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venerdì 12 febbraio 2016

LA SICCITA'

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Da tempo viene studiato il fenomeno, denominato El Niño, dovuto ad una caduta degli alisei.

Più recentemente si sta puntando l’attenzione sul fenomeno opposto, caratterizzato dal forte raffreddamento della superficie dell’Oceano Pacifico equatoriale determinato dal rinforzo degli alisei da Sud-Est, ciò anche al fine di individuare le relazioni con l’andamento climatologico sul Mediterraneo.

È ormai abbastanza diffusa la conoscenza di un fenomeno meteo-oceanografico, che si verifica saltuariamente nel Pacifico equatoriale, denominato poeticamente dalle popolazioni rivierasche di lingua spagnola El Niño, cioè il Bambino (Gesù).

Esso, infatti, per ragioni collegate a variazioni stagionali, comincia a manifestarsi chiaramente durante il periodo natalizio.

El Niño è collegato ad una caduta, in taluni casi anche a temporanee inversioni di direzione di provenienza, degli alisei da Sud-Est. Si tratta di venti molto persistenti e continui, che soffiano nelle basse latitudini dell’Oceano Pacifico meridionale.

A sua volta la caduta degli alisei è connessa ad un’oscillazione della differenza di pressione esistente fra il Pacifico orientale Sud americano e quello occidentale indonesiano ed australiano.

Tale oscillazione, scoperta nel 1923 dal climatologo inglese Sir Walker ed ignorata per molti anni, è denominata Southern Oscillation.

In definitiva, data la connessione fra quest’ultima ed El Niño, si parla comunemente, in ambito internazionale, di ENSO (El Niño Southern Oscillation).

L’ENSO innesca nella circolazione oceanica delle basse latitudini del Pacifico una serie di meccanismi dinamici e termodinamici che conducono, fra l’altro, ad un sensibile riscaldamento della superficie del mare su una regione oceanica equatoriale di vastissime dimensioni. Parte del calore oceanico viene ceduto all’atmosfera sovrastante e, data l’enorme quantità di energia in gioco, col passare del tempo si innesca una temporanea variazione naturale del clima in grado di produrre situazioni meteorologiche anomale, spesso avverse, anche a distanze enormi dalla zona dell’ENSO, probabilmente perfino nel Mediterraneo.

Latitudine degli scarti dalla norma della temperatura dell’aria al livello di 500 hPa
L’ENSO è uno dei fenomeni più attentamente ed intensamente studiati in tutto il mondo dagli esperti di Meteorologia, climatologia, oceanografia ed anche di discipline economiche, visti i danni che provoca in diverse regioni del globo ed in particolare nel versante pacifico del Sud-America. L’Enso è un evento che si presenta con periodicità assai irregolare, mediamente ogni 4-5 anni, ed ha una durata di circa 12-18 mesi. Di recente, tuttavia, l’attenzione degli esperti nel campo ha cominciato a rivolgersi anche ad una situazione più rara ma ugualmente interessante, e cioè ad un processo di forte raffreddamento della superficie dell’Oceano Pacifico equatoriale dovuto, probabilmente, ad un rinforzo degli alisei da Sud-Est. Poiché il fenomeno ha caratteristiche del tutto opposte a quelle di El Niño è stato, ironicamente e quasi scherzosamente, denominato La Niña (La Bambina). Anche la Niña ha ripercussioni quasi planetarie e potrebbe essere la causa scatenante di intense siccità nel Mediterraneo, fra le quali quella ben nota dei periodi invernali 1988/1989 e 1989/1990. Per comprendere una simile conclusione occorre prima ricordare le proprietà ed i meccanismi di evoluzione del sistema che condiziona in maniera molto importante il clima ed il tempo del Mediterraneo, e cioè, l’Anticiclone delle Azzorre. Questo anticiclone è un sistema dinamico (determina cioè, alte pressioni sia in quota che al suolo) appartenente al gruppo dei cosiddetti anticicloni subtropicali e come tale è uno dei grandi “centri di azione” della circolazione generale dell’atmosfera. In altri termini il suo comportamento è in grado di condizionare l’evoluzione a grande scala spazio temporale dei moti atmosferici. Normalmente l’Anticiclone delle Azzorre durante l’inverno si colloca nella sua sede oceanica (intorno, appunto, alle isole Azzorre) mantenendosi a latitudini abbastanza basse.

