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domenica 20 dicembre 2015

OGGI COSA INFILIAMO?

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Due amanti arrivano al pronto soccorso imbarazzati (in alcune varianti sono trasportati dall'ambulanza ed entrano in ospedale coperti da un lenzuolo per la vergogna) perchè l'uomo è rimasto letteralmente incastrato alla donna durante un atto sessuale. Fisicamente è impossibile, anatomicamente l'organo sessuale femminile, è particolarmente elastico (basti pensare al parto spontaneo, dove deve contenere un "oggetto", la testa del nascituro, con un diametro di circa 10 centimetri). Oltretutto l'organo maschile è dotato di un sistema a valvole (sì, proprio valvole, venose ma sempre con funzionamento idraulico, meccanico, alla fine) che ne provoca il ritorno alla normalità in situazioni non proprio eccitanti. La natura leggendaria dell'avventura a dir poco imbarazzante è comunque confermata dal fatto che segnalata in numerosi pronto soccorso in giro per il mondo che però non hanno mai confermato un avvenimento simile.

Dipende da cosa si racconta in giro, ma fondamentalmente, "in quel posto lì" medici (ginecologi) trovano di tutto. Esiste anche in questo caso uno studio che ha elencato gli oggetti ritrovati negli anni, all'interno degli organi genitali femminili. Dai pericolosi chiodi e pezzi di metallo a "normali" oggetti per autoerotismo, da tappi di deodoranti a frutta, pezzi di bambole, candele, penne ed alimenti vari. Lo studio comunque, metteva in evidenza che nella maggioranza dei casi (oltre l'80%) si trattava di donne con disturbi mentali o del comportamento. Qual'è stato l'oggetto più strano "rimosso da una donna"? Una torcia elettrica, accesa...il più voluminoso? Una mela, che ha costretto ad un vero e proprio intervento chirurgico.

Un'evenienza relativamente rara: le possibilità sono due o si è trattato di una gravidanza extrauterina (gravidanza che si impianta fuori l'utero, tipicamente sulla tuba uterina) andata avanti (al contrario di quello che succede normalmente, la gravidanza extrauterina o non progredisce riassorbendosi o va avanti richiedendo la sua rimozione perchè pericolosa e causa di gravi emorragie interne) o si è trattato di una rottura dell'utero (evenienza pericolosissima) che ha causato la fuoriuscita del feto, senza che la madre se ne accorgesse; in ogni caso si tratta di una donna fortunata perchè ambedue le possibilità sono pericolosissime per la vita della donna.
Comunque sia andata, il feto è rimasto in addome per anni, calcificandosi e restando silente senza causare particolari disturbi. Un caso riguarda una donna cinquantenne dello Zaire che si è operata per un problema addominale. I chirurghi restarono senza parole subito dopo l'inizio dell'intervento, riconoscere un feto calcificato non è difficile ma è pur sempre un evento eccezionale.




Aprite il frigorifero e date un'occhiata. Tra gli ortaggi è possibile stimolare il clitoride con il classico cetriolo ricoperto da un profilattico. Specie sotto la doccia. Oppure è possibile scegliere una zucchina: il bulbo da' una stimolazione extra davvero gradevole. La banana, usata per la penetrazione, stimola il punto G grazie alla sua caratteristica curvatura. E come dimenticare i wurstel? Basta lasciarli intiepidire appena in acqua calda.

Oppure è possibile rinfrescare i bollori con un bel ghiacciolo: ci sono di tante diverse dimensioni. Il fresco del ghiaccio è eccitante su tutto il corpo e stimola la fantasia erotica: leccarlo e succhiarlo pensando all'oggetto del proprio desiderio, passarlo sui capezzoli e poi inserirlo nella vagina in modo graduale e lento per provare estasi. E sempre in cucina aprite i cassetti: potete utilizzare un cucchiaio di legno: davvero adatto per stimolare il clitoride o per sculacciarsi sul sedere. Oppure usare una di quelle pipette per aspirare l'olio di cottura degli arrosti (...da provare anche sui capezzoli). E che dire degli scovolini per pulire le bottiglie? Mille dita che stimolano! Provate anche il manico superiore dei coperchi!

