulterio, l'incesto, il tradimento del legame feudale; qualsiasi vita gli amanti scelgano (all'interno della società, costretti a continue menzogne e travestimenti; all'esterno della società, durante la vita nella foresta; separati), essi falliscono e sono condannati all'infelicità; l'unica via d'uscita possibile per loro è la morte. In questo esso si contrappone alla tematica dell'amore cortese, incarnata dalla coppia Lancillotto-Ginevra; e questo ne segna anche l'atemporalità, la sopravvivenza nell'immaginario: se l'amore cortese è legato alla società medievale e può essere capito solo al suo interno, il mito di Tristano e Isotta si pone al di fuori, tanto da essere oggetto di continue riprese, dai romantici fino ai giorni nostri. Secondo Denis de Rougemont, infatti, esso rappresenta una concezione dell'amore tipica del mondo occidentale, contrapponendosi alla letteratura del resto del mondo nell'invenzione di un sentimento reciproco ed infelice — concezione, questa, che ha dato origine alle più celebri storie d'amore della nostra cultura, come Romeo e Giulietta, Piramo e Tisbe ecc.



In generale si assiste, nel susseguirsi dei testi e delle differenti versioni, a un appiattimento delle problematiche etiche e sociali poste dagli amanti: nel Tristano in prosa, per esempio, gli episodi amorosi si perdono nelle sterminata successione di avventure cavalleresche, e il re Marco viene ridotto a codardo traditore in opposizione all'eroe cortese Tristano. Il protagonista viene così integrato nella geste dei cavalieri della Tavola Rotonda, e anzi il suo stesso amore non è più segnato dal dolore, ma gode invece di lunghi periodi di felicità: questa tendenza è presente già nei primi testi come quello di Tommaso d'Inghilterra, nel quale la vita nella foresta, dura e insostenibile in Béroul, assume caratteristiche idilliache. Più tardi Tristano viene reso maggiormente accettabile anche dal punto di vista della moralità cristiana, integrandolo nelle avventure della cerca del Graal.

Isotta introduce un tipo nuovo nella letteratura amorosa, o meglio lo ricrea: il suo è il dramma dell'adulterio, del quale vengono in un certo qual modo fissati i parametri, che rimarranno immutati fino a oggi: Isotta vive una doppia vita amorosa, quella dell'amante e quella della moglie, quella dell'amore-passione fatalmente proteso alla morte e quello dell'amore nuziale rispettoso della norma e della tradizione; questi due amori sono inconciliabili come sono inconciliabili i due uomini cui sono rivolti: Tristano, sottomesso a un ordine che pure deve tradire, e il re Marco, giusto conservatore proprio di quest'ordine.
La critica moderna si è interrogata sulle valenze simboliche di singoli episodi del mito, come quello del perdono concesso da re Marco quando egli trova gli amanti nella foresta, addormentati ma vestiti, e separati dalla spada di Tristano: gli oggetti che il re lascia per segnalare la sua venuta sono stati visti come simboli di perdono, o meglio come richiami al rituale di investitura feudale (la spada, il guanto, l'anello). Ma più in generale la rivalità tra i due uomini è vista come primo segnale del fallimento cui è destinato il rapporto vassallatico medievale.

Si è visto nel matrimonio con Isotta dalle Bianche Mani il profilarsi del motivo, molto presente nella letteratura dei secoli XII e XIII, dell'uomo tra due donne: tale motivo è lungamente sviluppato da Tommaso d'Inghilterra, che "classifica" anche i protagonisti delle due coppie in base al grado di felicità data dal possedere l'amore spirituale o l'amore fisico: Marco, per esempio, ha solo il corpo di Isotta, ed è quindi considerato più felice di Isotta dalle Bianche Mani che non ha né il cuore né il corpo del marito.

Anche il linguaggio è stato frutto di analisi, per esempio nei giuramenti ambigui che costellano la vicenda (come quello di Isotta che, dopo aver guadato un fiumiciattolo in groppa a Tristano travestito da pellegrino, si sottopone serenamente all'ordalia giurando di non aver mai avuto tra le gambe altro uomo che il marito e quel pellegrino del fiume); le continue menzogne degli amanti li pongono in una situazione di sovversivi, in una cultura che considera tutt'uno la parola e l'oggetto.

In Marco e nei suoi emuli vi è l'ambivalenza di coloro che desiderano e temono nel contempo, di essere traditi. Essi sono penalizzati internamente da un meccanismo di espiazione per cui hanno
inconsciamente bisogno di essere puniti. Probabilmente ci sono elementi di omosessualità a sostenere tutto questo.
Il soggetto vede la possibilità del tradimento della partner, teme questa eventualità, ma fa in modo che le cose procedano verso la cosa temuta.
Si tratta di una "fuga in avanti", un meccanismo di difesa che induce a buttarsi verso il pericolo che si teme.
Ciò avviene perché l'ansia rende insopportabile l'attesa e il dubbio, e si preferisce la certezza del "guaio" reale.



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