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martedì 1 settembre 2015

LA FAGLIA DI SANT'ANDREA



La faglia fu individuata per la prima volta nella California settentrionale nel 1895 da Andrew Lawson, professore di Geologia dell'Università di Berkeley, che la chiamò così a partire da un piccolo lago, la Laguna de San Andreas, situato su una valle formata proprio dalla faglia a sud di San Francisco. Dopo il terremoto di San Francisco del 1906, Lawson scoprì inoltre che i danni peggiori la faglia li avrebbe fatti nella parte meridionale della California nei pressi di Los Angeles perché è proprio lì che ha accumulato il maggior grado di energia.

La parte meridionale (noto come segmento Mojave) inizia presso il mare di Salton e procede verso nord curvando leggermente verso ovest incontrando le San Bernardino Mountains. Da qui, corre lungo la base meridionale di queste montagne e prosegue in direzione nordovest verso le San Gabriel Mountains. Queste montagne sono il risultato del movimento della faglia e sono chiamate anche Transverse Range (Catena Trasversale). Questo segmento rappresenta l'area di faglia più analizzata dai geologi di tutto il mondo. Ciò è dovuto alla presenza proprio sulla faglia della città di Palmdale, presso la quale le due zolle di crosta terrestre sono ben visibili.

Quest'area, chiamata Big Bend (grande piega), è ritenuta essere il punto in cui le due placche esercitano la pressione massima l'una contro l'altra. In quest'area l'intervallo di tempo fra un forte terremoto ed il successivo è mediamente di 140-160 anni. A nordovest di Frazier Park, la faglia corre attraverso la Carrizo Plain, una lunga distesa priva di vegetazione lungo la quale la faglia è ampiamente visibile ed è chiamata Elkhorn Scarp.

La parte centrale della faglia corre in direzione nordovest da Parkfield a Hollister. Mentre la sezione più meridionale del segmento, e soprattutto Parkfield, ha sostenuto numerosi terremoti, il resto della faglia centrale è sottoposta al cosiddetto scorrimento asismico, che permette alla faglia di muoversi senza che avvengano terremoti.



La parte settentrionale parte da Hollister e attraversa la Penisola di San Francisco, lambendo la città, presso la quale percorre un tratto di mare. Segue dunque la costa californiana fino ai pressi di Capo Mendocino, dove è presente una tripla giunzione di placche tettoniche diverse, che risulta essere tra le regioni geologicamente più instabili. La regione è un'area di subduzione della placca Juan de Fuca, sia sotto alla placca pacifica (a ovest) che sotto alla placca nordamericana (a nord).

Il piccolo paese di Parkfield, come detto, è situato lungo la faglia di Sant'Andrea. I sismologi hanno scoperto che questa sezione della faglia produce terremoti di magnitudo 6.0 con intervalli regolari di circa 22 anni. Dopo i terremoti avvenuti nel 1857, 1881, 1901, 1922, 1934 e 1966, gli scienziati hanno previsto che un terremoto dovesse colpire Parkfield nel 1993. Questo sisma è in realtà avvenuto nel 2004 (vedi capitolo seguente). A causa della frequente e regolare attività, Parkfield è diventata una delle località più popolari del mondo in cui tentare di prevedere e registrare grandi terremoti.

Nel 2004, sono cominciati i lavori a nord di Parkfield nel San Andreas Fault Observatory at Depth (SAFOD). L'obiettivo del SAFOD è di effettuare una perforazione vicina ai 3 chilometri nella crosta terrestre e dentro la faglia di Sant'Andrea. Una griglia di sensori sarà installata per monitorare e registrare i terremoti che avvengono in quest'area.

Altre ricerche sulla faglia, tese a monitorare la velocità di scorrimento lungo la faglia, hanno evidenziato che le città di Los Angeles e San Francisco (che giacciono su lati opposti della faglia) si stanno avvicinando tra loro, trasportate dalla faglia stessa, alla velocità di 6 mm all'anno.