Questo stato di cose permette a gran parte delle perturbazioni atlantiche di penetrare nel Mediterraneo e ad altre di formarsi all’interno del bacino stesso.Durante l’estate, invece, l’anticiclone sale di latitudine, si espande e ricopre come un ombrello protettivo il Mediterraneo, nel quale prevale pertanto, come a tutti noto, tempo secco, caldo e soleggiato. L’espansione estiva è conseguenza della diminuzione della differenza di temperatura atmosferica (gradiente termico) esistente fra le zone tropicali (calde) e quelle delle alte latitudini (fredde). Il gradiente termico Sud-Nord è molto più marcato in inverno piuttosto che in estate; per questo durante i mesi freddi l’anticiclone delle Azzorre si colloca a latitudini relativamente basse nella sua sede oceanica, mentre d’estate rimonta verso Nord e si espande fino sopra il Mediterraneo. Il legame fra l’intensità del gradiente termico Sud-Nord e il comportamento degli anticicloni subtropicali è largamente provato dalle osservazioni (FLOHN, 1974) e previsto dai modelli dinamico-numerici per le previsioni del tempo, sino dai più primitivi studiati negli anni 60. In sostanza si ha: Anticiclone delle Azzorre lontano dal Mediterraneo se il gradiente suddetto è forte, anticiclone nel Mediterraneo se il gradiente è debole. Detto questo, è stato osservato che La Niña verificatasi fra la seconda metà del 1988 e l’inizio del 1990 ha determinato oltre che un forte raffreddamento della superficie oceanica anche un conseguente ed ovvio raffreddamento dell’aria a contatto di detta superficie. I movimenti dell’atmosfera hanno poi propagato il raffreddamento a tutte le basse latitudini. È evidente che una diminuzione della temperatura delle basse latitudini, fino a valori largamente al di sotto di quelli normali, determina una diminuzione del gradiente termico Sud-Nord. Non solo, ma la massa d’aria raffreddata delle basse latitudini si è disposta, a grande scala, in maniera leggermente inclinata da Sud-Ovest verso Nord-Est; questo fatto ha favorito il trasporto verso latitudini superiori di aria mite di origine oceanica e quindi un riscaldamento dell’atmosfera delle alte latitudini particolarmente evidente, fra l’altro, nel settore europeo.Dunque, raffreddamento al Sud e riscaldamento al Nord costituiscono un duplice motivo di diminuzione del gradiente termico Sud-Nord. Del resto la diminuzione del suddetto gradiente sulla regione delle longitudini europee è evidente anche al livello di 850 hPa (circa 1500 metri di altezza). Il fenomeno è inoltre notevolmente più marcato nei periodi invernali 1988/89 e 1989/90. Questi periodi, come ben noto, furono dominati da configurazioni anticicloniche, con valori barici altissimi, estremamente superiori ai valori normali, disposte con l’asse principale lungo i paralleli nella tipica posizione in cui d’estate, si colloca l’anticiclone delle Azzorre.




