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mercoledì 8 luglio 2015

L' ALLUME



In natura esiste come minerale, la kalinite. Artificialmente si ottiene per cristallizzazione da una soluzione di solfato di allume e di potassio o dalla alunite per arrostimento e successiva lisciviazione con acido solforico. Si presenta in cristalli bianchi solubili in acqua, insolubili in alcol, dotati di azione emetica e astringente; è usato come mordente in tintoria, come chiarificante dell’acqua, nell’industria della carta, nella concia delle pelli, come impermeabilizzante per tessuti, come ignifugo ecc.  Gli allumi cristallizzano nel sistema monometrico in cubi, ottaedri o rombododecaedri. Quando l’elemento trivalente presente è l’alluminio, la denominazione del composto è quella di a. seguita dal nome dell’elemento monovalente: allume di potassio ecc.; se invece è presente ferro, cromo ecc., si usa ancora il nome di allume seguito però dal nome di entrambi gli elementi (tri- e monovalente) presenti: allume di ferro e ammonio.

Allume di rocca, allume crudo e allume di potassa sono tre termini elementari, dall'eguale significato, che semplificano una più complessa espressione scientifica "solfato doppio di alluminio e potassio dodecaidrato" (formula chimica: KAl(SO4)2): Allume di Roccastiamo parlando di un sale, composto con alluminio e potassio, dell'acido solforico. Il termine allume di rocca deriva dal luogo in cui gli antichi greci estraevano il minerale (Rochka).
Da pochi anni a questa parte, l'allume di rocca ha preso piede nelle erboristerie e nelle profumerie come eccellente rimedio naturale al sudore, nonostante il suo potere deodorante fosse noto sin dall'antichità.
In questa breve disquisizione analizzeremo la composizione dell'allume di rocca, i suoi impieghi cosmetici e le sue proprietà benefiche.

L'allume di rocca è comunemente estratto dalla pietra di allume (o allumite); tuttavia, la materia prima può essere anche la bauxite, l'argilla o la creolite.
Chimicamente parlando, l'allume di rocca è - ricordiamolo ancora una volta - solfato di potassio e di alluminio con 12 molecole di acqua di cristallizzazione: solubile in acqua ed insolubile in alcool, l'allume di rocca presenta un elevato potere astringente, un sapore dolciastro o lievemente acido, e cristallizza in ottaedri regolari, monometrici ed incolori.
Il sale di rocca fonde a 92°C nella propria acqua di cristallizzazione. Portando la temperatura tra 93 e 200°C, l'allume di rocca viene precisamente chiamato allume calcinato o usto, un sale privato delle 12 molecole iniziali di acqua di cristallizzazione: per ottenere questo risultato, la temperatura elevata, facendo evaporare l'acqua, favorisce il rigonfiamento del minerale, che si trasforma in una massa porosa e spugnosa.

Il suo potere astringente e deodorante è sfruttato astutamente dall'industria profumiera, cosmetica, chimica e naturale, per la preparazione di prodotti anallergici, emostatici e deodoranti; le proprietà eccezionali dell'allume di rocca sono state persino sfruttate per rendere ignifughi alcuni tessuti, per sbiancare la pelle (nell'antico XVI secolo) e, attualmente, per purificare le acque.

Nel settore cosmetico-profumiero e naturale, l'allume di rocca viene utilizzato come eccellente sostituto al classico deodorante ascellare: applicato più volte su pelle accuratamente detersa, ancora umida, l'allume di rocca esercita ottime proprietà deodoranti ed antibatteriche. Per il medesimo scopo, l'applicazione dell'allume di rocca è consigliata anche per ridurre il sudore ai piedi, riducendo - entro certi limiti - il cattivo odore.
Il potere deodorante dell'allume di rocca viene utilizzato anche per assorbire i cattivi odori del frigorifero: reperibile sottoforma di polvere finissima (proprio come il comune sale da cucina), si consiglia di riporre in frigorifero una tazzina o un bicchierino da caffè riempito con la polvere di allume.