Andiamo ora in bagno. Strofinatevi sul bordo o sul fondo della vasca: la fredda porcellana accrescerà il desiderio. Provate lo spazzolino da denti: appoggiatelo delicatamente sulla vulva e lasciatevi stimolare, passatelo tra le labbra,strofinatelo  e sentite il piacere. Bagnate le setole con acqua calda per renderlo piu morbido. Avete uno spazzolino elettrico? Meglio ancora, ma se provate fastidio usatelo indossando delle mutandine.

E ancora potete sfruttare le bolle dell'idromassaggio e coccolarvi con la doccetta: irrinunciabile!
Non usate subito acqua calda - il clitoride potrebbe intorpidirsi - ma aumentate la temperatura gradualmente: questo è il segreto (ovviamente facendo attenzione a non esagerare con il calore!). Aprite ad esempio il rubinetto della vasca, spingetevi sotto e sentite lo scroscio che colpisce il clitoride.

E' possibile stimolare il clitoride con i vari aggeggi per fare massaggi e sfruttarli anche su tutto il corpo.
Le bottiglie di shampoo: spremete il flacone per far uscire tutta l'aria e "stampatelo" sul clitoride, quando l'aria entrerà piano piano nella bottiglia sentirete un'invidiabile suzione!
E in cucina avrete un tavolo! Guardate le gambe.... sdraiatevi mettendo a terra una
coperta, avvolgete le vostre gambe a quella del tavolo e strofinate. E che dire dei braccioli o della testata del divano? Da cavalcare!
Ora prendete un panno (una vecchia maglietta....) immergetelo in acqua calda e poi cospargetelo di vaselina, poi passatelo sul clitoride. Provate anche con un asciugamano arrotolato e magari pieno di cubetti di ghiaccio.

Ora divertitevi con i cuscini: fatene una pila e sedetevi in cima sfregando per bene. E se provate piacere strofinando le cosce mettete un cuscino tra le gambe e a contatto col la vagina. Poi nel momento di massimo godimento sollevate anche gambe e braccia. Divertitevi a sfregare un cuscino su cui avrete appoggiato un asciugamano. Oppure riempite un palloncino d'acqua calda, mettetelo sotto la federa e provate un piacevole orgasmo.

Accendete la lavatrice e sfruttate il suo movimento sopra magari inserendo il vostro dildo casalingo. Poi considerate l'uso di pennelli, spazzole e piumini per spolverare. Provate anche a stuzzicarvi con corde o collane stando attente a non creare abrasioni: Tutto deve essere fatto delicatamente e prestando attenzione ai segnali del proprio corpo. Osservate la playstation del vostro fidanzato: i controller vibrano! Acquistate poi nei negozi d'arte della creta e create il vostro fallo artigianale ricordando poi di infilarci un preservativo sopra quando sarà asciutto.


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giovedì 30 luglio 2015

VENERE E I SUOI MONTI



Afrodite (Venere per i Latini), una delle divinità greche più antiche, protegge l’amore in tutte le sue forme: è sposa di Efesto, ma numerose sono le sue avventure con altri dei e con mortali. A Roma, invece, Venere incarna il legame matrimoniale e – come madre di Enea e progenitrice della dinastia di Giulio Cesare – simboleggia, accanto a Marte, l’origine divina della Città eterna.

Afrodite, cantata dai poeti, è la dea che protegge l’amore in tutte le sue forme. Simbolo stesso della bellezza e della forza dell’eros (l’amore sessuale), è capace di infondere il desiderio in ogni creatura.

Afrodite, in realtà, non è una dea originariamente greca. Essa deriva, probabilmente, da un’antichissima dea orientale della fertilità. I Greci la accolsero nella loro mitologia e sul suo nome, Afrodite, costruirono il mito della sua nascita. Quando Crono, in combutta con la madre Gea, spodesta il padre Urano dal dominio del mondo, recide con la falce i suoi genitali e li getta nel mare. Dalla schiuma (in greco aphròs) del mare agitato nasce appunto Afrodite. Ma Afrodite ha anche altri nomi e soprannomi, come Citerea (perché ha dimora nell’isola greca di Citera) o Cipria (perché dopo la nascita giunse sull’isola di Cipro).