Di qui la grande siccità che colpì l’Italia, e più in generale, l’intero bacino centrale ed occidentale del Mediterraneo. Il fenomeno, dunque, potrebbe essere stato collegato alla riduzione del gradiente termico Sud-Nord prodotto dalla Niña.Per cercare una qualche conferma della teleconnessione (connessione a distanza fra due eventi meteoclimatici) si è dato uno sguardo al passato. La Niña è un fenomeno assai più raro, meno studiato e non ben definito come El Niño. Pertanto una sua classificazione comporta elementi di incertezza e di dubbio. Comunque, basandosi sugli studi di DIAZ e MARKGRAF, 1991 nonché di COVEY ed HANSTENRATH, 1978, e limitandosi ai casi più marcati e più evidenti, nel periodo compreso fra il 1865 ed il 1990 sono stati reperiti 14 casi di La Niña. In corrispondenza ad essi si è calcolato un indice di precipitazione invernale (periodo Ottobre-Marzo) lo Standardized Anomaly Index (SAI), il quale permette di rappresentare con un solo dato l’intero bacino centro-occidentale del Mediterraneo. Il calcolo dell’indice è stato effettuato sulla base dei dati pluviometrici di 68 stazioni appartenenti ad Italia, Francia meridionale, Spagna, Portogallo, Algeria, Tunisia e Malta, dati raccolti nell’ambito del progetto europeo di ricerca sulla desertificazione denominato MEDALUS (Mediterranean Desertification and Land Use). In 13 occasioni su 14 la Niña è stata accompagnata da siccità o siccità intensa invernale nel Mediterraneo centro occidentale. La conclusione è che sembra probabile, o quanto meno possibile, una teleconnessione fra la Niña ed alcuni casi di siccità mediterranea, a conferma del fatto che nell’atmosfera “tutto è collegato a tutto”.

La siccità che sta caratterizzando questo inverno italiano "è decisamente anomala e va purtroppo nella direzione proiettata dai nostri modelli", che indicano come "l'Italia stia andando verso un clima africano", con "sempre maggiore frequenza dell'anticiclone africano a scapito di quello delle Azzorre" e concrete possibilità di "desertificazione". Insomma, temperature miti e siccità invernali "sono gli effetti di cambiamenti climatici già in atto e che dobbiamo fronteggiare", come d'altronde è stato anche 'certificato' dalla Cop 21, la conferenza mondiale sul clima di Parigi del dicembre scorso. E' quanto ha spiegato Gianmaria Sannino, responsabile di Modellistica climatica e impatti dell'Enea.

Secondo Sannino, tali anomalie registrate in Italia "sono sicuramente collegate a El Nino, uno dei pochi eventi periodici lontani che possono avere influenze in Europa e che sta facendo registrare, sulle coste cilene, livelli di trasferimento di calore dall'oceano all'atmosfera come non se ne vedevano da tempo". Il fatto poi che "gli ultimi 10 anni siano stati quelli più caldi dal 1880 ad oggi e che il 2015 sia stato in assoluto l'anno più caldo, tra l'altro togliendo il primato al 2014", concorre a indicare come si tratti "ormai di una situazione sistematica".

"La desertificazione dell'Italia è una di quelle cose che potrebbe capitare ed è linea con quelle proiezioni prese per buone alla Cop21", ha aggiunto Sannino, per il quale "bisogna correre ai ripari molto rapidamente per contenere l'aumento della temperatura sotto i 2 gradi". E questo vale soprattutto per il Mediterraneo, "un hot spot climatico, uno dei posti più soggetti ai cambiamenti perchè al centro di tante configurazioni climatiche differenti" e con "configurazioni geografiche particolarmente delicate".

Sul fronte delle previsioni stagionali, l'attuale siccità "non depone bene per i mesi successivi - ha premesso il ricercatore dell'Enea -: le previsioni sono ancora sperimentali ma è probabile che la prossima primavera sia secca e calda e che si avrà un'estate con temperature nella media".