The Big One è il nome giornalisticamente dato ad un possibile futuro terremoto che potrebbe essere uno dei più potenti mai verificatisi negli Stati Uniti, superiore al settimo grado della Scala Richter. Questo terremoto potrebbe scatenarsi come conseguenza dell'elevato accumulo di energia nella Faglia di Sant'Andrea, che attraversa la California per 1300 km e si trova tra la placca nordamericana e la placca pacifica, che scorrono in senso opposto. La faglia passa vicino a molte città, tra cui San Francisco e Los Angeles, che sarebbero messe in forte pericolo dal Big One.
Alcuni studi realizzati nel 2005 affermano che le probabilità che il Big One colpisca la California entro 30 anni a partire dalla data dello studio sono molto alte: il 67% delle probabilità dicono che colpirá Los Angeles, il 63% S. Francisco

In California, a causa della sua posizione sopra la faglia di Sant'Andrea, si verificano molto spesso terremoti, anche di forte intensità. Ciò è dovuto ai continui slittamenti tra le due placche tra le quali la faglia si trova, che trovando l'attrito delle rocce causano un grande accumulo di energia; quando questa supera l'attrito delle rocce viene liberata in superficie sotto forma di forti scosse sismiche.
Sono invece meno frequenti terremoti di grande intensità, cioè di magnitudo pari o superiore al 7° della Scala Richter. Ne sono esempi recenti il terremoto di Fort Tejon (poco a sud di Parkfield) nel 1857, di magnitudo 8, e il terremoto di San Francisco, nel 1906, di magnitudo 8,6.

I più recenti terremoti di grande intensità che si sono verificati lungo la faglia sono localizzati nel segmento settentrionale e nel segmento centrale. Nel segmento meridionale invece non si verificano terremoti di intensità maggiore del 7° della scala Richter da quasi 300 anni. Ed è proprio in questa zona che è previsto l’arrivo del Big One.

Uno studio del geofisico Yuri Fialko, dello Scripps Institute of Oceanography a La Jolla, CA (Usa), ha dimostrato che la faglia di Sant'Andrea ha accumulato nel corso di questi anni un'energia sufficiente a scatenare il prossimo Big One, un terremoto simile ai grandi terremoti del passato, di magnitudo 7 o anche superiore.



Questo studio afferma anche che il rischio più alto sarebbe per la zona meridionale della faglia. Infatti per trovare tracce di un grande sisma avvenuto nella California meridionale bisogna risalire al 1680. Per questo motivo l'energia che si è accumulata in questo tratto è talmente elevata da accrescere la probabilità dell'arrivo di un imminente e violento terremoto.

L'energia che si è accumulata nel corso degli anni a causa dello slittamento delle placche avrebbe dovuto causare un movimento lungo il segmento meridionale della faglia di circa 7 metri negli ultimi 250 anni. Se questo fosse accaduto l'energia avrebbe potuto liberarsi a piccole dosi attraverso terremoti di intensità minore. Dato che ciò non è accaduto e che questa pressione non può essere accumulata all'infinito, c'è da aspettarsi che quando l'energia verrà liberata tutta di colpo sarà devastante.

Le previsioni su quando effettivamente ciò avverrà non possono essere fatte con certezza. I ricercatori, nel 2005, affermarono però che un terremoto di intensità 6,7° della Scala Richter, pari a quello che colpì Los Angeles nel 1994, o più grande, avrebbe colpito entro i successivi 30 anni, con il 99% delle possibilità. La probabilità che questo terremoto sia catastrofico è invece del 46%, cioè che abbia intensità superiore a 7,5° della Scala Richter, circa 16 volte superiore a quello del 1994 (bisogna considerare che la Scala Richter è logaritmica, quindi un terremoto 7,7 è 31.6 volte più intenso di uno 6,7). In particolare la probabilità che il Big One colpisca di nuovo Los Angeles è del 67%, che colpisca invece San Francisco del 63%.