In caso di sudorazione abbondante, l'allume di rocca riduce l'odore esalato dal corpo esercitando un effetto antitraspirante: l'azione astringente che il minerale espleta (eccellentemente) sulla pelle determina il blocco (temporaneo) delle ghiandole sudoripare. L'elevato potere osmotico, inoltre, induce la morte delle cellule batteriche.

L'industria profumiera sfrutta anche le proprietà lenitive dell'allume di rocca: non a caso, alcune cerette depilatorie utilizzate nell'estetica vengono formulate proprio con le polveri dell'allume di rocca. Anche alcune creme lenitive sono prodotte con le polveri di questo sale.
I cristalli di questo importantissimo minerale sono utilizzati anche nella composizione di alcune polveri per estintori (foamite); per questo motivo, le proprietà ignifughe dell'allume di rocca sono sfruttate anche per la preparazione di materiali resistenti al fuoco.
Tra gli altri impieghi terapeutici, l'allume di rocca viene utilizzato per il suo potere astringente, come blando emostatico (reperibile in apposite penne), da applicare sulla pelle dopo la rasatura per prevenire le emorragie da eventuali taglietti. Le proprietà astringenti del minerale, associate a quelle disinfettati, vengono utilizzate anche come rimedio naturale alle afte, e come blando emostatico per arginare il sanguinamento provocato da un morso di un animale.
Per rimediare al sanguinamento nasale, è consigliato tamponare la zona con un panno imbevuto di una soluzione di allume: le proprietà astringenti del materiale, ancora una volta, sono utilizzate per bloccare il sanguinamento. Ancora, le straordinarie capacità astringenti dell'allume di rocca sono sfruttate per la preparazione di creme propagandate come "miracolose" per la cura delle emorroidi e per prevenire il sanguinamento delle gengive.
Anche in campo medico l'allume di rocca riveste il suo ruolo di prestigio: molti vaccini, infatti, sono formulati proprio con le polveri di questo minerale, come coadiuvante per incrementare la risposta dell'organismo agli immunogeni (sostanze estranee all'organismo, in grado di suscitare una risposta immunitaria specifica). L'allume di rocca trova, in questo caso, applicazione nei vaccini anti epatite A e anti epatite B.
Tra le proprietà più impensabili, spicca anche il potere spermicida del minerale: sembra, infatti, che una soluzione allo 0,5-1% di allume di rocca possa uccidere, in qualche modo, gli spermatozoi.

L'ingestione di particelle di allume di rocca può provocare diarrea, vomito, crampi addominali ed altri disturbi di natura gastrointestinale: in simili circostanze, si raccomanda di assumere liquidi emollienti (es. latte) associati ad un antiacido. Nel caso la quantità ingerita di allume di rocca fosse importante, si raccomanda di rivolgersi immediatamente al medico, che provvederà a somministrare un antidoto.



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venerdì 26 giugno 2015

LA ROCCA DI ORINO



La Rocca di Orino è un'antica fortezza, posta a nord-est dell'omonimo comune, a 540 metri di altitudine. Essa giace su di uno sperone roccioso che garantisce un'ottima visibilità su tutta la Valcuvia.