Il gravissimo deficit di piogge ha costretto numerosi comuni, nel mese di gennaio 2016, a emettere provvedimenti che limitano i consumi idrici. Si tratta, naturalmente, di provvedimenti che generalmente vedono la luce nel periodo estivo, non in quello invernale.
Si chiede, insomma, di limitare il consumo di acqua per le più comuni attività quotidiane. In Sardegna, per esempio, dal 22 gennaio, in ben 15 comuni nella zona tra Nuoro e Sassari è stata imposta una contrazione di ben il 40% nella fornitura idrica dalle 18.00 di sera alle 6.00 del mattino successivo. Situazione drammatica non soltanto nell’isola, ma anche in quasi tutto il Nord Italia. Le amministrazioni locali corrono ai ripari ripristinando condotte e invasi in disuso da 15 anni. In Piemonte ci sono state le raccomandazioni contro gli sprechi nelle province di Vercelli, Biella e Cuneo. La provincia di Belluno, in Veneto si sono sofferte le maggiori difficoltà: in alcune località hanno fatto ricorso al rifornimento dei bacini con le autobotti. Alla fine dello scorso anno, a tal proposito, Cortina ha simbolicamente chiuso tutte le fontane pubbliche. In Lombardia la Regione ha diffuso l’allarmante notizia che la quantità di acqua presente nei laghi è inferiore di oltre il 50% rispetto ai livelli medi stagionali. Il Po, a Cremona, scorre 7,10 metri al di sotto dello zero idrometrico.

La pochissima neve caduta sull’arco alpino si tradurrà in minor quantità di acqua disponibile durante il periodo estivo in tutta la Pianura Padana. Coldiretti parla di una prospettiva drammatica. Basti pensare, per esempio, che in Toscana, ad Agnano Pisano, ci sono già le pere mature sugli alberi; piante di susine in fiore nella Versilia. Eventi che, mediamente, accadono a fine marzo, non in pieno gennaio. A Massa, addirittura, stanno maturando i pomodori. Risultato, questo, della siccità unita alle temperature eccezionalmente elevate.



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venerdì 29 gennaio 2016

SEDUTE SPIRITICHE

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La pratica di una seduta spiritica non è un'attività cui dedicarsi solo per curiosità o addirittura per gioco.
Secondo le teorie degli spiritisti, il medium, oltre a essere dotato di poteri medianici, deve essere un individuo carismatico, godere della stima dei partecipanti, avere una lunga esperienza di sedute spiritiche e infine manifestare coraggio e prontezza nel caso si verificassero situazioni spiacevoli (crisi di panico tra i partecipanti, materializzazioni ecc.). Fenomeni tipici che si possono verificare durante le sedute spiritiche sono: registrazione di voci, divinazione di eventi futuri, visioni, scrittura automatica (fenomeno per il quale un soggetto sente la propria mano spinta a scrivere, come se fosse guidata da un'altra personalità), comparsa di ectoplasmi, cioè forme corporee fluidiche nelle quali si materializzerebbero gli spiriti. Alle sedute spiritiche di solito è presente anche qualcuno che non partecipa ma assiste e prende nota di tutto quello che succede e delle reazioni dei partecipanti. Prima di cominciare la seduta vera e propria si purifica l'ambiente con l'accensione di incenso e di una candela bianca. I partecipanti si siedono attorno a un tavolo, che solitamente è di legno a tre gambe, senza chiodi né nodi, sopra al quale viene posta la “panchette”, un foglio che reca scritte le lettere dell'alfabeto, i numeri e le risposte: si e no. Su questo foglio avverrà la comunicazione con i defunti evocati. Tutti i presenti appoggiano il loro dito indice su uno strumento dalla forma triangolare, spesso costituito di legno leggero. A questo punto il medium inizia a chiamare l'entità, che, una volta arrivata, risponderà alle domande dei presenti facendo muovere il legnetto che, con la punta, indicherà delle lettere che formeranno i messaggi e i responsi.

Non vi sono giorni o ore in cui gli spiriti siano più inclini a comunicare con i mortali. Secondo gli spiritisti gli spiriti si abituano al locale, ai giorni e agli orari in cui abitualmente li si invoca.

In linea di massima le comunicazioni con gli spiriti di livello più elevato si ottengono sempre nelle sedute con pochi partecipanti e quasi mai in quelle numerose perché è più facile creare un clima di attenzione e raccoglimento.