Dallo stesso studio, Yuri Fialko ha previsto che il Big One potrebbe avere un'energia sufficiente a far slittare i due labbri della faglia anche di 10 metri, quindi le conseguenze potrebbero essere peggiori rispetto al passato, quando il grande terremoto di San Francisco fece scivolare la faglia di circa 6,4 metri. Ecco perché si teme che il Big One possa essere il più grande terremoto mai registrato dall'uomo.

Se Big One colpisse l’area indicata con maggiore probabilità dagli studi, e con intensità maggiore di 6,7°, potrebbe distruggere Palm Springs e molte città nelle regioni di San Bernardino e Riverside, in California. Gli effetti potrebbero essere molto gravi per tutta la California meridionale, incluse le grandi metropoli e le aree molto popolate di Los Angeles, Orange County, San Diego e Tijuana.

Nell'immaginario popolare si pensa al Big One come al terremoto in grado di separare la California dal continente: tuttavia questo scenario, presentato nel romanzo Last Days of the Late, Great State of California, essendo la faglia di Sant'Andrea di tipo trascorrente, non è plausibile.

Per le previsioni del Big One sono in corso molti studi, sia per prevedere con più precisione il momento in cui il terremoto si scatenerà, sia per cercare un modo per limitarne i danni. Yuri Fialko ha studiato la faglia attraverso la strumentazione piazzata direttamente lungo la faglia e basandosi su dati raccolti a partire dal 1985 da due satelliti Gps dell'agenzia spaziale europea, che hanno fornito informazioni sui movimenti del sottosuolo con estrema precisione, permettendogli di metterli in relazione con l'accumulo di energia.

Un altro progetto avviato in California nel 2004 dallo US Geological Survey ha consentito di raggiungere la frattura. L'obiettivo è quello di cercare di fornire invece strumenti per limitare i danni. Questo studio, chiamato La trivella di Safod (San Andreas Fault Observatory at Depth), sta studiando le proprietà delle rocce nel sottosuolo, nelle vicinanze della città di Parkfield. Questa città si trova lungo il segmento centrale della Faglia di Sant'Andrea, ma è una tra le poche zone lungo la faglia che solitamente sono risparmiate da grandi e frequenti terremoti. Proprio per questa stranezza l'area è sede della ricerca.
Le ipotesi formulate sono molte, ma sono tutte basate sul fatto che in quel frammento della frattura ci sarebbe, tra le due placche, una specie di lubrificante che attutisce i movimenti opposti. La trivella di Safod è arrivata a scavare fino al cuore della faglia, a 3200 metri di profondità e ha portato in superficie i primi campioni di rocce, permettendo di ottenere nuove conoscenze sulla composizione e sulla struttura di quel tratto della faglia.
Pare che in questo punto si trovino silicati gelatinosi, talco, acqua e altro. I primi risultati sono stati presentati alla Fondazione Ettore Majorana di Erice, nel corso della Euroconferenza sulla fisica delle rocce e geomeccanica, e potrebbero aiutare a capire dove potrebbero esserci i maggiori rischi lungo tutta la faglia.

Grazie a questi studi e alle moderne tecnologie di laboratorio, sarà possibile, riprodurre le forze agenti sul materiale rappresentativo di faglia e determinarne l'attrito e le proprietà fisico-chimiche delle sue rocce. Inoltre sarà possibile misurare direttamente nel cuore della faglia le forze agenti e le interazioni tra i fluidi in pressione che si trovano in profondità.