Insieme al dio Eros, Afrodite suscita il desiderio dell’innamoramento; la dea protegge inoltre il matrimonio e infatti le vergini si votano a lei prima delle nozze. Ma Afrodite non protegge solo l’amore legittimo: anche le prostitute si votano alla dea e spesso offrono nei suoi templi doni attinenti alla loro ‘professione’.

Anche il rapimento di Elena e la conseguente guerra di Troia hanno la loro origine in una vicenda che vede protagonista Afrodite insieme a Paride. Tre dee sono venute a contesa su chi di loro sia la più bella: Era (la romana Giunone), Atena (Minerva) e Afrodite. Paride, chiamato a decidere, sceglie Afrodite e la dea, per ricompensarlo, fa innamorare di lui Elena, la donna più bella del mondo.

Nel mito raccontato dai poeti, Afrodite è sposa di Efesto (Vulcano), e in tal modo simboleggia il rapporto tra la fatica oscura del lavoro e l’arte raffinata che essa produce. Numerose sono le sue infedeltà: dall’unione della dea con uomini mortali nascono eroi famosissimi. Con Anchise, principe troiano, genera Enea, che darà vita alla stirpe di Roma: per questo motivo la dinastia Giulio-Claudia – quella legata a Giulio Cesare – si dirà discendente da Venere.

Un tradimento famoso è quello narrato nell’Odissea di Omero: Efesto coglie in flagrante Afrodite a letto con Ares (Marte), e li avvolge in una rete di metallo da cui non possono districarsi. Tutti gli dei, alla loro vista, scoppiano a ridere. Ma Afrodite ha anche amori infelici: Adone, giovane nato dall’amore incestuoso tra Mirra e suo padre, è amato dalla dea che si dispera quando questi, in una battuta di caccia, cade vittima di un cinghiale istigato da Ares. Venerata in tutte le epoche e onorata in numerosissimi santuari, Afrodite è una delle più antiche e significative divinità della religiosità greca, in particolare nel mondo femminile.

Gli studiosi si interrogano ancora sull’origine e sulle primitive funzioni di Venus, antichissima dea italica e romana. Secondo alcuni rappresenterebbe la forza generatrice della natura e della fioritura. Altri hanno collegato il suo nome al verbo veneror «venerare», indicando nella forza magica di invocazione del dio da parte dell’uomo la sua originaria prerogativa (a Roma ha anche il soprannome di Obsequens «colei che esaudisce le preghiere»).

In tutta l’Italia antica sorgevano già in età antichissima santuari di Venere: i più importanti a Lavinio e a Erice in Sicilia. Da quest’ultimo la dea prende anche il soprannome di Ericina.

Dal 3° secolo a.C. alla sua figura viene sovrapposta quella dell’Afrodite greca. A Roma però, Venere non assume la protezione di tutti gli amori, rimanendo piuttosto simbolo dell’unione coniugale. Non è accostata a Vulcano come sposa, bensì a Marte, formando in tal modo la coppia che simboleggia i due caratteri del mondo romano, la forza militare e l’origine divina della stirpe di Romolo. Proprio quest’ultimo elemento, ereditato dal mito greco, è sfruttato notevolmente dall’età di Giulio Cesare in poi, quando a Venere Genitrice si edificano templi importantissimi al centro della città.


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Il monte di Venere (o del pube) si presenta come una regione triangolare sporgente, situata in corrispondenza del pube, limitata lateralmente dalle pieghe inguinali e in continuazione superiormente con l'ipogastrio e in basso con le grandi labbra. La cute che lo riveste è glabra in età prepuberale; dopo la pubertà si ricopre, insieme alla grandi labbra, di lunghi peli. L'epidermide è spessa e nel derma si possono trovare ghiandole sudoripare e sebacee. Tra derma e ipoderma esiste uno strato di lamelle fibroelastiche che, insieme a quelle provenienti dalle grandi labbra, si portano in alto per perdersi nella linea alba.
Nell'ipoderma è presente un cuscinetto adiposo, lo spessore del quale è in relazione con le caratteristiche del soggetto.