I partecipanti alla seduta, riuniti attorno al tavolo, si pongono in silenzio e concentrazione, tentando di stabilire uno stato di tensione mentale ed emotiva che permetta al medium di utilizzare l'energia del gruppo per poter richiamare a sé le forze necessarie ad un "contatto" con l'aldilà. I presenti formano una catena, tenendosi per mano o con altre modalità, e, dopo qualche tempo, il tavolino, secondo gli spiritisti, dovrebbe fremere, scricchiolare o addirittura alzarsi leggermente da una parte. Quel momento rappresenta l'inizio della comunicazione con l'entità: il dialogo si svolge attraverso i classici colpi che andranno richiesti allo spirito come risposta alle domande formulate dai partecipanti secondo un codice predeterminato. Con la tecnica della trance invece il medium, una volta aggiunto il grado desiderato di concentrazione, ritiene di "dare voce" a defunti o altre entità spirituali che lanciano messaggi di vario genere parlando per conto dell'entità evocata.



Un tipico sistema di interrogazione è quello della tavola ouija. Questo strumento consiste in una piccola tavola con le lettere dell'alfabeto e con i primi dieci numeri (da 0 a 9 o da 1 a 0). Sulla tavola o quadrante si colloca un piccolo pezzo di legno triangolare, che poggia su tre sfere di cristallo in modo che possa scorrere facilmente. Il medium e i partecipanti pongono il dito indice sul triangolo mobile e questo indica in successione le lettere e le cifre scritte formando parole, date, cifre e frasi di senso compiuto. Secondo alcuni in realtà il fenomeno è dovuto ai movimenti ideomotori dei presenti che non sono in grado di mantenere il dito perfettamente fermo, le frasi composte sono il frutto delle aspettative inconsce di chi la muove: è sufficiente capovolgere le lettere e mischiarle perché la planchette inizi a comporre frasi completamente prive di senso.

Al termine delle comunicazioni occorre ringraziare lo spirito intervenuto e lasciarlo libero di andarsene. Questo particolare è molto importante perché, secondo gli spiritisti, se non accomiatata, l'entità può restare per un certo tempo prigioniera nel luogo in cui è giunta e provocare strani fenomeni, come oggetti che si muovono da soli o rumori misteriosi e arcani.

Le sedute spiritiche non hanno nessun tipo di riconoscimento scientifico, e così anche i presunti fenomeni spesso a loro legati, come:
levitazione di oggetti
apporto e asporto di oggetti (dentro e fuori da un locale opportunamente chiuso)
rumori e voci non ben identificabili, dal terreno;
improvvise folate di vento freddo.
Fra i fenomeni che interessano i maggiori medium abbiamo: luci metafisiche (comparsa di un punto di luce bianca che si muove nel vuoto a velocità istantanea, cambia colore e lunghezza da quella di un punto a raggio esteso), sedute a voce diretta in genera percepita dal terreno in pieno giorno, medium in trance che emette ectoplasmi, o il "rapimento del medium" che vive un'esperienza extracorporea (il corpo rimane immobile e il medium si vede da un'altra parte, oppure in casi più rari c'è l'asporto del medium in cui l'intero corpo sparisce e si trova in un luogo diverso).