Questo mega-terremoto potrebbe avvenire entro 25 anni da ora e avrebbe effetti devastanti: un evento di tale portata porterebbe danni irreparabili, basti pensare che il terremoto avvenuto all'Aquila aveva una magnitudo 5,9 ed è stato avvertito in maniera sensibile anche a Roma. Per quanto riguarda la faglia di Sant'Andrea, si pensa che le dighe lungo il fiume Colorado abbiano modificato un ciclo naturale: questo mancato rilascio di pressione potrebbe sfociare negli scenari sopra descritti. I ricercatori hanno calcolato che nell'ultimo millennio si sono verificati 5 grandi terremoti nella zona Sud, a distanza circa di di 180 anni: per questo desta preoccupazione che sia passato un lasso di tempo così grande dall'ultimo sisma distruttivo. Si teme che il Big One possa far slittare le due coste di 10 metri, diventando il più grande terremoto della storia.
Le probabilità che la magnitudo del sisma sia superiore al 7° grado sono pari al 46% mentre Los Angeles ha il 67% di probabilità di essere colpita, quattro punti percentuale in più rispetto a San Francisco.


LEGGI ANCHE : http://popovina.blogspot.it/2015/08/i-terremoti.html


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sabato 25 luglio 2015

LA CROCE




La croce è il principale simbolo della religione cristiana e ricorda la crocifissione di Gesù e la salvezza portata dalla sua passione e dalla sua morte. Per la maggioranza dei cristiani la Croce cristiana è quindi un simbolo dell'amore di Dio, in quanto è una rappresentazione della morte che Cristo ha voluto per redimere gli uomini. Il simbolo della croce si impose comunque lentamente tra i cristiani, anche perché anticamente la croce era un simbolo di biasimo (Lettera agli Ebrei, 6,6): il suo uso si diffuse principalmente a partire dal IV secolo, mentre la tradizionale collocazione della croce sull'altare si ebbe quindi a partire dal Medioevo.
Il segno della croce, di uso comune tra i cristiani, può avere più valenze: preghiera, benedizione e altro.
Secondo una leggenda l'albero dal quale fu ricavato il legno della Croce nacque da uno dei tre semi (cedro, cipresso, pino) posto nella bocca di Adamo alla sua morte. Secondo un'altra versione della leggenda, nella bocca di Adamo alla sua morte fu posto un ramoscello dell'Albero della Vita donato al figlio Set dall'Arcangelo Michele, che poi crebbe dando vita ad un nuovo albero.

La croce, sin dall'origine, esprime e simboleggia un'imago mundi corrispondente a uno degli atti dell'uomo, quello di orientarsi sia in senso spaziale temporale, sia nella dimensione trascendente; simbolo trasmesso dalla tradizione, che il Cristianesimo conservò inglobandolo nella propria teologia della Redenzione.

In Europa, il simbolo di Odino nella mitologia norrena era una croce in un cerchio, chiamata croce celtica. Simile a una croce ma con un cerchio posto in alto, è anche il simbolo egiziano dell'ankh.

Il quadrato e la croce sono simboli riconosciuti universalmente della terra, intendendo per terra tutto quello che è opposto alla trascendenza, e non quello che si riferisce al pianeta Terra. La svastica è invece una croce con uncini: è un simbolo molto antico che fu adottato nel XX secolo dal partito Nazista tedesco.

Varie bandiere hanno la croce, tra di esse quelle di tutti i paesi scandinavi, e molte bandiere nazionali dell'emisfero australe raffigurano la Croce del Sud. La bandiera della Svizzera mostra una croce greca all'interno di un quadrato. L'emblema della Croce Rossa deriva dalla bandiera svizzera, alla quale sono stati invertiti i colori.

Tra le figure geometriche, la Croce è il terzo simbolo fondamentale, attestato fin dall'antichità più remota.

Essa stabilisce relazioni con gli altri simboli: l'intersezione delle rette coincide con il Centro; si inscrive nel Cerchio, divide in quattro segmenti; genera il Quadrato e il Triangolo quando le sue estremità sono collegate tra loro da rette.

Il significato della Croce rispetto alla Terra è quello di rappresentare gli aspetti dinamici, contrapponendosi al significato del Quadrato che rappresenta la Terra nei suoi aspetti statici.