Spesso trascurata, ma in realtà, la mano posta a coppa sul monte di Venere non solo permette la stimolazione del clitoride durante la masturbazione, ma, con una leggera pressione, anche la ritrazione del cappuccio clitorideo (l’equivalente femminile del prepuzio) e l’esposizione della punta sensibile.

Il nome deriva da Venere, dea nella mitologia romana.

Dopo il "thigh gap" (lo spazio tra le ginocchia) e il "bikini bridge" (lo slip che fa da "ponte" tra le anche quando si è sdraiati in spiaggia), la nuova tendenza è quella di eliminare il cosiddetto monte di venere rendendolo il più magro e liscio possibile.

Sui social network già spopolano le foto di chi ha raggiunto il suo obiettivo e sul mercato si sarebbe già buttata anche la chirurgia estetica. In molte si sarebbero già rivolte al bisturi per un intervento di "Monsplasty" per ridurre il grasso in eccesso e rendere più tesa la pelle sopra l'osso pubico.



Nella mano è rappresentato dalla base carnosa del pollice, racchiusa entro la linea della vita e quando appare ben conformato e normalmente sviluppato, segnala tenerezza, sentimenti, amore, attrazione, voluttà, passione, sensibilità, interesse per la musica e un buon tono energetico. Nella norma il monte di Venere non deve occupare oltre un terzo della superficie della mano; è inoltre indispensabile che si presenti liscio al tatto, roseo, né troppo piatto né troppo pronunciato, elastico ma non duro e neppure eccessivamente molle. In astrologia Venere è il pianeta della bellezza, dell'amore, della tenerezza e della capacità di seduzione, significati che, nel caso di un monte normalmente pronunciato, compaiono nella giusta misura ma, in presenza di eccessi, si esacerbano nell'aspetto esagerato del sentimentalismo e della seduzione: lascivia, confusione, debolezza, instabilità affettiva.

Il Venusiano puro è l'individuo in cui il monte di Venere appare nettamente prevalente; contraddistinto da una figura e da lineamenti piacevoli, vanta insomma l'appartenenza alla privilegiata categoria dei "bellissimi". Alto, ben proporzionato, ha carnagione chiara, pelle sottile e morbida, fronte alta, sopracciglia ben disegnate, capelli soffici e folti. Occhi grandi a mandorla, bocca piccola, con labbra rosse e carnose, delle quali l'inferiore predomina sull'altro. I denti sono bianchi e minuti, il mento morbido, ingentilito da una fossetta. Il corpo riflette la stessa armonia del volto: spalle piene, braccia e mani grassocce e paffute, dita appuntite, gambe affusolate, piedi piccoli e aggraziati. Se è vero, come dichiaravano gli antichi cultori della fisiognomica, che l'aspetto fisico altro non è che una spia del carattere, il bellissimo, armonioso Venusiano gode di un temperamento altrettanto gradevole, dolce, sensibile, affettuoso, sinceramente interessato ai problemi altrui. Scarsamente ambizioso, si accontenta di una vita modesta, purché vissuta all' insegna dell' amore e del rispetto del prossimo per il quale è sempre pronto al sacrificio. Devoto e sincero, ama con sensualità e passione, ma quando si lega a una persona, questa diventa il centro dei suoi interessi; sensibilissimo alla sua influenza e ai suoi desideri, si sforzerà allora, e solo per farle piacere, di ottenere quei successi che per se stesso non desidererebbe affatto. Se umiliato o ingannato in amore soffre atrocemente ma cerca di perdonare accantonando discussioni e rancori. Gentile, raffinato, sensibile ai richiami dell'eleganza e della moda, ama la musica, la bellezza, l'arte che spesso studia e pratica dando prova di grande sensibilità e talento. Quando tuttavia il monte presenta un'estensione o uno sviluppo eccessivo, la sensualità si trasforma in infedeltà e lussuria, la tenerezza in leziosaggine, il sano amore per la bellezza e i piaceri della vita in ingordigia e in incapacità di misura. La salute rimane eccellente eccettuato il rischio di malattie veneree o di crisi depressive legate alla sfera dei sentimenti. Non è infrequente infatti che qualsiasi frustrazione affettiva, le pene d'amore, la solitudine, stati veramente intollerabili per il Venusiano, si ripercuotano distruttivamente sulla sua psiche; lo stesso si può dire per la quantità di energia che tende a dissipare nella vita di relazione: una girandola di balli, pranzi, flirt che finiscono con l'esaurirlo lasciandolo con un senso d'amaro in bocca.
Da un punto di vista strettamente chiromantico, il Venusiano ha mani ellittiche, dita corte, tonde, lisce, falangi grosse, unghie rotonde o a mandorla, gonfie, brillanti, con le lunette ben disegnate, il palmo è ovale, caldo e umido, sensibile, il pollice piccolo, la pelle bianca e vellutata. Nella mano del Venusiano l'anello di Venere è sempre presente, la linea della vita lunga e armoniosa, spesso accompagnata dalla sorella, mentre quella della testa appare notevolmente curva. La linea del destino ha origine dal monte di Venere o da quello della Luna. Inoltre la linea del Sole appare ben tracciata e la tavola della mano piuttosto convessa.