Fra le credenze legate a queste pratiche:
i presenti devono restare uniti tenendosi per mano intorno al tavolo qualsiasi cosa accada;
se anche uno solo dei presenti (pure se un terzo prende il suo posto) abbandona il tavolo e interrompe la catena, lo spirito resta intrappolato e non può fare ritorno al luogo di provenienza. Nei giorni successivi alla seduta, si verificano casi di poltergeist in cui l'entità tenta di ottenere una seconda seduta spiritica per rimettere le cose a posto, ovvero vendicarsi;
la disposizione a cerchio e tenersi per mano proteggono i presenti, in primis il medium, così come l'uso di simboli e tatuaggi;
la sua energia e medianità fluiscono per mano a tutti presenti. Se i medium sono più di uno, le medianità si sommano. La medianità si trasmette per contatto fisico, e dopo alcune sedute anche i presenti potrebbero avere manifestazioni paranormali;
è interessato dal fenomeno anche chi è presente, non restando al tavolo.
a seconda delle convinzioni personali, le entità possono essere persone defunte, oppure angeli, demoni, larve astrali, ecc. e parlano da una dimensione esterna alla nostra. Nella pratica esoterica non vi sono garanzie che le entità invocate siano effettivamente i propri cari, nemmeno se forniscono informazioni personali che soltanto loro potevano conoscere in vita, ovvero se predicono eventi futuri, manifestando un'attenzione e amore particolari verso i presenti.
Il medium chiama uno spirito-guida che svolge il ruolo di intermediario dal lato del mondo spirituale, governando la seduta per tenere lontane entità negative che tentano di manifestarsi. Se il medium chiede un'evocazione, l'entità si manifesta all'esterno, restando separato dalla coscienza dei presenti; se la invoca, entra nel corpo del medium, che può restare inabitato e cosciente, ovvero entrare in trance completamente posseduto dallo spirito, col risultato di parlare lingue sconosciute, con ricordi e un tono di voce che non sono i suoi.

Le entità vivono in una dimensione trascendente senza spazio, da cui segue che:
se possono manifestarsi, possono farlo ovunque nella Terra siano chiamati e al limite in sedute spiritiche in più luoghi differenti contemporaneamente;
a tutti è noto e sempre visibile il passato e futuro di ognuno di noi.
Ad opinione di alcuni domina su tutto la presenza di una divinità con la sua legge che vieta alle entità di interferire col libero arbitrio dell'uomo, fornendo informazioni che pure hanno e potrebbero essere utili tanto al progresso materiale o spirituale del singolo (per arricchirsi, evitare dolori o la morte), che della collettività dando la soluzione a problemi irrisolti della scienza.

Per alcuni è una sola dimensione trascendente dove non esiste neanche il tempo, per altri esiste un piano eterico intermedio tra quello fisico e quello puramente spirituale.

Secondo un'opinione corrente, si ritiene che l'orario ottimale per le sedute spiritiche sia compreso tra mezzanotte e le tre del mattino perché sono le ore della notte con la maggiore assenza di luce, il maggior numero di persone si trova a dormire e gli spiriti non rischiano di essere visti, per un noto simbolismo (le 3 di notte è la cosiddetta "ora del diavolo" alla quale si sveglierebbero dal sonno le persone che vivono un inizio progressivo di possessione, in antitesi alle 3 del pomeriggio ora in cui morì Gesù sulla croce).

La comunità scientifica ritiene che tutti questi fenomeni abbiano spiegazioni naturali, come l'"autosuggestione" collettiva, o la pura e semplice frode, che è stata talvolta dimostrata anche da parte di medium famosi.

Storicamente, lo spiritismo apparve in Francia nella seconda metà del 1800, ma ai nostri giorni ha decine di milioni di seguaci in molti paesi dell’Europa e del mondo, oltre alla Francia: Spagna, Stati Uniti, Giappone, Germania, Inghilterra, Argentina, Portogallo e soprattutto Brasile.

In Italia, secondo alcuni dati riferiti da Codacons, sarebbero almeno 13 milioni i cittadini che ogni anno si rivolgono al mondo dell’occulto, ma in questa statistica rientrano anche coloro che chiedono consiglio a cartomanti, maghi e fattucchieri.

Assistere a una seduta spiritica può avere effetti pericolosi se si è psicologicamente deboli. Di fatto, se si è facilmente suggestionabili, si sarà portati a credere a qualsiasi cosa!
In genere alle sedute presenzia anche una persona che non partecipa attivamente alla seduta ma che assiste, osserva e annota gli avvenimenti.

Le comunicazioni spiritiche avverrebbero solo grazie all’intervento di un “medium“, un tramite dotato di particolari sensibilità. A questa persona si riconoscono specifiche doti che permettono proprio la comunicazione fra spiriti e viventi, durante la cosiddetta seduta spiritica.