La Croce diretta verso i punti cardinali è base dei simboli d'orientamento:
del soggetto in rapporto a sé stesso; del soggetto in rapporto ai punti cardinali terreni (orientamento spaziale, che si articola sull'asse Est-Ovest);
del soggetto in rapporto ai punti cardinali celesti (orientamento temporale, che si articola sugli assi Sud-Nord e Basso-Alto, indicanti l'asse di rotazione del mondo).La concordanza dei tre orientamenti pone il soggetto in consonanza con il trascendente.
Tra le figure geometriche, la Croce ha una funzione di sintesi, di misura, di mediazione, di comunicazione.
In essa si congiungono Cielo e Terra, Tempo e Spazio.
Essa ha una potenza sia centripeta che centrifuga poiché rappresenta sia la diffusione, l'emanazione, che il raccoglimento, la ricapitolazione.

Un altro significato della Croce è quello ascensionale, legato al significato del Ponte e al significato della Scala.

Il Cristianesimo ha rielaborato il suo simbolismo arricchendolo ulteriormente, facendo sì che tra le figure geometriche la Croce diventasse simbolo preminente.



Vi sono quattro tipi principali di Croce, ognuno dei quali enfatizza particolari significati simbolici.
La Croce senza cima, Tau, T , simbolizzerebbe la morte vinta attraverso il sacrificio e si ricollega all'episodio biblico del serpente di bronzo posto sull'asta da Mosè (Numeri,21,6-9).
Il significato della Croce a Tau ha subito un ulteriore sviluppo nella tradizione francescana.
S. Francesco durante la sua vita secolare era legato alla comunità religiosa di S. Antonio Eremita, che si occupava dell’aiuto ai lebbrosi.
I suoi membri usavano portare appesa una Croce a Tau, simbolo di S. Antonio Abate ed Eremita, raffigurato molto spesso con un bastone a T .
Per la sua carica simbolica e spirituale, S. Francesco utilizzò questo simbolo anche per la sua comunità, che lo conserva tuttora.
Infatti il significato della Croce a Tau in questo contesto si ricollega all’ultima lettera dell’alfabeto ebraico, la T che ha il medesimo significato dell’Omega dell’alfabeto greco, ovvero il Compimento della Parola Divina, la venuta del Cristo.
Essa inoltre è simbolo di Salvezza e di Elezione poiché dagli esegeti cristiani venne collegata:
al segno fatto sulle porte degli Ebrei la notte del passaggio dell’angelo sterminatore, prima dell’Esodo (Esodo, 12,1-28);
al segno fatto sulla fronte dei salvati nella visione di Ezechiele (Ezechiele,9,4);
al “Sigillo del Dio Vivente” che l’angelo deve imprimere sulla fronte dei salvati, descritto nell’Apocalisse (Apocalisse,7,2-3).

La Croce con la cima e un braccio traversale, che si presenta nelle forme greca e latina, è quella utilizzata più frequentemente nell’arte cristiana per rappresentare il Cristo crocifisso e nelle piante delle chiese.
I quattro rami raffigurano i quattro elementi, le quattro parti del mondo e quattro virtù umane: il piede, piantato nella Terra, simbolizza la fede; il ramo superiore significa la speranza; la larghezza è la carità; la lunghezza, la perseveranza.

La Croce Greca ha quattro rami eguali e si inscrive nel Quadrato, è la Croce idealizzata, rappresentante la natura divina del Cristo.

La Croce Latina, dividendo il ramo verticale secondo le dimensioni dell' uomo, si inscrive nel Rettangolo, è la Croce realistica, rappresentante la natura umana del Cristo.

La Croce con la cima e due bracci trasversali viene detta di Lorena dallo stemma dei duchi di Angiò, poi divenuti di Lorena.
Esso fu ispirato dalla forma di un reliquiario di un frammento della Vera Croce in loro possesso e a cui erano devoti.
Il significato della Croce di Lorena è nella rappresentazione nel braccio superiore dell'iscrizione “INRI” ,ovvero il “titulus crucis”, e nell'inferiore delle braccia di Cristo.
In realtà l’origine di questa Croce è orientale e venne utilizzata nelle raffigurazioni del Cristo crocifisso soprattutto in Grecia.
La Croce con la cima e tre bracci trasversali dal XV secolo venne utilizzata in ambito cattolico come attributo papale, assimilabile al triregno.