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martedì 26 maggio 2015

GLI AMANTI DEI TAROCCHI


Gli Amanti è la sesta carta degli arcani maggiori dei tarocchi; è conosciuta anche come l'Innamorato o l'Amore.

L'iconografia è molto varia. In genere, rappresenta un uomo tra due persone in procinto di sposarsi; altre volte, un uomo tra due donne, altre volte ancora, una donna tra due uomini. Dietro campeggia un angelo in un disco solare, a volte sostituito da Eros, da Cupido, che scocca la freccia.

La figura centrale, in alcuni tarocchi, ha il volto rivolto verso uno dei personaggi laterali ma il corpo e i piedi rivolti verso l'altro personaggio. In altri casi, ha i piedi rivolti verso entrambi gli innamorati.

La posizione dei due innamorati, in alcuni tipi di tarocchi, è di unione nella parte inferiore del corpo e distaccato dal busto in su, ricordando una "y", il che suggerisce, in questo caso, la lettura della carta come rappresentazione di un bivio, di una scelta a livello amoroso.

L'ottimismo e i buoni sentimenti, i voti, i desideri, ma anche le tentazioni piacevoli. Il vero amore è sempre coinvolgente e non sempre rispetta le situazioni già consolidate (matrimonio, fidanzamento). Confronta i grandi amori impossibili, per esempio Lancillotto e Ginevra. L'amore è la forza più potente dell'Universo. Per altri, più che l'amore la carta rappresenterebbe il libero arbitrio, la scelta tra bene e male (non a caso a volte nella rappresentazione iconografica le tre figure sono sostituite da Adamo ed Eva). L'uomo innamorato si trova a dover scegliere, è nell'incertezza. Il desiderio d'amore.