Di proprietà privata al presente, la Rocca si presenta come un quadrilatero, cinto da un muraglione e difeso da torri, circondato dai boschi. All'interno dell'ampio cortile, sono presenti una cisterna e, all'angolo nord-ovest, la Rocchetta; quest'ultima, completamente in rovina, presenta all'angolo sud-ovest una torre. La merlatura, sostanzialmente d'invenzione, sopra il muro di cinta dell'ingresso principale è frutto dei restauri compiuti all'inizio del secolo, così come buona parte della torre posta all'angolo nord-est e della torretta rompitratta del muraglione di cinta a nord.
La Rocca di Orino è un'antica fortezza posta a nord-est dell'omonimo comune, a quota 537 m.slm., su di uno sperone roccioso che domina gran parte della Valcuvia.
Si suppone che il primitivo nucleo fortificato risalga al III secolo a.C.; purtroppo attualmente di esso non rimane alcuna traccia visibile.
Le prime notizie documentarie sulla Rocca di Orino sono contenute negli atti della Chiesa Plebana di San Lorenzo in Cuvio e risalgono al marzo 1176; in una "Carta finis et dati" troviamo tra i sottoscrittori un "Soldanus de Aree Urini" dove "Aree" sta sicuramente per "arce" nel senso di fortezza.
In una "carta commutacionis" del 1222 troviamo ancora un "Parravixinus de Arona" figlio del fu "Dominus Maranus de Roche de Urino" e in un altro documento dell'anno successivo si nomina un "Emblavadus de Roche de Urino", canonico e confratello della chiesa di S. Lorenzo in Cuvio tra il 1223 e il 1236.
Attualmente l'esame della struttura muraria della Rocca di Orino indica una serie di lavori di ristrutturazione e rifacimento quasi sicuramente eseguiti in epoca Viscontea-Sforzesca.
Nel 1513, in seguito al progressivo disfacimento del ducato di Milano, entro il cui controllo la rocca e la Valcuvia erano comprese, le "nostre terre" vengono occupate dalle truppe svizzere.
La Rocca di Orino, coinvolta in queste vicende, subisce numerose e ripetute occupazioni ed è probabilmente in questo periodo e in seguito a queste vicende che la Rocca viene smantellata.
In un documento risalente al 1640 essa viene indicata come "Roca tutta dirocata" e nel "Catasto Teresiano" del secolo successivo viene denominata "Roca dirupata". Lavori di restauro vennero condotti all'inizio di questo secolo dall'allora proprietario Mario Sangalli.
Attualmente la Rocca di Orino è proprietà privata.

La Rocca di Orino è localmente denominata "Roca di Arian"; la leggenda vuole che gli Ariani, cacciati da Milano dal Vescovo Sant'Ambrogio, in seguito alla condanna della loro dottrina da parte della Chiesa, si fossero rifugiati in cima al colle che attualmente ospita l'abitato di Santa Maria del Monte.
Gli Ariani occuparono la Rocca di Orino e la presidiarono sino alla conquista del "Forte di Varese" avvenuta nel 389 d.C. da parte delle truppe milanesi. La tradizione locale vuole che gli Ariani furono messi in fuga, oltre che dal sopraggiungere dell'esercito ambrosiano, dall'apparizione della figura di San Lorenzo avvolta nelle fiamme. Gli abitanti, riconoscenti, chiamarono il luogo dell'apparizione San Lorenzo.
Attualmente in questa località sorge la piccola chiesa di San Lorenzo con annesso il cimitero del Comune di Orino.
Sicuramente però la leggenda più nota è quella legata alla figura di Ada, la sposa di Marchione, capitano mercenario delle truppe svizzere che nel 1513 occuparono la Valcuvia.
Narra la leggenda che Marchione, stanziato con la sua guarnigione presso la Rocca di Orino, per gelosia, precipitò in un trabocchetto mortale la giovane Ada e fece imprigionare nelle segrete del castello il fratello di Ada, Francesco, suo luogotenente. Successivamente lo stesso Marchione cadde vittima di una ribellione dei suoi stessi mercenari, che, minacciati dall'arrivo dell'esercito spagnolo, volevano fare ritorno alle proprie terre.
Francesco, dopo la ritirata degli svizzeri, venne abbandonato nelle segrete della rocca, condannato a morire di fame.
Si dice che il suo spirito inquieto stia vagabondando da allora, latore di presagi maligni, nei boschi della rocca e; nei racconti della gente.

Tempo dopo, duranti alcuni scavi nel castello furono ritrovati gli scheletri di Ada e Francesco. E da allora nel corso di tre secoli abbondano una serie di testimonianze di più persone secondo le quali la rocca di Orino e il territorio circostante sarebbero infestati dai fantasmi di Francesco e Ada. Francesco a quanto pare si farebbe sentire con gemiti,pianti e rumori di catene nei pressi del portone d'entrata della rocca, lungo le cui mura si intravederebbe anche una luminescenza di forma umana che sarebbe appunto lo spettro di Francesco. Mentre nei pressi di un castagno prima comparirebbe lo spettro di Ada, incappucciato e con una lunga tunica e mantello con un viso simile a quello di uno scheletro. Avrebbe al posto degli occhi orbite vuote e la bocca aperta, come se urlasse pur non uscendo fuori alcun suono.




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