Essa era già utilizzata nelle icone ortodosse dove:
il primo braccio era il “titulus crucis”;
il secondo braccio simboleggiava le braccia del Cristo;
il terzo braccio, di solito inclinato, rappresentava l’appoggio dei piedi inchiodati.

Oltre alle diverse tipologie della Croce di Passione, nell'arte cristiana troviamo raffigurazioni della Croce di Risurrezione, ornata di uno stendardo, tenuta dal Cristo mentre esce dal sepolcro oppure durante la discesa al Limbo.

Nell’ambito dell’iconografia cristiana sono da ricordare inoltre due croci legate al martirio degli apostoli Pietro e Andrea.

La Croce di San Pietro è rappresentata sempre rovesciata in ricordo della tradizione che raccontava come il santo per rispetto e umiltà si rifiutasse di morire come il Signore.

Una analoga tradizione, di cui non si hanno testimonianze precedenti al X secolo, si è mantenuta anche per la Croce di Sant’Andrea, detta anche “crux decussata” per i bracci in diagonale.
Essa inoltre rappresenterebbe l’iniziale greca del Cristo.
Nei primi secoli venivano uniti al simbolo della Croce le prime lettere greche di Cristo, X (chi) e P (rho) che intersecandosi formavano una Croce a sei bracci.
Quando questa era inscritta in un Quadrato, simboleggiava la vita terrena del Cristo.
Quando era inscritta in un Cerchio, simboleggiava la divinità del Cristo e legava il suo significato a quello della Ruota mistica.
La Croce cristiana conserva il significato della Croce cosmica: essa ricapitola la Creazione, il Mondo nella sua totalità, è Centro del Mondo, Albero della Vita, Asse del Mondo.
Aspetti del tutto peculiari ha il significato della Croce Celtica, inscritta in un cerchio con le estremità che ne fuoriescono.
Essa unisce il simbolismo della Croce con quello del Cerchio e del Centro.
La ripartizione che ne consegue richiama ai quattro elementi, i due assi della Croce ai punti cardinali, il cerchio alla ciclicità della manifestazione, il centro alla comunicazione tra i Mondi.Essa diventa una sintesi tra le tradizioni celtiche originarie e il cristianesimo.
Tra le figure geometriche la Croce è quella che interagisce di più con gli altri simboli fondamentali.



Il significato della Croce direzionale che divide in quattro parti il Cerchio, è quello di intermediario tra Cielo, Cerchio, e Terra, Quadrato.
Essa inoltre si lega al Centro, diventando simbolo della convergenza tra gli opposti e le direzioni, luogo di equilibrio.
Del tutto particolare è il significato della Croce Ansata o Ankh che veniva utilizzata in Egitto come simbolo di eternità e collegata soprattutto alla dea Iside.
Essa è costituita da un Cerchio, immagine della perfetta eternità, dal quale pende una Croce a Tau, simile a un Nodo, rappresentante la condizione mortale.
Quando è raffigurata in mano agli dei o ai faraoni è emblema della vita divina, quando è in mano ai defunti essa è preghiera per l'immortalità beata.
Quando è rappresentata sulla fronte di un mortale lo identifica come un iniziato a cui è conferita la visione dell'eternità.