Secondo alcuni autori, con il sesto arcano entriamo nel secondo gruppo degli Arcani Maggiori: nel primo gruppo l’uomo (il Bagatto) veniva iniziato alle forze che governano il mondo: l’armonia (la Papessa), l’intelletto (l’Imperatrice), l’azione (l’Imperatore) e la sintesi (il Papa); nel secondo gruppo l’uomo entra a far parte del mondo cosciente, ossia l’uomo deve effettuare scelte personali.
L’Innamorato è una delle carte più ambigue dei Tarocchi e una delle peggio interpretate. Il Sei, nella numerologia, simboleggia il piacere, la bellezza, tutto ciò che supera le considerazioni materiali, rappresenta il momento in cui, al di là dei bisogni materiali, si osa fare quello che si vuole davvero, ciò che piace. La tonalità predominante in questa carta ha a che fare con la vita emozionale.
L’Innamorato è il primo arcano in cui abbiamo più personaggi che compaiono allo stesso livello (i discepoli del Papa erano più piccoli di lui e comparivano di spalle), è quindi una carta di relazione che rappresenta l’inizio della vita sociale.
L'immagine dell’arcano, nei tarocchi di Marsiglia, è divisa in due scene. In basso, un giovane che ha le gambe nude (simbolo di gioventù e quindi di inesperienza), è circondato da due donne. La prima, alla sua sinistra, è bionda e giovane, indossa una tunica in cui prevale il blu e l’azzurro. Con la mano sinistra tocca il cuore dell'uomo, tutto nel suo atteggiamento indica la dolcezza, la purezza, l'amore e l'abbandono. La seconda donna, alla sua destra, ha un aspetto più maturo e meno seducente (il naso è pronunciato e gli angoli della bocca sono piegati verso il basso), osserva ricambiata il giovane, il quale ha tuttavia un gesto di ritegno e porta la mano alla cintura. La donna è vestita con un abito in cui predomina il rosso (simbolo di energia, di desiderio) e cerca di attirare il giovane verso di sé afferrandolo con la mano sinistra per una spalla, la sua mano destra è rivolta verso il suolo, come ad offrirgli i beni di questa terra. Le relazioni tra i tre personaggi sono estremamente ambigue e si prestano a molteplici interpretazioni: ci si potrebbe vedere un giovane che presenta alla madre la propria fidanzata oppure una donna che scopre il proprio marito insieme all’amante… Secondo l’interpretazione tradizionale, il giovane sembra esitare tra le due donne che rappresentano rispettivamente l'amore puro e platonico (donna alla sinistra) e l'amore cosciente e attivo (donna alla destra). Alcuni autori, tra cui O. Wirth, parlano di esitazione tra virtù e vizio, ma nulla indica che una delle due donne sia cattiva, che una delle due vie che gli vengono proposte sia nefasta. Altri autori ritengono che la donna alla destra del giovane, il cui viso è mascolino, rappresenti la polarità maschile che sospinge il giovane verso la donna di sinistra, ossia la donna amata che rappresenta la polarità femminile. L'accettazione del lato sinistro operata dal Papa qui diventa innamoramento, cioè un’unione senza più contraddizione tra la polarità femminile/ricettiva e la polarità maschile/attiva (rappresentata dall’unione tra la donna e l’uomo), unione anche tra il volere e il poter agire. Sul piano simbolico i tre personaggi possono rappresentare anche le tre istanze dell’essere umano: l’intelletto, il centro emozionale e il centro sessuale che si uniscono.
La seconda scena si svolge sopra le loro teste. Questa è anche la prima carta dei Tarocchi in cui appare un intervento superiore, qualcosa che viene dall'alto e che irraggia sull'essere umano ormai trasformato e purificato: un angioletto, Cupido, emerge dal sole (sole che si ritrova anche nel colore dei capelli dei personaggi). Il sole è enorme, bianco, con raggi gialli e rossi, simbolo, allo stesso tempo, di purezza e fonte di energia, che mescola l’azione al lato spirituale e a quello fisico. Il cupido è nudo, color carne, e simboleggia l'amore umano. La freccia è orientata verso la mano della fanciulla di sinistra.
L'Innamorato esprime dunque una scelta difficile, una prova: la scelta è innanzitutto una scelta interiore che rimanda all'ambivalenza e all'indecisione dovuta alla mancanza di esperienza.
La carta ha valenza pari e quindi suggerisce dubbio, scelta; ma, nello stesso tempo, esprime sintesi, collegamento, unione, quindi ha anche una valenza solare. In essa si manifesta il destino dell'uomo come vocazione e adesione. La carta rimanda all’unione di Cielo e Terra, fuoco celeste e fuoco terrestre, triangolo d'acqua e triangolo di fuoco; la loro unione è dovuta al fatto che essi sono una cosa sola e soltanto in questo momento tale verità viene vissuta concretamente come una scelta. Può trattarsi di una scelta di vita, esistenziale, di una scelta tra un modo di essere e un altro, tra una donna e un'altra, tra un uomo e un altro, tra il bene e il male (o ciò che si ritiene tale), tra l'amore e la solitudine, eccetera.