Lo spiritismo insegna che possiamo comunicare con gli spiriti dipartiti e con altre entità spirituali. Altri insegnano che possiamo cercare uno spirito guida a cui affidare la nostra vita. Coloro che credono si affrettano a dire che Dio nella Bibbia proibisce espressamente di consultare gli spiriti, con e senza l’aiuto degli spiritisti, perchè vi è del male e del pericolo in questa pratica (Levitico 19:31; 20:6,7; Isaia 8:19).

La Rete è piena di testimonianze, e in molti dicono di aver praticato una sessione, anche per gioco, sulla tavola ouija (la tipica tavola su cui sono impresse le lettere dell’alfabeto e i numeri). In genere c’è chi riporta che durante una sessione si possono sentire voci, si possono avere visioni, anche di ectoplasmi (forme in cui si materializzerebbero gli spiriti), si possono sperimentare casi di intuizione di eventi futuri e di scrittura automatica.

Quello che sembra certo, alla fine di ogni racconto, è che l’essere umano ha capacità nascoste e poteri potenziali che nemmeno lui conosce. Se poi anche gli spiriti esistono davvero, questa è un’altra storia. Per essere sicuri di non sbagliare, riteniamo che sia meglio non rischiare di importunarli, quindi vi sconsigliamo di impiegare il vostro tempo in una seduta spiritica. In tal modo eviterete anche il rischio di destare i vostri demoni interiori.



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domenica 12 luglio 2015

LA CASA STREGATA



Fantasmi, apparizioni, suoni di pianoforte, luci, fontane di sangue… C’è di tutto e di più nell’immaginario collettivo legato a Villa De Vecchi, a Bindo, frazione di Cortenova. Un paese più famoso per la frana che lo sconvolse nel 2002 che per questa villa di metà 800. Eppure l’antica magione ha tutti i crismi per sembrare davvero stregata: bellissima, abbandonata dagli anni ‘50 dello scorso secolo, cadente, piena di storia, vecchia di quasi due secoli… E rovinata da ogni genere di vandalismo. Riti satanici compresi, a detta di qualche “bene informato”.

Un pianoforte, certe notti dalla villa si sente suonare un pianoforte, un suono sinistro, un sinistro ritornello. La villa fu costruita dal conte Felice De Vecchi tra il 1854 e il 1857 come residenza estiva.
La villa, influenzata nell’architettura della passione per l’oriente del conte, venne realizzata all’interno di un parco di 130 mila metri quadrati. Al terzo piano il conte voleva costruire un osservatorio astronomico ma non fece in tempo. La leggenda, i racconti di paese dicono che la casa rossa fu abbandonata dopo che il conte trovò la moglie orrendamente assassinata e la figlia scomparsa. I documenti però smentiscono.  La casa fu ereditata dal fratello, che la lasciò andare in declino. Poi nel novecento il succedersi dei misteri nella villa:  il crollo del secondo piano, negli anni Venti Aleister Crowley, fondatore del moderno occultismo e fonte di ispirazione per il satanismo, vi soggiornò. Il primo dicembre del duemila una frana risparmiò la casa rossa, le rocce, raccontano gli abitanti, si fermarono a pochi metri. 

C’è chi è entrato, a suo rischio e pericolo, e mentre scattava alcune fotografie giura di aver visto nell’obiettivo figure inquietanti. Chiunque transiti per la strada provinciale della Valsassina, nelle vicinanze della galleria costruita per attraversare la montagna franata nel 2002 sul paese montano, può osservarla in mezzo a un grande parco, ma solo trattenendo un brivido lungo la schiena. Se di giorno la grande casa diroccata non fa alcun effetto, di notte solo i più coraggiosi entrano nel parco e i più incoscienti fanno un giro all’interno delle mura che non cadono per miracolo.