La croce è da sempre considerata un simbolo della cristianità. Ma non è affatto così. La croce,in realtà, è in origine un simbolo pagano e simboleggia il sole nello scorrere delle stagioni ( e delle ere) sulla Terra. La croce è uno di quei simboli che si ritrovano in tutte le civiltà antiche,da quelle europee passando per quelle asiatiche,sino a quelle africane e dell'area nord-centro e sud americana. Ne abbiamo testimonianza su ceramiche,gioielli ed oggetti vari. L'archeologo tedesco Schliemann notò la presenza di croci sulle ceramiche e decorazioni di Troad (la regione di Troia). E’ alternata a dei raggi disposti a cerchio nel tempo in cui i due emblemi apparivano in giustapposizione .
Durante l’età del bronzo, specialmente tra i Galli, la croce appare in modo frequente sulle ceramiche, sui gioielli e sulle monete.La croce è ritrovata in Messico, Perù e soprattutto nell’America Centrale. In questi luoghi alludono ai quattro venti.Gli Indiani utilizzarono la croce equilatera alternata al disco di raggi.Le croci si trovavano ai bivi delle strade e quindi divennero un oggetto di venerazione.
Il simbolismo antico della croce era espresso nell’ideogramma Cinese della parola per terra, che è una croce equilatera all’interno di un quadrato.  Il quadrato e la croce sono simboli riconosciuti universalmente della terra, intendendo per terra tutto quello che è opposto alla trascendenza, e non quello che si riferisce al pianeta Terra.
Le prime croci che la storia archeologica ricorda risalgono all'antica Mesopotamia: in particolare la croce, era simbolo del pianeta-dio Nibiru nella cosmogonia sumera, poi del dio Tammuz (Dumuzi in sumero) degli abitanti di Tiro , rappresentante fondamentalmente l'organo genitale maschile. (Tammuz non era altro che il dio della Fertilità).
Non c’è dubbio che l’utilizzo della croce, associata con i simboli della resurrezione e della nuova vita, sono completamente mescolati con la teologia degli antichi.Sembrerà solo una curiosità, ma anche la svastica è un simbolo solare orientale; e lo era ben prima che i nazisti se ne appropriassero con furbizia.Ne troviamo traccia,frequentemente, nel Buddismo, in Cina ed in Giappone, soprattutto sui piedistalli delle statue di Budda e Bodhisattva del buddismo Mahayana.
E' evidente,quindi,che la croce fosse un simbolo molto caro alle popolazioni pagane,per le quali era estremamente importante il culto del sole. Il Gesù del cattolicesimo,come ho più volte ribadito,è legato a doppio filo con il culto pagano del Dio sole. Ed è un Gesù ben diverso da quello rappresentato dalla Bibbia. Lo stesso vale per la croce. Non era un simbolo cristiano e come altri culti,come quello della madre e del figlio o il culto della vergine, non trova traccia nel cristianesimo primitivo. Semplicemente perchè l'adorazione della croce,insieme a quella delle immagini e delle reliquie, fu adottata ufficialmente nel 788 per ordine dell'imperatrice Irene di Costantinopoli, che prima fece cavare gli occhi al proprio figlio Costantino VI, eppoi convocò un concilio della Chiesa per richiesta di Adriano I, vescovo di Roma in quel tempo. Nella Bibbia tale pratica è chiamata idolatria ed è severamente condannata. (Leggi: Esodo 20: 4-6; Deuteronomio 27:15; Salmo 115; Germania 10:1-5).A ciò si aggiunge il fatto che le Chiese che osservavano il Sabbath sono state tradizionalmente iconoclaste ed hanno generalmente detestato l’utilizzo del simbolo della croce in quanto pagano. Alcuni Cristiani che osservavano il Sabbath sono stati martirizzati per la loro opposizione all’utilizzo delle croci nel simbolismo Cristiano.

La croce fu introdotta nel sistema Cristiano dai culti del Mistero, insieme ad altre forme di adorazione che gradualmente entrarono nel Cristianesimo e che non facevano parte della chiesa antica. Queste forme come l’adorazione della Domenica e le feste della Pasqua e del Natale, hanno un'unica origine: il culto del sole.
La croce non deriva,affatto,dalla Cristianità ma fu usata per eliminare lo scontento nella popolazione pagana,troppo legata al suo culto millenario. Il cristianesimo cattolico,quindi,se ne impadronì in modo subdolo,alla scopo di attirare consensi.