La sesta carta dei Tarocchi è talvolta indicata dal Sigillo di Salomone, la stella a sei punte formata da due triangoli intrecciati: uno con la punta rivolta verso l'alto, il triangolo di Fuoco, e l'altro con la punta verso il basso, il triangolo d'Acqua. Difatti l'Innamorato rappresenta l'equilibrio magico tra i due Tre, cioè tra due irradiazioni opposte e tuttavia unite perché complementari. L’Innamorato rappresenta, quindi, l'unione, la combinazione, l'attrazione, il compenetrarsi degli opposti. Gli opposti però ci sono e attraggono in due direzioni, cosicché l'essere umano risulta scisso, spaccato in due, talvolta sofferente in questa contraddizione. Lo scoccare della freccia di Cupido fa sì che l'essere umano aderisca alla scelta e il Due diventa Uno, i due Tre diventano un Sei. L'innamorato perciò rappresenta l'Amore, il legame tra Dio e il creato come tra la creatura e il creatore, tra l'interno e l'esterno, tra l'Alto e il Basso: l'amore è la forza potente che muove l'essere umano al suo destino in base a una scelta che proviene dal cuore e che nello stesso tempo è un dono fatto da Dio agli uomini per perfezionare ciò che la natura ha lasciato imperfetto. Infatti, la carta rappresenta il libero arbitrio, la scelta, la coincidenza tra scelta umana e divina.
La carta al positivo:
L’Innamorato, più che una carta che rimanda all’amore, ad esclusione di casi particolari in cui le carte vicine lo confermano, è una carta che rimanda ad una scelta affettiva, all’attesa, a rapporti, quindi, che sono ancora in formazione. Il consultante si trova di fronte a una decisione importante, ma si tratterà di una scelta libera, da compiere in tutta calma, senza pressioni esterne e che, in ogni caso, si rivelerà vincente. Nel momento della scelta è importante affidarsi al sesto senso, all’intuizione, al cuore, cui la carta fa riferimento. Dal punto di vista affettivo rimanda a una fase di infatuazione, contrassegnata da scelte e progetti che coinvolgono un'altra persona; può anche trattarsi di una decisione difficile ma necessaria per mettere fine a uno stato di confusione sentimentale, quindi una scelta fra due persone. Dal punto di vista professionale rimanda all’arte, alla fantasia, a buone idee che devono essere messe in pratica, a una scelta importante da effettuarsi nell’ambito lavorativo che riguarda le proprie aspirazioni.
Rimanda anche a una persona volubile, indecisa ma, in fondo, buona e generosa; può riferirsi a un artista, a una persona creativa ed originale. Può indicare il consultante stesso durante la fase dell’infatuazione oppure un giovane innamorato di età inferiore ai trent'anni.
La carta al negativo:
Quando l'Arcano si presenta capovolto, il dubbio si trasforma in una scelta difficile, non priva di contraddizioni e ripensamenti. Il consultante rischia di percorrere la via sbagliata, priva di sbocchi. Prevale l’indecisione, l’incapacità a scelta, scegliere, l’apatia, un blocco emotivo. Dubbi, esitazioni, incertezze portano a rimandare all'infinito una soluzione necessaria. Inoltre si presta ad interpretazioni riguardanti l'egoismo, alla centralizzazione, imposizione delle proprie scelte come oro colato, volontà di determinazione e di giudizio sulle decisioni altrui, ingannevole convinzione di non sbagliare mai le proprie scelte.
Sul piano affettivo rimanda a una decisione errata che rischia di incrinare un rapporto armonioso. Anche sul piano professionale una decisione errata può causare danni. Può rappresentare una persona inaffidabile, doppia, falsa; anche un partner coinvolto solo superficialmente.

Il tempo va da quindici giorni fino a tre mesi, anche per la sua durata.

Le pietre abbinate sono : Carbonio, Ambra, Topazio.

Gli Amanti consigliano di farsi guidare dall'Amore. Ascolta quello che il tuo cuore ti dice. Ci deve essere passione ed entusiasmo in quello che fai. Porta Amore nel lavoro e nei rapporti con gli altri. Decidi in base a ciò che ami fare, e non a quello che dovresti fare. Stai con qualcuno solo per amore. Tra l'amore e il dovere, scegli l'amore. Agisci in unione con altri, piuttosto che da solo. Segui il Sentiero del Cuore. Fai ciò che ti entusiasma. Segui la tua vocazione. Stai con persone con cui c'è affinità a tutti i livelli. Metti insieme le cose e le persone, creando una sintesi che rappresenti il meglio di ciascuna di esse. Elimina dalla tua vita quello che stai facendo con scarsa convinzione. Lasciati andare alla passione.



LEGGI ANCHE : http://popovina.blogspot.it/2015/05/i-tarocchi-la-storia.html


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