Costruita nel 1858 dall’architetto Alessandro Sidoli per conto di Felice de Vecchi, conte a capo della Guardia nazionale che prese parte alle Cinque giornate di Milano, da decenni è in stato di abbandono, tanto che sono fiorite leggende su fantasmi e presenze inquietanti che sono uscite dalla Valsassina e persino dai territori nazionali. E così le foto della villa sono state pubblicate dal seguitissimo sito internet statunitense Buzzfeed, un colosso digitale da 40 milioni di click al mese, accanto ad altre sei case stregate selezionate in tutto il mondo. «Situata sui monti ad est del lago di Como, in Italia, la barocca “Villa de Vecchi” è conosciuta localmente come la Villa dei Fantasmi – si legge su Buzzfeed – L’edificio è abbandonato da anni ed è stato presumibilmente la scena di un omicidio o suicidio». Di storie per gli amanti del brivido ne circolano molte sulla casa, circondata da anni da un alone di mistero.

Il 1° dicembre 2002 una frana la risparmiò: i massi scivolati a valle dalla montagna retrostante si fermarono a pochi metri distanza. Ma il giorno dopo a Cortenova molti ebbero la sensazione che sarebbe stato meglio vederla rasa al suolo in un colpo solo. 

Un’altra leggenda riporta che un brutto giorno il custode trovò la moglie assassinata e si suicidò per il dolore: tutto falso anche in questo caso. Ma le leggende sui fantasmi si fecero sempre più insistenti.

Negli anni Venti Aleister Crowley, fondatore del moderno occultismo e fonte di ispirazione per il satanismo (avrebbe ispirato la musica dei Led Zeppelin) vi soggiornò per alcune notti, e le leggende raccontano che in seguito i suoi seguaci utilizzarono la casa del custode per riti orgiastici, durante i quali sarebbero anche stati commessi dei delitti. Come se non bastasse, a un certo punto crollò il secondo piano, a causa di una copiosa perdita d’acqua dalle tubature dell’impianto di riscaldamento «avveniristico» che il conte aveva voluto far installare.

Qualcuno riporta di aver udito come un suono di passi strascicati all'interno della dimora, qualcuno giura di aver visto una figura di donna oltre le finestre che danno sul retro, qualcun'altro afferma di aver udito persino il suono misterioso di una melodia suonata al pianoforte. Ma non è sempre stato così. In quella che un tempo era una villa maestosa, dallo splendido giardino, il conte de Vecchi dava delle grandi feste invitando a sontuose cene i personaggi più illustri del momento. 
Villa de Vecchi, prima di trasformarsi in una lugubre e cadente dimora, ha vissuto vicende più che normali legate alla quotidianietà di una agiata famiglia aristocratica. 
Più volte è stata messa all'asta dall'attuale proprietario ma nessuno si è mai assunto l'onere di farla rivivere a nuovi splendori, vuoi perché i costi di ristrutturazione risultano piuttosto elevati, vuoi perché tutte le storie oscure che ormai le gravano addosso come un pesante sudario l'hanno relegata al ruolo di casa dei fantasmi o di casa maledetta.
L'interesse verso questo luogo, oggi abbandonato al silenzio e dileggiato dai curiosi, si basa però sul fatto che anche qui si può rilevare una grande attività magnetica ed elettromagnetica. È sempre questa che attira l'attenzione perché la si può considerare come la causa primaria di tutti gli svariati fenomeni che ancora sfuggono alla nostra comprensione e che etichettiamo in modo affascinante e misterioso sotto il nome di fenomeni paranormali. 
Se una casa viene costruita su di un luogo "particolare" essa ne risente, nel bene o nel male, in quanto i muri sono di per se capaci sia di "assorbire" che di "rimandare" energia. Questo può aver disturbato il normale scorrere di una vita familiare.
Un luogo del genere contribuisce anche alla percezione di fenomeni come quelli legati alla presenza di fantasmi. 
Considerato poi anche il fatto che nel giardino, un tempo, vi era una grande fontana. E' risaputo che l'acqua conduce, essa è elettricità pura e da sempre viene vista come un "varco" che porta a noi tutto ciò che noi, ancora, non siamo in grado di comprendere.




LEGGI ANCHE : http://asiamicky.blogspot.it/2015/07/cortenova.html



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