Uno delle questioni più interessanti riguarda la crocifissione e risponde alla seguente domanda: "Cristo morì in croce o legato a un palo?". Oggi possiamo dire ,quasi con certezza, che Gesù fu crocifisso a un palo e lo possiamo fare sulla base di analisi storiche,archeologiche e linguistiche.
Ai tempi di Gesù,i Romani erano soliti applicare quest'antica forma di punizione,usando un palo.Ne troviamo testimonianze tra i vari autori latini del tempo,ad esempio.L'equivoco nasce,in primis,dalla traduzione del termine greco stauros,che fu tradotto con croce. Come si può verificare in ogni dizionario greco, stauros nel greco classico significa effettivamente "palo", ma ai tempi di Gesù (5 secoli dopo) aveva assunto anche il significato di croce. Significava anche croce,ma non era certo il suo significato primario. Poi vi sono le testimonianze archeologiche che provano come a quei tempi la crocefissione fosse fatta con l'utilizzo di un palo. Di certo, il fatto che la croce fosse un simbolo pagano, non può essere una prova a suffragio della nostra tesi.Il perchè è abbastanza semplice: anche il palo è un simbolo pagano,per la precisione è un simbolo fallico. Ma la questione non avrebbe molta importanza,se non fosse che la Chiesa ne ha adottato il culto.

Tra tutte le invenzioni umane praticate dalla Chiesa Romana e contrarie al Vangelo, le più antiche sono la preghiera per i morti e il segno della Croce. Ambedue furono inventate verso l'anno 310 e furono ufficialmente adottate intorno al 500 dopo Cristo.

L’attribuire la croce e Cristo ad un immagine oggetto di preghiera è una violazione del secondo comandamento.

Il concetto della dottrina, attribuisce il massimo peccato a Cristo per essersi eguagliato a Dio, mentre la Bibbia sosteneva che non lo era (Gv. 14:28, Fil. 2:6). Simili concetti non erano utilizzati nei primi due secoli della Chiesa ed erano infatti visti come idolatria. Molte persone furono martirizzate per essersi rifiutate di accettare le croci come simboli della loro fede.


Il Significato Tatuaggio Croce è molto complesso in quanto la Croce è un Simbolo Universale proveniente dalle epoche più remote; il simbolo cosmico per eccellenza. È un centro del mondo e perciò un punto di comunicazione fra il cielo e la terra e un asse cosmico che, in quanto tale, condivide il simbolismo dell’albero cosmico, della montagna, della colonna, della scala, ecc. La croce rappresenta l’Albero della Vita e l’Albero della Nutrizione; è anche un simbolo dell’uomo universale, archetipico, capace di infinita, armoniosa espansione sia sul piano orizzontale sia su quello verticale; la linea verticale è l’elemento celeste, spirituale e intellettuale, positivo, attivo e maschile, mentre quella orizzontale è l’elemento terreno, razionale, passivo, negativo e femminile; l’intera croce forma l’androgino primordiale. Simboleggia il dualismo della natura e l’unione dei contrari; rappresenta l’unione spirituale e l’integrazione dell’anima umana negli aspetti orizzontali- verticali necessari a una vita piena; è l’Identità Suprema. La croce è la figura umana in tutta la sua estensione; anche la discesa dello spirito nella materia. Poiché è capace di infinita espansione in ogni direzione, denota la vita eterna. È anche formata dai quattro fiumi del Paradiso che scorrono dalle radici dell’Albero della Vita. Comprende gli assi cardinali; il quaternario nei suoi aspetti dinamici; il quinconce, i quattro elementi del mondo uniti nel quinto punto, il Centro. Nella croce, sotto l’aspetto cosmologico, l’ascendente e il discendente sono lo zenit e il nadir, l’asse nord-sud ‘è l’asse solstiziale e quella est-ovest è l’asse equinoziale.



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